sabato 30 maggio 2015

Stalking ad Ostuni, arrestato 40enne incensurato

Nel pomeriggio di ieri, a conclusione di delicate indagini e servizi di Polizia Giudiziaria, è stato bloccato e tratto in arresto V.C., di anni 40, operaio, incensurato, ritenuto responsabile di stalking (art. 612/bis c.p.), cui è stata notificata l’Ordinanza applicativa della misura coercitiva degli arresti domiciliari emessa dalla dott. ssa Stefania DE ANGELIS, Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Brindisi. Le indagini avevano consentito di acclarare che l'arrestato, con condotte reiterate, insistenti e durature, aveva minacciato e molestato la ex convivente, sia durante la convivenza, sia dopo l’interruzione, avvenuta circa un mese fa. Stando alle dichiarazioni della vittima, durante la convivenza l’uomo l’offendeva gravemente, con frequenza di due o tre volte a settimana; per ultimo, verso la fine di aprile u.s., a margine dell’ennesimo episodio scaturito da futili motivi, nel corso del quale ne aveva messo in discussione persino la capacità di svolgere il ruolo materno, l’uomo aveva costretto l’ex compagna a lasciare l'abitazione (assieme ai due loro figli minori). Da quel momento, l’aveva contattava insistentemente telefonicamente e l’aveva anche raggiungeva sul posto di lavoro chiedendo, invano, di parlarle e tornare insieme.


Verso la metà di maggio u.s., insinuando che la donna intrattenesse una relazione sentimentale con altra persona, V. C. era giunto al punto di minacciare la malcapitata di “spezzarle le gambe e di farla rimanere sulla sedia a rotelle”, completando l’opera con pesanti ed indicibili insulti. Non contento, qualche pomeriggio dopo, aveva raggiunto l’ex compagna mentre si trovava a casa di amici e l’aveva ancora gravemente minacciata ed insultava con espressioni di analogo tenore. Nella terza settimana di maggio, V.C. si era ripresentato presso il posto di lavoro dell’ex compagna e, con violenti calci, aveva danneggiato la portiera dell’autovettura della stessa, minacciando di distruggerla ed ammazzare lei. In tale contesto, l’uomo era giunto al punto di annunciare che avrebbe avviato le procedure per far cambiare il cognome ai figli.

Insomma, nel volgere di poche settimane, P.G. aveva visto la sua quotidianità stravolta, essendo stata indotta in concreto timore per l’incolumità sua e dei figli, con contestuale perdurante grave stato d'ansia e paura, tanto da averla costretta a cambiare le abitudini di vita ed a presentarsi in  Commissariato di P.S. Era subito scattata l'attività investigativa tra l'Ufficio di Polizia e la Procura della Repubblica; ciò, ha consentito di acquisire materiale probatorio (gravità dei fatti e degli stessi indizi, precisi e concordanti, referti, dichiarazioni, denunce) che, supportato dalle dichiarazioni accusatorie della stessa vittima, hanno reso possibile l’emissione della misura cautelare domiciliare.


Va detto che l’odierno arrestato, tra una minaccia e l’altra, pressanti richieste di informazioni (“… sei da sola? Dove stai? Con chi stai? Che stai facendo? ... Se sta lui con te vengo lì scavalco e…”) ed indotti stati di paura nella vittima principale, non ha mai lesinato minacce neanche a colui che riteneva essere il nuovo compagno della stessa ex compagna, tanto che aveva telefonicamente detto a costei che avrebbe ucciso il suo nuovo uomo davanti a lei. Ha avuto anche l’ardire di contattare l’ex moglie del nuovo presunto amante della sua ex compagna, avvisandola che i loro rispettivi ex partner avevano oramai dato vita ad una coppia.
    
In conclusione, alla luce delle innumerevoli condotte violente e minacciose accertate, poste in essere in progressione, ritenendo concreto, fondato ed imminente il pericolo che V.C. potesse commettere reati ancor più gravi, così mettendo seriamente a repentaglio l'incolumità della donna, del nuovo presunto amante e degli stessi figli minorenni, il Tribunale di Brindisi – Ufficio del G.I.P. – ha emesso il provvedimento restrittivo a carico dell’uomo, attraverso il quale allo stesso è stato prescritto di “…non allontanarsi dall’abitazione senza l'autorizzazione del giudice procedente e di non comunicare, neanche per via telefonica o telematica, con persone diverse dai familiari conviventi…”. V.C.è stato bloccato mentre era al suo posto di lavoro. Una perquisizione nella sua vettura, ha consentito ai poliziotti di rinvenire e sequestrare un grosso bastone in legno, celato sotto un sedile.

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