giovedì 12 ottobre 2017

Piattaforma per la banda larga. D'Attis: città e regioni al lavoro con la Commissione Europea per ridurre il divario digitale

Piattaforma per la banda larga: città e regioni al lavoro con la Commissione Europea per ridurre il divario digitale - D'Attis: "Le ambizioni della Commissione richiedono investimenti che UE, governi ed enti locali non sono in grado di mettere in campo. La web tax proposta dal Governo può essere la soluzione" 

La Commissione europea e il Comitato europeo delle regioni (CdR) hanno varato oggi una piattaforma comune per la banda larga che si propone di contribuire a diffondere questa tecnologia in tutte le regioni europee, incluse le zone rurali e scarsamente popolate. La prima riunione della piattaforma si è svolta a Bruxelles alla presenza della commissaria europea per l'Economia e la società digitali Mariya Gabriel, del Presidente del CdR Karl-Heinz Lambertz e di leader locali e regionali degli Stati membri dell'UE.

L'obiettivo della piattaforma è quello di contribuire alla diffusione in tutte le regioni europee di una banda larga ad alta velocità o ultrarapida, migliore e sostenibile, puntando così all'eliminazione del divario digitale dovuto all'ubicazione geografica o a fallimenti del mercato. Governance dei progetti, strategia e scelte tecnologiche, quadro normativo e fonti di finanziamento sono le principali questioni poste di membri del CdR. Particolare attenzione è stata riservata all'iniziativa WiFi4EU volta a garantire una connessione senza fili gratuita a Internet nei luoghi pubblici in tutta Europa.

Secondo la commissaria Gabriel, "La copertura della banda larga nei nostri territori potrà essere realizzata solo con il pieno coinvolgimento delle comunità che vi abitano. Abbiamo bisogno che le regioni partecipino all'iniziativa per capire quali siano le loro reali esigenze di investimento. Dobbiamo essere consapevoli degli ostacoli che le regioni incontrano e di come la Commissione possa aiutarle ad affrontarli e a superarli. La piattaforma per la banda larga creata con il Comitato europeo delle regioni sarà di grande utilità nel fornire ai responsabili politici dati preziosi, circostanziati e attendibili sulle realtà locali, con un processo politico dal basso che rafforzerà la titolarità delle regioni europee riguardo allo sviluppo della loro connettività".

Sulla stessa linea il Presidente Lambertz: "La connettività a banda larga ad alta velocità è uno dei pilastri del mercato unico digitale dell'UE e un presupposto indispensabile per la nostra competitività a livello mondiale, ad esempio nel settore del commercio elettronico. Con la piattaforma inaugurata oggi vogliamo migliorare la cooperazione tra Commissione europea, enti locali e regionali, esperti e diverse parti interessate, individuando gli ostacoli agli investimenti e creando nuove opportunità di finanziamento attraverso programmi UE e partenariati pubblico-privato". 

Il nodo dei finanziamenti è stato evidenziato durante il dibattito da Mauro D'Attis (IT/EPP): “L’entusiasmo della Commissaria europea Gabriel porterà la banda larga in tutta la UE ma il piano degli investimenti totali (155 miliardi di euro) non può essere sostenuto solo dai fondi pubblici. In questo senso la proposta di Web Tax può essere una soluzione. L'Italia è tra i sostenitori di questa opzione e siamo convinti che le grandi aziende del settore abbiano comunque un forte interesse a operare in Europa. Una fonte di finanziamento di questo tipo consentirebbe di infrastrutturare le zone rurali e potenziare le aree urbane in collaborazione con regioni e città. L’obiettivo di 5G è molto ambizioso se pensiamo che in Italia puntiamo ancora a 100Mbps per l’85% della popolazione entro il 2020”.

La piattaforma per la banda larga introduce un dialogo politico costante tra la Commissione europea e il Comitato europeo delle regioni. I componenti della piattaforma, tra cui 12 membri del CdR, si riuniranno due volte all'anno per esaminare tutta una serie di tematiche legate alla diffusione della banda larga, dalla politica e la governance alle scelte tecnologiche, dalle fonti di finanziamento al quadro normativo.  

Il Comitato ha adottato mercoledì scorso un parere sul tema Costruire un'economia dei dati europea, nel quale si chiede alla Commissione di sostenere gli enti locali e regionali mediante l'assegnazione prioritaria dei Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) alle infrastrutture digitali in tutte le regioni dell'UE. Il parere mette inoltre l'accento sull'enorme potenziale della raccolta di dati per gli enti locali e regionali e le imprese nei settori sanità, ambiente, sicurezza alimentare, clima e uso efficiente delle risorse, energia, sistemi di trasporto intelligenti.
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