L’agricoltura francavillese

mercoledì 16 ottobre 2013

Nel 2008 erano circa 1100 le imprese agricole nella città di Francavilla che con una media di 2 ettari di superficie coltivata per azienda  riusciva ad ottenere, attraverso la vendita dei prodotti coltivati, in media 10.000 euro/anno di reddito per ogni impresa agricola. Quindi moltiplicato il reddito medio per il numero di imprese ottiene che ben 11 milioni di euro era la ricchezza che Francavilla produceva nel solo settore agricolo.


A 5 anni di distanza a Francavilla le aziende agricole operanti non sono più di 700, considerando che il reddito aziendale in media è diminuito attorno ai 9000 euro/anno, (per effetto di un sostanziale mantenimento dei prezzi di vendita dei prodotti agricoli ed un aumento vertiginoso dei prezzi d’acquisto dei materiali e strumenti necessari alla coltivazione), la ricchezza oggi prodotta dall’agricoltura francavillese supera  di poco i 6 milioni euro. Una differenza di ben 5 milioni euro che non si riversano più sul resto dell’economia locale determinando una diminuzione di reddito a cascata anche sugli altri settori economici della città.


Fortunatamente una buona parte delle circa 1500 imprese commerciali e di servizi francavillesi hanno un mercato un più ampio della sola città degli Imperiali in tal modo hanno recuperato in parte il tracollo della ricchezza prodotta nel settore agricolo dal territorio francavillese.


Ma non certamente, si può stare tranquilli o rimanere indifferenti rispetto alle sorti dell’agricoltura francavillese, poiché in un sistema economico come il nostro se non ripartono i settori economici che generano prodotti (agricoltura e manifatturiero),che mediante la loro vendita (export),  producono ricchezza difficilmente si potrà immagine che il settore intermedio (tra produzione e mercato) possa reggere. 


Sul rilancio non bastano solo le politiche comunitarie o regionali, bisogna avere inventiva, capacità progettuale, conoscenza dei mercati, capacità produttive, pubblicizzazione, ecc. Cose che non certamente ti farà l’Unione europea, ne tanto meno la Regione che dovrà necessariamente fare una sintesi tra le tante esigenze, pertanto è il sistema locale ed in particolare quello comunale a doversi adoperarsi per individuare, ed avere la capacità e perseveranza  necessaria a portare aventi progetti di rilancio economico della propria comunità. Poiché produrre ricchezza è sicuramente un fatto che coinvolge l’individuo ma quando la ricchezza diventa diffusa coinvolgendo (in varie forme e modalità) un’intera comunità a questo punto la questione diventa un bene comune di cui una buona Amministrazione pubblica se ne deve obbligatoriamente occupare.


Quindi i francavillesi smettano di inseguire, in alcuni casi sognando “mondi meravigliosi” che mai raggiungeranno, visto che gli stessi hanno già dimostrato di non essere all’altezza (i risultati ottenuti in questi anni parlano per loro). Si affidino, dunque, a chi ha voglia e capacità cosi come  la storia ci ha dimostrato che solo con la capacità, l’ingegno e l’abnegazione si potrà ripercorre una storia simile a quella di moltissimi imprenditori e cittadini che negli anni ’80 partirono con qualche bancarella o con condizioni di fortuna ed oggi hanno grandi e solidi capannoni industriali

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