Fitto capolista, Greco e Puglia prima di tutto fermi un giro, campagna elettorale affidata alla guida di un uomo capace. Sono questi i «tre consigli (non richiesti) a Rocco Palese» che “Puglia d'oggi", il bisettimanale diretto dall'on. Salvatore Tatarella, pubblica sul numero di domani.
«Sono ormai molti anni che in Puglia non si vede più una bella campagna elettorale del centrodestra. Attivismo e movimentismo non sono mai mancati, ma quasi sempre si è trattato di un agitarsi disordinato, confusionario e, a volte, controproducente. Duole dirlo, ma l'efficacia delle campagne di Proforma è straordinaria». Per questo, è «del tutto superfluo parlarne con il coordinatore regionale del Pdl, Francesco Amoruso, stante la sua persistente assenza ed irrilevanza. Del resto, immaginiamo che nelle prossime settimane (si) spenderà soprattutto per garantire l'elezione del suo collaboratore. Alla campagna elettorale del Pdl e della coalizione dovrà provvedere qualche altro».
Per ciò che riguarda la lista del movimento che fa capo a Raffaele Fitto, “la Puglia prima di tutto", Puglia d'oggi scrive che resta «una circostanza assai singolare che «un ministro e componente dell'ufficio di presidenza del Pdl possa avere un suo partito personale», una «grave e pericolosa anomalia, che andrebbe chiarita e risolta una volta per tutte, perché questa lista, non solo toglie voti di centrodestra al Pdl e ai suoi candidati, ma in molte amministrazioni locali, dove è presente, sta diventando elemento di perturbazione e di divisione». Ma questa lista «merita una ulteriore riflessione» per il coinvolgimento di Tato Greco e della lista stessa «nella vicenda scandalistica di sesso e appalti, che vede come principali protagonisti l'imprenditore Giampaolo Tarantini e la escort Patrizia D'Addario: le vicende scandalistiche, collegate alla improvvida gestione della sanità da parte di Nichi Vendola, saranno uno dei temi di forza della nostra campagna elettorale». «A Greco, che ha avuto frequentazione con Tarantini, che è accusato di aver fatto affari con lui e che ha candidato alle comunali Patrizia D'Addario, noi vogliamo dire che siamo e saremo sempre dei garantisti a 24 carati», ma è il caso di «chiedergli di stare fermo un giro». «I consiglieri eletti» nella Puglia prima di tutto, poi, «potrebbero confluire nel Pdl, come hanno già deciso i due eletti a Bari, oppure promuovere un'altra lista, con diverso nome e logo».
Quanto infine alla “forza" e qualità della lista del Popolo della libertà, Puglia d'oggi ritiene che sia il caso di proporre a Raffaele Fitto di esserne capolista. «Il Pdl non è riuscito a cooptare nell'alleanza, né l'Udc, né Io sud: Poli Bortone si presenta autonomamente e cercherà di togliere voti sopratutto al Pdl, attingendo soprattutto fra gli scontenti e i delusi ex An e Forza Italia. Sappiamo tutti che non sono pochi. Non saranno sufficienti a farla vincere, ma potrebbero bastare per far perdere Rocco Palese. Quella che, per le nefandezze accertate nella sanità, doveva essere una passeggiata è diventata una corsa in salita. Fitto, più di chiunque altro, ha voluto questa situazione. È giusto, allora, che scenda in campo in prima persona. Un vero leader non si limita a imporre le sue scelte, ma scende in battaglia in prima persona, per guidare e incoraggiare le truppe. Soprattutto, quando la battaglia è difficile. Lo stesso Massimo D'Alema, quando ha cercato di imporre Francesco Boccia, c'ha messo la faccia. Non se n'è tornato a Roma, ma ha battuto palmo palmo, sezione per sezione, tutta la Puglia».
«Quello di Fitto non sarebbe un sacrificio, perché non dovrà dimettersi da ministro, né prima, né dopo. Sarebbe invece un forte ed autorevole contributo alla campagna elettorale di Palese. Assicurerebbe alla lista una guida prestigiosa, porterebbe in dote tutto il peso del suo importante ruolo di Ministro e, infine, garantirebbe una regia intelligente ed esperta di tutta la campagna elettorale. In passato, altri candidati, come Gigi Lobuono e lo stesso Simone Di Cagno Abbrescia, voluti con forza da Fitto, furono,poi, di fatto, abbandonati al loro destino, anche grazie a campagne elettorali sbagliate e disastrose. Con Fitto capolista questo non succederebbeı. Bari, 1. febbraio 2010 –
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