Per cinque anni ho guardato al capogruppo del PDL alla Regione, Rocco Palese, come ad un combattente per la Puglia, fiero e indomito, solitario alla difese delle sue idee (sbagliate spesso ma rispettabili) e inflessibile. Ho anche scritto che sarebbe stato il candidato ideale del Centro Destra come avversario di Vendola, a sua volta candidato ideale del centro-sinistra. Una regione normale così sarebbe stata: Palese verso Vendola. Poi la delusione, per ingraziarsi il Sultano c'è la corsa a chi si appecorona di più, a chi si mette prono ai voleri del Maraja, sempre a disposizione del padrone delle ferriere e disponibile ad ogni suo volere.
L'inizio di campagna elettorale segue questo cliché, gli ascari che promettono al padrone di asservirgli la Puglia, di mettere a disposizione queste terre per le centrali nucleari di Scajola e compagnia, di portare a corte messapi, dauni, japigi, grecanici e salentini. Il DNA degli ascari si è snaturato, assorbendo cromosomi da fonti mutagene che stazionano nei giornali e nelle televisioni, messi li dal padrone a guardia delle pecorelle da radunare.
Parlano tutti uguale gli ascari, ripetono i mantra che emette l'uomo dai capelli a geometria variabile anche se sono palesemente insulsi. L'ultimo mantra ha come target Lucia Annunziata, rea di una colpa orrenda: ha intervistato Vendola da solo e quello non se ne è nemmeno scappato come fece Berlusconi. Il mantra è la par condicio contro lo strapotere della sinistra padrona delle televisioni. Una mandria di cervi sproloquia contro le corna della marmotta.
Per fortuna la possibilità di scegliere fra pugliesi dignitosi rimane. Uno ha dimostrato di essere indipendente dai diktat romani e ha ottenuto la fiducia debordante di una fascia del suo popolo, l'altra, l'On.le Poli Bortone, per ora, ha dimostrato di essere persona capace di camminare con le proprie gambe e di pensare con la propria testa.
Speriamo che entrambi resistano e che i pugliesi possano eleggere una maggioranza ed una opposizione capaci di discutere fra loro anche con veemenza, ma che i cittadini siano sicuri che entrambi rispondono agli interessi di chi li ha votati e non ai capricci e agli interessi di altri che pugliesi non sono o che hanno rinunciato ad esserlo per servire a corte. In fondo questa è la regione di Peppino Di Vittorio e di Aldo Moro, di Pinuccio Tatarella e di Giuseppe Di Vagno, non è che abbiamo bisogno che qualcuno ci insegni la politica.
Pino De Luca |