mercoledì 18 novembre 2015

La disidratazione peggiora i danni in caso di ictus

Uno studio scientifico ha spiegato che in condizioni di scarsa idratazione i danni aumentano fino a 4 volte


Lo sappiamo tutti, l’idratazione del corpo è essenziale per il nostro benessere quotidiano e ci permette di affrontare la giornata nelle migliori condizioni. Restare idratati, soprattutto in certe situazioni, diventa ancora più importante e può evitare circostanze spiacevoli. Secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università dell’Arizona del Johns Hopkins Hospital di Baltimora, tutte le persone che dovessero subire un attacco di ictus in condizioni di scarsa idratazione, rischierebbero danni 4 volte superiori rispetto alle persone idratate. I ricercatori hanno scoperto che gli effetti dell’attacco cerebrale peggiorano nel 42% dei pazienti disidratati rispetto al 17% dei pazienti idratati.


E’ quanto riporta In a Bottle (www.inabottle.it) sul rapporto tra idratazione e ictus.


Gli effetti di un attacco di ictus risulterebbero peggiori nei pazienti disidratati, perché il loro sangue appare più denso rispetto ai pazienti idratati. Lo ha affermato uno degli autori dello studio, il dottor Mona Bahouth, membro del reparto di neurologia presso la Johns Hopkins Hospital di Baltimora. La ricerca, presentata a febbraio 2015, in occasione della riunione annuale della American Stroke Association a Nashville, ha voluto fare luce su degli aspetti troppo spesso sottovalutati. Ogni anno più di 795.000 americani sono colpiti da ictus, secondo gli U.S. Centers for Disease Control and Prevention. La grande maggioranza degli attacchi si verifica quando un coagulo blocca il flusso di sangue in una parte del cervello e uccide ogni anno quasi 130.000 persone negli Stati Uniti.


Bahouth e il suo team hanno raccolto dati provenienti da quasi 170 casi di persone colpite da ischemia e ricoverate al Johns Hopkins Hospital nell’arco di nove mesi. Circa il 44% dei pazienti risultava disidratato secondo lo studio. I ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica per monitorare danni cerebrali e hanno cercato di scomporre i possibili effetti dell’età e delle altre variabili. Anche dopo aver aggiornato i dati sulla base di una ricostruzione critica, i ricercatori hanno riscontrato che la disidratazione può contribuire in modo consistente al peggioramento degli effetti degli attacchi cerebrali.


 

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