martedì 24 aprile 2018

AQP festeggia con rinnovato impegno l’anniversario dell’arrivo dell’acqua in Puglia

Il sogno, il lungo sogno nostro è divenuto realtà! Oggi, alle ore 11, nel giardino dell’Ateneo, l’acqua del Sele zampillerà per la prima volta, in via di esperimento, apportatrice di novella vita per la nostra regione! Cittadini, non passi nell’indifferenza questo evento; e volgendo grato il nostro pensiero a coloro che propugnarono la grandiosa opera rigeneratrice, salutiamo questo giorno, mentre l’anima italiana freme per gli imminenti destini della Patria”.

Con queste parole il Sindaco di Bari, Giuseppe Bottalico, salutava il 24 aprile del 1915 l’arrivo dell’acqua in Puglia che per la prima volta sgorgava copiosa dalla fontana di Piazza Umberto I. 

A distanza di 103 anni da quell’evento straordinario, oggi Acquedotto Pugliese rappresenta una grande realtà industriale. Gestisce il ciclo integrato delle acque con oltre 25 mila km di reti idriche, 17mila km di fognatura, 184 depuratori, 5 impianti di potabilizzazione in grado di produrre e immettere in rete fino a 12mila litri al secondo di buona acqua da bere. A questi si aggiungano gli impianti di affinamento per il riutilizzo dell’acqua trattata dai depuratori in agricoltura. Una responsabilità costante, quotidiana, che vede impegnati circa duemila uomini e donne.

AQP distribuisce ad oltre 4 milioni di cittadini un’acqua sicura e di buona qualità garantita anche da oltre 480mila controlli l’anno ed un sistema di telecontrollo in grado non solo di monitorare in tempo reale il flusso ma anche di verificare i parametri fondamentali di potabilità quali ph e torbidità. 

“Ricordare l’evento che ha salvato intere generazioni e portato il progresso in una regione assetata “di acqua e di giustizia” – dichiara l’Amministratore Delegato di Acquedotto Pugliese, Nicola De Sanctis - è atto dovuto alla storia e ai suoi protagonisti che privilegiarono attraverso la politica lo sviluppo di un territorio con lungimiranza e concretezza. Il lungo cammino fatto al servizio di intere generazioni prosegue con la realizzazione di nuove opere per la salvaguardia della qualità della vita delle comunità servite”.

“L’impegno alla crescita delle attività di AQP – ha concluso l’Amministratore Delegato - è una costante nel tempo. In questi giorni sono in corso i collaudi per i lavori di potenziamento di ulteriori tre depuratori in provincia di Taranto (Crispiano, Laterza e Lizzano) per complessivi 10 milioni di Euro”.

Per festeggiare l’evento AQP, con la collaborazione di Regione Puglia e Comune di Cerignola, ha allestito “La Fontana si racconta”, mostra dedicata alla tradizionale fontanina che per prima ha portato l’acqua nei borghi della Puglia. La scelta della città di Cerignola, inoltre, ha segnato un gesto di riconoscenza verso il primo Presidente di Acquedotto Pugliese, il Conte Giuseppe Pavoncelli.

La mostra presenta numerosi scatti, da quelli più antichi in bianco e nero, provenienti dall’archivio di AQP sino ai più recenti, realizzati dai numerosi fan dello storico manufatto in ghisa. Costituiscono un originale racconto per immagini della grande epopea di Acquedotto Pugliese, volano di crescita e di sviluppo per milioni di cittadini nel Mezzogiorno d’Italia.

Alla mostra è associata la pagina facebook “La fontana si racconta”. Ognuno può dare il proprio contributo con foto, pensieri, poesie e persino selphie. 

La mostra resterà aperta sino al 6 maggio, con orario di visita dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle 13:00, dalle 17:00 alle 20:00; la domenica dalle 17:00 alle 21:00.

 
aqp centenario cartolina

L’EPOPEA DELL’ARRIVO DELL’ACQUA IN PUGLIA 


“È il 24 aprile del 1915. Uno zampillo prima incerto, poi alto e scrosciante prorompe dalla fontana scavata nella piazza antistante l’edificio che diverrà sede dell’Ateneo di Bari. La gente ha un fremito: l’applauso dei baresi è incontenibile, commosso. Il sindaco Giuseppe Bottalico stringe molte mani. Non ci sono discorsi. La  solennità  del  momento  è  sottolineata  dalle  note  della  banda  cittadina, diretta dal Maestro Annoscia, che intona l’inno reale. È davvero una data storica per la città”. 
 
È l’incipit di una pagina memorabile, con cui Antonio Rossano, giornalista e scrittore appassionato, voce tra le più autentiche di questa terra, descrive lo straordinario  evento  dell’arrivo  dell’acqua  a  Bari  nel  volume  “E  venne l’acqua” (Editori Laterza): una splendida galleria di fotografie del tempo, che le nuances dei bianchi e dei neri rendono ancora più fascinose e ricche di pathos. 
 
Ma come si giunse a quell’evento straordinario, uno dei capitoli più luminosi della storia della Puglia, del Mezzogiorno e del Paese intero? Facciamo un po’ di storia. La Puglia è la più vasta regione del Sud d'Italia, con i suoi quasi 20.000 km quadrati tra l'Adriatico e lo Ionio. La natura del suolo e del sottosuolo, da sempre, non consente accumuli o riserve d'acqua: “Apulia siticulosa” la definisce Orazio nel primo secolo a.C.  
 
 
 
Già  nell'800  le  cronache  parlano  di  epidemie  endemiche,  mortalità infantile a livelli impressionanti e decessi a decine di migliaia, causati dalla scarsità  di  acqua  salubre.  E  per  lo  Stato  unitario  la  mancanza  d’acqua diventa subito una delle prime, grandi emergenze nazionali.  
 
Una Commissione per lo studio delle questioni attinenti alle acque potabili e,  in  particolare,  per  l'Acquedotto  Pugliese  s’insedia  nel  1896:  il  Regio Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici è il primo atto ufficiale che vede intervenire lo Stato nella lunghissima lotta per l'approvvigionamento idrico della  Puglia.  Il  deputato  Matteo  Renato  Imbriani,  eletto  nel  collegio  di Trani,  è  l'animatore  della  battaglia  per  dissetare  la  Puglia  e  per trasformare  il  problema  da  urgenza  locale  a  vera  e  propria  necessità nazionale, col motto "acqua e giustizia".  
 
Una legge dello stato autorizza nel 1898 la spesa di 120 mila lire per lo studio di un progetto tecnico di massima per fornire di acqua potabile le Puglie. Con Regio Decreto viene istituito, ad Avellino, un ufficio speciale del Genio Civile per lo studio e la compilazione del progetto dell'Acquedotto Pugliese. 
 
Il  26  giugno  1902  viene  approvata  dal  Regno  d’Italia  la  Legge  n.  245 “per  la  costruzione  e  l’esercizio  dell’Acquedotto  Pugliese”.  Nasce,  così,  il Consorzio  fra  lo  Stato  e  le  tre  province  di  Bari,  Foggia  e  Lecce,  a  cui  è affidato il compito della "Costruzione, manutenzione e l'esercizio perpetuo dell'Acquedotto   Pugliese  che   verranno   concessi  in   un   unico   appalto all'industria  privata,  mercé  gara  internazionale  fra  le  ditte  riconosciute idonee dal Ministero dei lavori pubblici". 



 E'  la  "Società  anonima  italiana  Ercole  Antico  e  soci  concessionaria dell'Acquedotto Pugliese" ad aggiudicarsi il lavoro, per un importo di 125 milioni.  Il  relativo  contratto  viene  sottoscritto  nel  luglio  1905.  Il  primo Consiglio  di  Amministrazione  del  Consorzio  per  l'Acquedotto  Pugliese (presidente  l'onorevole  Giuseppe  Pavoncelli)  viene  costituito  nel  1906  e, alle sorgenti Madonna della Sanità di Caposele, hanno inizio i lavori per lo scavo  della  grande  galleria  dell'Appennino  e  le  opere  di  captazione.  Si confermano così le intuizioni e i progetti dell'ing. Camillo Rosalba. Intuizioni che agli occhi dei suoi contemporanei erano sembrati, a quel tempo, troppo arditi e avveniristici. 
 
L’acqua  finalmente  giunge  a  Bari  il  24  aprile  1915,  sgorgando  dalla monumentale fontana in piazza Umberto I, davanti alla facciata principale del  Palazzo  Ateneo.  Un  evento  storico,  salutato  con  entusiasmo  e  limpida speranza non solo dalle autorità del tempo ma, anche, e forse soprattutto, dai  cittadini,  dalla  gente  comune,  per  i  quali  l’arrivo  dell’acqua  in  città, rappresentava  l’inizio  di  una  nuova  era,  un’occasione  straordinaria  di progresso e benessere, come li abbiamo conosciuti sino ai giorni nostri, non solo  nella  città  capoluogo  ma  in  tutta  la  regione,  con  l’estensione progressiva delle condutture idriche. 
 

PRIMA DELL’ACQUEDOTTO 



Nelle  case  l'acqua  veniva  conservata  in  grossi  orci  panciuti  di  terracotta dalla  bocca  molto  larga  dove  si  immergeva  l'inconfondibile  mestolo  di rame per attingere con parsimonia e non sprecare illiquido prezioso.   Ci si lavava in poca acqua nel bacile di rame o di ferro smaltato ed avere in casa il gabinetto con pozzo nero era lusso di pochi.  
 
Le  malattie  gastro-intestinali  e  in  particolar  modo  le  febbri  tifoidee, causavano ogni anno numerose vittime, specialmente nella stagione estiva. La mortalità infantile era impressionante ed i decessi si contavano a decine di migliaia.  
 
La presenza delle cisterne e dei pozzi privati, con le loro acque stagnanti, rappresentava  il  substrato  ideale  per  lo  sviluppo  della  zanzara  Anofele, causa  del  diffondersi  della  malaria  che,  nelle  zone  rurali  rappresentava una  delle  principali  cause  di  morte.  Nel  Comune  di  Castelnuovo  della Daunia nel 1916, su un totale di 213 morti, se ne contarono 16 per malaria "perniciosa" più altri 13 per malaria; nel 1917, sempre su un totale di 213, 30 persone morirono per "perniciosa", più altre 7 per malaria.  

Dopo che la rete idrica e fognante furono rese perfettamente funzionanti si verificarono solo pochissimi casi di malaria o "perniciosa" e solo in individui provenienti  da  zona  malarica  o  sprovvisti,  nelle  loro  abitazioni,  di  acqua corrente.  Il completamento dell'Acquedotto Pugliese migliorò in modo determinante le condizioni igieniche degli abitanti dell'intera Regione. 

 Dapprima  l'acqua  fu  erogata  da  fontanine  pubbliche  poste  in  punti strategici del Paese e solo in seguito furono effettuati i lavori di conduttura necessari a fornire l'acqua alle abitazioni private. Con i lavori di fognatura ed il completamento degli allacci idrici i cittadini "furono obbligati" a far installare dai primi idraulici, i cosiddetti tubisti, i gabinetti.  Conseguenza della fornitura di acqua "sana" fu una pronta diminuzione sia delle  malattie  gastro-intestinali,  sia  delle  malattie  classificate  "a  veicolo idrico", quali l'epatite A e la febbre tifoide.  

Oggi  l'Acquedotto  Pugliese,  per  garantire  il  costante  rispetto  delle caratteristiche di igienicità delle acque e a tutela della salute pubblica e dell'ambiente,  dispone  di  un  sistema  di  laboratori  distribuiti  su  tutto  il territorio  regionale  in  grado  di  controllare  capillarmente  la  qualità  delle acque potabili distribuite e di quelle depurate. 
È stato sottoscritto a Palazzo San Francesco nella mattinata di ieri, 22 maggio 2018, il Patto Locale per la ...
informazioni utili

Pubblicità Elettorale

___________________ concessionaria degli spazi pubblicitari di brindisisera.it, dichiara di aver depositato presso la propria sede in Via _________________ il listino analitico degli spazi e dei servizi pubblicitari on line che intende mettere a disposizione di chiunque abbia interesse a diffondere messaggi a contenuto politico – elettorale a condizione di parità commerciale tra loro. nderne visione, o acquisire informazioni scrivere a: info@brindisisera.it
info@brindisisera.it