sabato 13 ottobre 2018

Grotta santuario di Santa Maria di Agnano: frequentazioni culturali anche in epoca messapica

Era lì da duemilatrecento anni, a vegliare sui doni che gli antichi messapi dedicavano agli dei, il cane rinvenuto negli ultimi scavi archeologici diretti dal professor Donato Coppola coadiuvato dai dottori Nicola de Pinto e Martine Dewailly.

Dopo aver riportato alla luce, nelle precedenti indagini, un’importante frequentazione rituale mesolitica caratterizzata da circoli di pietre contenenti pietre e ossa incise, simboli della perorazione alla caccia e alla dea madre, le ultime ricerche (nella grotta santuario di Santa Maria di Agnano) si sono concentrate sulla frequentazione cultuale dell’area in epoca messapica (VI-III secolo a.C.).

I risultati della campagna scavi 2018 sono stati presentati nel corso di una conferenza che si è svolta venerdì scorso presso la Chiesa di San Vito Martire ad Ostuni. 

Alla presenza dell’Arch. Maria Piccarreta, soprintendente archeologica per le province di Brindisi – Lecce e Taranto, si sono succeduti gli interventi del Prof. Donato Coppola, direttore scientifico del Museo di Ostuni e dei suoi collaboratori Nicola De Pinto e Martine Dewailly. 

Dopo i saluti del vice-sindaco di Ostuni, Guglielmo Cavallo, il presidente dell’Istituzione, Michele Conte, ha ringraziato il direttore scientifico e tutti i ragazzi dell’Università di Bari che hanno partecipato allo scavo, confermando il grande interesse del consiglio di amministrazione per le operazioni di scavo. “Siamo soddisfatti del lavoro svolto dal prof. Coppola in collaborazione con l’Università di Bari” spiega il presidente dell’Istituzione, Michele Conte “negli ultimi anni abbiamo raddoppiato gli investimenti sulla campagna scavi ed i risultati si sono visti; la risposta del pubblico ci conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Il 2018 segnerà un ulteriore aumento di presenze nei nostri siti nonostante già il 2017 fosse stato un anno record. L’idea di puntare sulla promozione e sulla fruizione dei siti museali ha funzionato”.

Il soprintendente, Arch. Piccarreta ha sottolineato come i risultati si possono raggiungere solo con la sinergia tra istituzioni (Musei, Comuni e Soprintenza) e Università, ciascuno con il suo compito. “Sono molto contenta di quello che è stato realizzato qui ad Ostuni” ha detto l’arch. Piccarreta “un modello da esportare e far conoscere per i risultati che ha ottenuto in termini scientifici, ma anche di visitatori”.  

Al termine della conferenza sono stati consegnati gli attestati agli studenti dell’Università di Bari che hanno partecipato alla Campagna scavi. 

Sono stati portati alla luce una serie di bothro (piccole fosse sacre) contenenti una serie di vasi rituali quasi integri tra i quali spicca, per dimensione, una enorme anfora panatenaica apula a tempera rossa decorata con palmette sovraddipinte in nero e databile agli inizi del III secolo a.C. 

Negli stessi strati delle fosse sacre sono stati rinvenuti anche frammenti di antefisse templari decorate con il volto di una Gorgone, punte di lance e giavellotti, pedine da gioco in pasta vitrea e, per la prima volta, frammenti di grosse iscrizioni su pietra.

Proprio sopra questi reperti sono state rinvenute due deposizioni di cani di media taglia e di sesso maschile. La presenza di queste due evidenze è legata a consuetudini di carattere magico e sacrale che vedevano la deposizione e, talvolta, il sacrificio di essi al fine di purificare e proteggere l’area. L’importanza di tali ritrovamenti ha spinto gli archeologi a rimuovere subito gli scheletri per evitarne il danneggiamento, a portarli in laboratorio per le dovute ricerche e a prepararne la futura musealizzazione.

Sempre la stessa équipe ha iniziato le indagini all’interno della cavità occidentale del santuario, riportando subito a galla una serie di lucerne databili al IV-III secolo a.C. e che rimandano chiaramente ad un rituale di carattere notturno in onore di divinità ctonie come Persefone e Demetra. 

Negli ultimi giorni di scavo è anche venuto alla luce un blocco lavorato e riccamente decorato la cui funzione e datazione, tuttavia, verrà chiarita con le future ricerche.
 
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