sabato 20 febbraio 2016

L’Associazione Salute Pubblica promuove l’incontro sul tema: "Pensiamo di saper cucinare in sicurezza?"

Giovedì 25 febbraio 2016 alle ore 19.00, presso la vineria Susumaniello in vico Tarantafilo a Brindisi, l’associazione Salute Pubblica promuove l’incontro PENSIAMO DI SAPER CUCINARE IN SICUREZZA? Un focus sui vantaggi e gli svantaggi di alcuni metodi di cottura sotto il profilo Igienico Sanitario.

Con la relatrice Sabina Rubini, Biologa ed Esperta in Sicurezza degli Alimenti, si parlerà di Sicurezza Alimentare, di rischi per il consumatore e a chi rivolgersi per tutelarsi, di eventuali rischi per la salute umana degli alimenti e dei metodi di cottura. Introduce l’incontro Maurizio Portaluri, Medico oncologo e Direttore della rivista Salute Pubblica. L'era della globalizzazione ha evidenziato negli anni l’emergere di problematiche legate al mondo della sicurezza alimentare (food safety) che hanno portato le istituzioni europee, e non solo, a potenziare aspetti quali i controlli ufficiali o i sistemi di allerta rapidi (RASFF) in ambito comunitario, a difesa dei cittadini.

I rischi legati alla Sicurezza Alimentare possono avere differenti origini, alcuni possono essere accentuati dalla maggiore facilità di spostamento da parte delle diverse popolazioni, comportamenti adottati molto più oggi che nel passato. Situazioni che un tempo erano circoscritte ad una località e che avrebbero esaurito la loro capacità di produrre danno in ambiti geografici limitati, nella nostra epoca, purtroppo, si diffondono con grande facilità. Tipico il caso della “Sars”, che nata in relazione alle particolari modalità di contatto tra animali allevati e persone, ha avuto modo di giungere in aree lontanissime dalle quali si era generata.

Altri casi di emergenze, al contrario, essendo strettamente legate alle modalità di produzione possono essere definite di tipo più “strutturale”, in certi casi indotte dalle politiche di incentivazione economica della produzione, come nel caso della “mucca pazza”. In tali casi infatti è stato dimostrato come i sussidi alla produzione abbiano portato, a volte, ad organizzare l’attività zootecnica in modo intensivo (per soddisfare le esigenze della Grande Distribuzione Organizzata), con l’uso di mangimi che alla lunga hanno prodotto danni alla salute non solo degli animali, ma probabilmente anche a quella umana.  Infine, allungando lo sguardo al di fuori dei confini europei, alcune drammatiche situazioni sono emerse dall’inefficiente sistema di controllo da parte di istituzioni che non si sono dimostrate capaci di sorvegliare realtà commerciali ed industriali sempre più complesse, come nel caso del latte alla melanina in Cina che ha provocato nel Paese stesso numerosi decessi.

A tutto ciò l’Unione Europea ha reagito mettendo in campo forze differenti. Alcune prettamente amministrativo-politiche (Parlamento Europeo e Commissioni), altre come l’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) a carattere indipendente e capace di lavorare in totale autonomia nella valutazione (in toto) dei rischi alla salute. Non dimentichiamo, infine, la forte spinta causata da una maggiore consapevolezza della opinione pubblica interna, che ha portato negli ultimi 15 anni l’Europa e i suoi Stati membri a riconsiderare totalmente il quadro normativo (oggi in essere) a garanzia di un libero scambio, degli alimenti e non solo, garantiti sotto l’aspetto igienico-sanitario.

Riferendoci allora a questo ultimo concetto, si può affermare la Sicurezza Alimentare è una “scienza” che coinvolge tutti noi e che entra nel merito di una serie di atteggiamenti che come consumatori ed ancor prima come semplici cittadini ci ritroviamo a svolgere quotidianamente. Fare la spesa, acquistare e conservare un prodotto, cucinare dei cibi non dovrebbe allora essere visto semplicemente come un’attività giornaliera del dover vivere, ma sono tutti atteggiamenti che dovrebbero assumere un ruolo fondamentale nella nostra vita, perché strettamente legata al nostro benessere ed alla nostra salute.

In questo appuntamento si affronterà pertanto il rapporto tra cibo e salute, soffermandosi in particolare su quanto il giusto metodo di cottura da applicare ad alcune pietanze, ma anche l'attenzione igienico sanitaria durante le preparazioni e la cottura possa preservare negli alimenti le proprie caratteristiche nutrizionali, oltre che risultare meno rischiosa per la salute umana.

Scopriremo così quali sono i vantaggi, ma anche gli svantaggi di metodi quali la cottura a vapore, la frittura, la cottura in forno e alla griglia, augurandoci che al termine di questa serata ognuno possa comprendere che quando osserviamo del cibo in un piatto, dietro quella preparazione non vi è la sola arte culinaria...ma molto, molto di più!
Per chi vuole fermarsi alla fine dell’incontro aperitivo bio a cura della Vineria Susumaniello che ospita l’evento.


Anche quest’anno, così come avvenuto nel 2019,  il Museo Archeologico “F.Ribezzo” di ...

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