martedì 12 gennaio 2016

Pane al carbone: Confartigianato fa chiarezza

Panificazione e utilizzo di carbone vegetale: Confartigianato fa chiarezza

Il mercato alimentare ha recentemente registrato, per via delle nuove tendenze da parte dei consumatori, un incremento nella richiesta di prodotti panari contenenti carbone vegetale. Recentissimi gli episodi di cronaca che hanno visto proprio in Puglia il sequestro di ingenti quantitativi di pane e focaccia “al carbone vegetale”, confezionati utilizzando il famigerato E 153. Con l’obiettivo di fare definitivamente chiarezza, Confartigianato Puglia, al fine di offrire ad imprese e consumatori le indicazioni necessarie e rilevanti in materia, ha svolto degli approfondimenti sulla legittimità giuridica dell’utilizzo  dell'ingrediente di origine vegetale nella produzione panaria.

Il Ministero della Salute ha ritenuto sicuro il carbone vegetale in quanto sostanza organica naturale priva di componenti tossicologiche, inserendolo così tra gli integratori alimentari. Tuttavia a livello comunitario il carbone vegetale viene catalogato tra gli additivi, aromi ed enzimi (Reg. UE 1333/2008, Reg. UE 1129/2011) ed identificato quale colorante E 153. Pertanto la normativa europea ne consente l'utilizzo soltanto in alcuni dei prodotti alimentari.

Le limitazioni introdotte dalla normativa europea riguardano in particolar modo la produzione panaria. A tal fine la distinzione principale che occorre fare è quella tra il pane ed i "prodotti da forno fini". Per il primo infatti indipendentemente dalla forma o dalla varietà di ingredienti aggiunti dello stesso, l'utilizzo del carbone vegetale non è mai ammesso. Diversamente, è invece possibile utilizzare il carbone vegetale per la preparazione di "prodotti da forno fini" tra i quali rientrano anche quelli considerati sostitutivi della funzione del pane quali: grissini, crackers, taralli etc. Anche in questo caso però l'aggiunta della sostanza in questione non è rimessa al libero arbitrio del produttore, bensì deve essere supportata da una necessità tecnologica e resta comunque vincolata al c.d. “quanto basta” previsto dalla norma.

«L'affermarsi di questa nuova tendenza alimentare ha visto un'immediata presa di posizione da parte di Confartigianato – commenta il presidente regionale dei panificatori Antonio Madaghiele  – che da subito si è attivata per capire quale collocazione avesse il carbone vegetale in base alle norme che regolano la produzione di alimenti. I panificatori associati sono stati tempestivamente informati ed invitati al rispetto della normativa vigente.

In un momento storico - continua il presidente - in cui l'attenzione del consumatore è sempre più rivolta alla qualità e genuinità, non possiamo che soddisfare tali aspettative continuando a coltivare la nostra tradizionale produzione panaria locale, improntata all’eccellenza. I nostri prodotti vantano ingredienti di qualità elevata ed un processo produttivo che mira a preservarne i valori nutrizionali. Questo non vuol dire - conclude - che siamo contrari alle novità che il mercato richiede, ma che semplicemente siamo attenti alle nostre scelte nell’interesse della salute dei clienti.

Insomma – conclude Madaghiele –  è sempre meglio offrire un prodotto genuino piuttosto che un prodotto semplicemente alla moda».
 

Anche quest’anno, così come avvenuto nel 2019,  il Museo Archeologico “F.Ribezzo” di ...

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