Induzione all’astensione. Il meet up Fasano 5 Stelle denuncia Matteo Renzi

giovedì 7 aprile 2016
Il 5 Aprile scorso il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, segretario del Partito Democratico, si è reso responsabile di un atto gravissimo e antidemocratico.

Durante una video intervista dal suo profilo facebook e riportata da LaRepubblica tv  CLICCA QUI  ha affermato “(…) Spero che questo referendum che potrebbe bloccare 11mila posti di lavoro, fallisca (…)”.

Il meet up Fasano 5 Stelle attraverso l’avvocato Raffaele Trisciuzzi, referente del gruppo, ha attentamente valutato tali affermazioni e ha deciso di esporre alla Procura della Repubblica la vicenda la quale costituirebbe il reato di cui all’art. 51 della legge 352/70 (Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo) in combinato disposto con l’art. 98 della legge 361/57 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati).

Infatti le norme speciali sulle elezioni e sui referendum prevedono che chiunque sia investito di pubblici poteri, nell’esercizio delle sue funzioni, induce l’elettorato all’astensione, è punito da 6 mesi a tre anni di reclusione. Sono pene e reati molto gravi che servono a tutelare la libertà di voto, che nel caso del referendum è la massima espressione della volontà del popolo in un sistema democratico.

Tali dichiarazioni rese da parte della massima carica politica italiana, nell’esercizio delle sue funzioni, la quale com’è noto riveste una funzione di pubblica potestà esercitata attraverso potenti mezzi mediatici, dinanzi ad un platea estesa ed indeterminata, hanno evidenti e gravi ripercussioni sulla libertà di voto tutelata dalla costituzione.

Affermare che un referendum abrogativo nato per iniziativa popolare debba fallire (paventando gravi e non documentati rischi e ripercussioni nel mondo lavorativo nazionale), si ritiene possa configurare illecito penale nella misura in cui “induca all’astensione” dal voto, il quale non è solo il massimo diritto di uno stato democratico, ma altresì un Dovere Civico.

A prescindere anche dagli illeciti penali, riteniamo davvero assurdo che il Presidente del Consiglio del Partito Democratico, mai eletto e che non ci rappresenta, debba cercare di boicottare la volontà popolare su un tema così delicato che ci tocca da vicino come le trivellazioni petrolifere.

Invitiamo la popolazione fasanese a insorgere ed indignarsi, associandosi a Fasano 5 Stelle, per tutelare la libertà di voto e il nostro mare andando a votare SI al Referendum del prossimo 17 Aprile.

 


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