lunedì 28 dicembre 2015

A scuola si misura il rumore con un’ App - Presentato ”City Sound Scape”

Tecnologia, salute e scuola. Si potrebbe racchiudere così la nuova iniziativa ‘CitySoundScape’, inserita nel più articolato progetto ‘Brindisi Smart Lab’, presentata nei giorni scorsi, presso l’istituto Ettore Majorana di Brindisi. L’Università del Salento, laboratorio DIDA del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione, il Comune di Brindisi e Alba Project, stanno proponendo agli Istituti secondari di I e II grado della Città di Brindisi un progetto sperimentale di misurazione del rumore urbano e del suo impatto sulla salute.


Da una decina di anni, il laboratorio DIDA, insieme ad Alba Project, è attivo nella promozione della cultura scientifica e tecnologica, realizzando piattaforme ICT che abilitano la sperimentazione e i laboratori online, utilizzando diverse modalità (per esempio, simulazioni, controllo remoto di apparecchiature di laboratori, utilizzo del BYOD nel percorso scolastico).


Nell’ambito di queste attività - e in collaborazione con BSL -Brindisi Smart Lab del Comune di Brindisi - è stato sviluppato un sistema di monitoraggio del rumore urbano utilizzando smartphone Android per sensibilizzare gli studenti sulle tematiche ambientali e di misurazione di grandezze fisiche reali, affiancando a questo un momento di aggiornamento, pensato in particolar modo per i docenti di scienze e fisica degli Istituti coinvolti nel progetto.


Ma in consiste il progetto? La Regione Puglia ha deciso di finanziare alcune iniziative che potessero avviare i capoluoghi di provincia verso l’introduzione del concetto di ‘smart city’. Un concetto omnicomprensivo, ma gli elementi base più importanti sono quelli legati alla stretta partecipazione dei cittadini. Proprio il Comune di Brindisi si è detto pronto a supportare tale progetto, sebbene secondo una nuova formula: quando si parla di Smart city, è automatico il riferimento immediato alle tecnologia; l’Amministrazione, invece, ha pensato fosse utile partire prima dal concetto di capitale umano. Per cui, l’iniziativa che il Comune sta portando avanti è legata strettamente alla sviluppo di una serie di rapporti di collaborazione con le scuole, funzionali a realizzare una serie di iniziative che possano consentire al mondo della scuola di divenire mondo attivo nell’ottica dello sviluppo cittadino, mettendo a disposizione un spazio ad hoc con laboratori a Palazzo Guerrieri (BSL -Brindisi Smart Lab).


‘CitySoundScape’, di cui responsabile è la professoressa Antonella Longo dell’Università del Salento, è una iniziativa che si inserisce proprio in tale contesto, in collaborazione con uno spin-off dell’ateneo leccese. Questo progetto mira anche ad abbracciare le scuole ed a rendere parte attiva gli studenti, avvicinandoli al mondo delle app, create, appunto, per monitorare il rumore delle città.


Dati i danni non indifferenti (stress, tumore, ecc. ecc.) che reca ad ogni singolo soggetto il rumore cittadino, ‘CitySoundScape’ si occupa di creare una app, scaricabile gratuitamente al momento solo da Android, capace di rilevare la rumorosità con un normalissimo smartphon, dotato di sensori. Una volta acquisiti i dati, questi si possono usare per migliorare la qualità della vita, tramite dovute precauzioni. Si tratta di una realtà tecnologica che “si spera possa essere usata adeguatamente al di fuori delle scuole” – ha affermato la professoressa Longo nel corso della conferenza di presentazione. “Inoltre, l’app è stata creata in lingua inglese, proprio per invogliare lo studente a comprendere al meglio la lingua stessa”.


Al progetto hanno aderito già ben 7 scuole nel brindisino: cinque istituti superiori, ovvero Majorana, Fermi, Nautico, Palumbo ed Ipsia Ferraris, e due scuole medie inferiori, Marzabotto e Salvemini, quest’ultima Scuola Europea.  Al fine di verificare l’efficacia dell’esperimento, per ogni scuola si prevede la partecipazione di due classi: in una sarà utilizzato il protocollo sperimentale basato sull’utilizzo delle app mobili e nell’altra sarà utilizzato il metodo di insegnamento tradizionale.

Il progetto prevede tre fasi: il “Pre – Lab” (fase di preparazione), in cui saranno condivisi materiali a supporto della didattica in aula e laboratoriale con gli insegnanti, saranno effettuati alcuni incontri tra insegnanti partecipanti al progetto. Il calendario ed il numero saranno condivisi in seguito; la fase “In – Lab” (somministrazione dei moduli didattici e rilevazione negli esterni): i moduli descritti saranno somministrati da insegnanti o esperti, utilizzando il materiale messo a disposizione, in base alle esigenze delle singole scuole. Si prevede la somministrazione di questionari relativi alle competenze acquisite; il “Post – Lab” (Analisi dei risultati): sarà effettuato un incontro conclusivo con gli insegnanti, per l’analisi congiunta del protocollo seguito, sei risultati ottenuti e dell’impatto di questo approccio sulla didattica della scienza.




Anche quest’anno, così come avvenuto nel 2019,  il Museo Archeologico “F.Ribezzo” di ...

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