domenica 13 marzo 2016

Assunzioni annunciate tempo fa dalla Prefabbricati Pugliesi. Perché non assumere anche chi non è mai stato ricollocato

Assunzioni  annunciate tempo fa dalla  Prefabbricati Pugliesi di Massimo Ferrarese.   Proposta: perché non assumere anche chi non è mai stato ricollocato e vive  drammi lavorativi?

Quando si sente parlare, in un momento di grave crisi economica e occupazionale, di imprenditori, realtà che offrono opportunità e possibilità di lavoro, fa sempre piacere. Vuol dire che si può continuare ad investire, ad operare nel territorio con la consapevolezza che qualcosa di buono e costruttivo si può fare, soprattutto  per le comunità.

Facciamo un passo indietro.A fine dicembre 2015, in una testata brindisina on line,   compare la notizia  che la Prefabbricati  Pugliesi di Massimo Ferrarese è pronta, con nuove commesse, ad annunciare un centinaio di assunzioni.

Assunzioni che andrebbero ad aggiungersi alle già 180 unità in carico all’azienda di cui è proprietario l’ex Presidente della Provincia di Brindisi, fondatore del movimento politico Noi Centro e attuale Presidente della Partecipata al 100% del  Ministero del Tesoro   INVIMIT. Insomma,  uno scenario prefigurato con nuovi investimenti, cantieri. Tra l’altro, negli ultimi mesi, la Prefabbricati ha anche investito in un nuovo settore, opere marittime con la costruzione di pontili.

Bene, chi vi scrive, non conosce al momento l’evoluzione di  questa vicenda  assunzioni, augurandosi solamente di venire a conoscenza di nuove, reali assunzioni che fanno solo bene al territorio e al suo sviluppo. Del resto, obiettivamente, nelle proprie cronache giornalistiche e articoli, il sottoscritto ha sempre distinto tra  il Massimo Ferrarese imprenditore  (ineccepibile) e  il Ferrarese politico (come gli altri, soprattutto in veste  di Presidente della Provincia, e dal mio punto di vista, autore  anche di  sottovalutazioni e  errori).

Ma la critica, quando  c’è stata, sempre nell’ambito di una correttezza giornalistica  e mediatica  che mi contraddistingue.   Ed allora, al Massimo Ferrarese imprenditore (con cui, giornalisticamente e non solo, sono sempre disponibile ad un confronto), lancerei  una proposta.

Perché, da imprenditore vigile e attento, non pensare seriamente a prevedere qualche  assunzione per chi sta vivendo drammi  lavorativi  anche per colpa di una politica    poco sensibile e capace? Gente vittima sì di una crisi spaventosa, ma anche di  promesse mai mantenute, lavoratori e padri di famiglia disperati e mai  ricollocati.  Elenchiamoli,  e mi scuso se dimentico qualcuno: ex  lavoratori Dow e EVC (proprio Ferrarese e altri ex rappresentanti istituzionali sanno benissimo che già da anni, e in Prefettura, esiste   un protocollo di  intesa che prevedeva prima possibile il ricollocamento di questi  lavoratori ma è solo carta straccia), i lavoratori del punto vendita brindisino    Mercatone Uno in mezzo ad una strada, tre ormeggiatori del  Porticciolo turistico   Marina di Brindisi licenziati ormai da tempo (a proposito di  errori e sottovalutazioni da parte delle amministrazioni comunali brindisine e dirigenti di Partecipate), l’ultimo  dipendente rimasto della Brindisi Pubblici Servizi  Provinciali (sì, proprio quella   Partecipata messa in liquidazione  da Massimo Ferrarese nel novembre 2010, con il lavoratore protagonista di una vicenda assurda che dura da  anni, senza neanche  un sussidio di disoccupazione e abbandonato al suo destino).

Ripeto, probabilmente, anzi sicuramente, avrò dimenticato qualcuno, augurandoci che non si aggiungano altri disoccupati.

Intanto, firmo questa proposta  a  Massimo Ferrarese. L’accoglierà, ci pensera ?

La Fondazione Nuovo Teatro Verdidi Brindisi ha presentato questa mattina la programmazione per i mesi di novembre e ...

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