lunedì 4 aprile 2016

Controlli della Guardia Costiera nell’area marina protetta di Torre Guaceto e sequestro contro i pescatori di frodo

Prosegue la costante opera di vigilanza da parte dei militari della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera di Brindisi sotto il Comando del Capitano di Vascello (CP) Salvatore MINERVINO a tutela di tutte le attività connesse al libero e corretto uso del mare.

Nel corso di un’attività di monitoraggio e controllo lungo il litorale di giurisdizione, in particolare nelle acque dell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto, i militari della motovedetta in servizio di polizia marittima CP578 hanno intercettato e posto sotto sequestro un attrezzo da pesca del tipo “palangaro derivante” che era stato calato illegalmente all’interno dello specchio acqueo dell’A.M.P..

Il ritrovamento è avvenuto  all’interno dell’area di maggior tutela denominata “zona A”, dove è vietata ogni forma di attività di balneazione, navigazione, pesca, diporto, immersione etc. proprio perché area di particolare interesse ai fini della tutela della vita acquatica sotto tutti i suoi aspetti.

Per questo motivo, l’autore del gravissimo abuso ha pensato di impedirne l'individuazione non segnalando l’attrezzo da pesca artigianale costituito da una parte galleggiante poco visibile che nascondeva sotto alla superficie del mare ed in maniera assolutamente non visibile, centinaia di ami collegati lungo un filo di nylon estendentesi per alcune centinaia di metri. Appena scoperto, i militari hanno immediatamente provveduto a salparlo a bordo per scongiurare il gravissimo rischio per la sicurezza della navigazione provocato da quell’attrezzo invisibile il quale, andando alla deriva, sarebbe sicuramente finito nelle eliche di qualche ignaro diportista o onesto pescatore e, inoltre, per quelle specie marine che sarebbero potute rimanere intrappolate, senza scampo, in quel micidiale attrezzo.

L’attenzione della Guardia Costiera nell'ambito del fenomeno della pesca abusiva rimane alta, basti considerare che tale attività illecita è spesso perpetrata da individui non appartenenti al ceto peschereccio e non iscritti nei registi professionali dei pescatori i quali, oltre ad effettuare l'attività di pesca con modalità illegali o loro non consentite, pongono in vendita quanto pescato in maniera altrettanto illegale, con notevole rischio per la salute dei consumatori stante l'incerta provenienza del prodotto ittico venduto e le modalità con cui lo stesso viene conservato e posto in vendita.

Dal canto suo, il Comandante della Capitaneria di Porto invita tutti i cittadini a non effettuare acquisti di prodotti ittici presso punti di vendita abusivi improvvisati per le vie ed a segnalare tutti quei comportamenti illeciti di cui dovessero rendersi testimoni, comportamenti posti in essere da soggetti che operano in danno della salute e della libertà di tutti gli onesti cittadini e dell’ambiente marino.

Per tali segnalazioni, si ricorda che sono attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7 il numero di centralino della Sala Operativa 0831521022 e la casella di posta elettronica cpbrindisi@mit.gov.it mentre, per le sole emergenze in mare, il numero blu 1530.-
Si conclude martedì 21 settembre, alle ore 20,30, la rassegna concertistica “Concerti in Chiostro” ...

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