sabato 16 giugno 2018

Processo carbone. Francesco Magno: Riccardo Rossi potrà continuare ad essere asservito ad Emiliano?

La richiesta di condanna, anche in appello, dei due dirigenti di Enel Produzione Spa, in merito al processo relativo alla contaminazione derivante dalla fuoriuscita di “polvere di carbone” dal nastro trasportatore e dal vecchio “carbonile” di Cerano, non può che vedermi assolutamente concorde con il Procuratore Generale Dott. Cillo. 

Tutto ciò in virtù del fatto che, essendo stato consulente tecnico di parte (CTP) per i Comuni di Brindisi e Torchiarolo, per Legambiente Puglia e per alcuni privati, sono stato escusso, fra esame e controesame della difesa, per ben 8 ore e quindi credo fermamente nel lavoro fatto dalla Procura. 

Sono anche fortemente concorde con gli amici di “No al carbone” che, per l’inquinamento prodotto dallo spandimento di “polverino di carbone” invocano l’applicazione della Legge n. 68/2015 relativa ai “reati ambientali” e che introduce nel “codice penale” un nuovo titolo dedicato ai “Delitti contro l’ambiente” (Libro II, Titolo VI-bis, artt. 452 bis e 452 terdecies).

Purtroppo tale legge non è applicabile nel processo de quo in quanto, per fortuna, la Procura si era mossa per tempo (2010/11), ancor prima dell’emanazione della L. 68/2015, richiedendo quanto il massimo del codice penale allora permetteva. 

Tutto quanto precede è funzione di un’oggettiva valutazione della contesa politica nella quale, in un modo o nell’altro, siamo tutti impegnati per l’elezione del prossimo “Sindaco” di Brindisi. 

Di Riccardo Rossi ho stima, affetto ed amicizia che mi hanno portato a votarlo per ben due volte, riconoscendo la sua “fede” ambientalista e (pur non condividendo) il suo essere uomo della “sinistra antagonista”; caratteristiche che non gli riconosco più in questa arida e torbida campagna elettorale. 

Da tempo rilevo in Riccardo, anche in qualità di tecnico, una tipica caratterizzazione di “baconiana pars destruens”, facilmente rilevabile dagli “errori” che, nella legittima competizione elettorale, va compiendo nell’attribuire più valore ai propri “pregiudizi” che all’esame della realtà politica nella quale è allocato, all’insofferenza per il “dubbio” che quanto riporta sia veritiero ed alla fiducia “acritica” che fornisce nell’autorità di precedenti giudizi (vedi Giovanni Antonino). 

Io, da tecnico e con i sentimenti richiamati, devo rilevare che in questa vicenda elettorale Riccardo è strutturalmente incline all’errore (per Bacone è un “idola tribus”) in quanto incompatibile con il PD ed Emiliano; a tal proposito voglio ricordare e dimostrare, se pur in termini sintetici, quanto richiamato con pochi esempi e senza riportare ulteriori aspetti già noti (ciclo rifiuti, A2A, aeroporto, ecc.) e per i quali Emiliano ha dimostrato quanto tiene in considerazione Brindisi. 

Ad esempio e sempre in riferimento al processo sulle “polveri di carbone”, nella Cop 11 di Parigi del 2015, Emiliano, nella nota presentata alla stampa, ha testualmente riportato che “ILVA ed ENEL hanno conseguenze pesanti su salute ed ambiente” e nel comunicato stampa del 10/12/15 va oltre e, proprio in merito alle “polveri sottili” esplicita che: “Noi abbiamo due grandi fabbriche di energia e di acciaio, Cerano di Brindisi e ILVA di Taranto, che sono le più grandi del settore in Europa, entrambe a carbone. Le conseguenze sono pesanti, con livelli epidemiologici molto preoccupanti e, soprattutto, emissioni di polveri sottili e CO2 fuori dall’ordinario”.  

Tale forte affermazione è però in vivace contrasto con le azioni della stessa Regione che nella precedente giunta a maggioranza del PD e con Emiliano segretario regionale, ha ritenuto opportuno: 

- non costituirsi parte civile nel processo della dispersione del carbone di Cerano a Brindisi; 

- non permettere che su Torchiarolo fosse attivata la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) (oggi le aberrazioni del Comune di Brindisi portano a richiedere la VAS anche su singoli progetti ad impatto quasi inconsistente); 

- richiedere al Consiglio di Stato ed al TAR, in merito al ricorso dell’allora Sindaco Del Coco di Torchiarolo di effettuare la VAS, anche in funzione della presenza della centrale di Enel Cerano a 7 Km dal paese, che fosse ammesso, ad adiuvandum, anche il ricorso di ENEL alla richiesta di VAS; 

- di non chiedere approfondimenti in merito alla valutazione che ENEL fa della propria incidenza sulle PM 10 registrate nella centralina di Torchiarolo, per un irrisorio 0,76% sul totale. 

- che la “decarbonizzazione” di Cerano passa attraverso la TAP, con approdo a Brindisi.
- Ecc. ecc. ecc.  

Da tutto ciò rilevo che Riccardo Rossi, ove coerente con i propri principi, continuando Emiliano ad avere atteggiamenti di valutazioni di grande subalternità di Brindisi e dei propri Cittadini, possa durare ben poco nell’eventualità che dovesse vincere al ballottaggio. 

Tale constatazione supera, di certo e di molto, le infondate perplessità avanzate da Riccardo in merito alla “tenuta” dell’eventuale coalizione del candidato Sindaco Roberto Cavalera, al quale riconosco grande personalità e capacità di conduzione sia degli “uomini” che, ritengo, della struttura amministrativa comunale; struttura che, senza ombra di dubbio, ha bisogno di essere adeguata ai principi di crescita economica, culturale, di un’industriale rispettosa dell’ambiente e nel quale introdurre solo ed esclusivamente attività ad “impronta ecologica” positiva. 

Le azioni di Emiliano e compagni, ritengo, mirano sempre più a rafforzare la sudditanza di Brindisi nei confronti di Bari ed a considerare Riccardo Rossi quale “asservito” alle proprie volontà. 

Sara cosi?  Io spero di no!

prof. dott. Francesco Magno   
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Proseguono nel mese di luglio le attività esperienziali gratuite nei beni ambientali e culturali del territorio. ...
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