giovedì 18 maggio 2017

VICENDA TWIGA. INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA PRO LOCO OSTUNI MARINA

- Presidente lei cosa ne pensa dei vari sigilli ai cantieri sui lidi della costa pugliese da parte delle Procure?

Mi risulta che il sogno TWIGA aveva procurato 60 precontratti di lavoro e tutti di giovane età e personale qualificato proveniente da Dubai e Riviera Romagnola, per giunta di origine pugliese. Questo ci dovrebbe preoccupare poiché queste strutture in generale rappresentano opportunità di occupazione. Ma in ogni caso, come cittadino, rispetto il lavoro degli inquirenti. 

- Di chi la colpa? 

La Puglia sta diventando la Regina del Turismo Italiano, tuttavia i nostri politici e soprattutto i dirigenti dei vari Comuni dovrebbero invogliare, più che distogliere, gli investitori esteri e nazionali per migliorare il già esistente. Vorrei fare un esempio: Fasano ha mirato a un turismo élitario, ha creato tanti posti di lavoro ed oggi annovera circa 600.000 presenze, di fronte alle 400.000 di Ostuni. In questi giorni stanno bloccando tanti investimenti e sappiamo poi la burocrazia italiana favorisce le calende greche. Quando ci sono progetti ed investimenti per la realizzazione di strutture turistiche che consentono l'inserimento dei nostri giovani nel mondo del lavoro, bisogna attivarsi per eliminare quella burocrazia che spazientisce gli investitori. Ciò però, non toglie, ed è un mio punto di vista di uomo che ama il proprio territorio, la necessità di una migliore sinergia tra doverosi controlli e valorizzazione del territorio 

- Presidente lei è favorevole al progetto TWIGA che stava portando avanti Briatore?

Non posso rispondere bene a questa domanda e non vorrei essere frainteso, ma io sono convinto che un imprenditore che viene ad investire sul nostro territorio dev'essere elogiato ed aiutato. Questo in generale, nel particolare se gli imprenditori non hanno rispettato determinati vincoli, occorre immediatamente apportare quei correttivi che permetterebbero di realizzare  il progetto iniziale. O meglio, sul territorio ci dev'essere una sinergia tra doverosi controlli, fruizione e non sfruttamento, reale valorizzazione. Inoltre se vogliamo che la gente venga ad investire da noi, dobbiamo accelerare tutte le pratiche per portare il nostro Paese alla pari degli altri Paesi Europei.

Per finire , ho conosciuto 3 mesi fa un imprenditore svizzero che mi ha confermato, ad esempio, che per costruire un villaggio ad Ibiza occorrono una trentina di giorni per espletare tutte le pratiche burocratiche. Mi chiedo, come mai per realizzare il medesimo progetto in Italia, devono passare più di trecento giorni?.

L'unica ricetta sia un sano realismo che cerchi di compensare l'interesse della gente e quello del l'investitore. 
Valorizzare, a costo di attirare le critiche, non significa svendere in fretta un valore.

Domenico Greco - Presidente della Pro Loco Marina

Intervista effettuata a cura della redazione di brindisisera.it
 
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