martedì 19 aprile 2016

Comitato Balneari Puglia. Concessioni e "concessioni"

Col risultato netto 30 vs70 sembra chiusa la partita sul referendum sulle trivelle, ove, sono stati scritti interminabili discorsi e  slogan che hanno superato di gran lunga la quantità di combustibile estratta nei giorni di campagna “elettorale”.

Il Governo è salvo e così Renzi potrà continuare il suo percorso affrontando nuove sfide, tra queste inserisco il discorso concessioni demaniali. Il Premier, nell’invito ad astenersi dal voto, ha evidenziato il  rischio di perdita di occupazione di ben 11.000 lavoratori oltre agli investimenti effettuati dalle imprese multinazionali, mi chiedo, quale sarà l’atteggiamento di Renzi nei confronti dei balneari, è noto che il nuovo DDL sia pronto per essere presentato, forse in Autunno, a rischio ci sono 450.000  lavoratori, che con i fornitori e l’indotto fanno un totale di oltre un milione di occupati che rischiano di perdere il proprio lavoro a causa del non rinnovo della concessione.

Da parte del Governo sarebbe una pessima caduta di stile non assumere la stessa posizione a difesa dei nostri investimenti e lavoratori, saremmo di fronte a cittadini ed imprese di serie  A e serie B. Auspico che Renzi cancelli la voce di un Governo a conduzione multinazionale, abbiamo ragione da vendere ed attueremo ogni iniziativa affinchè i balneari siano considerati allo stesso modo delle imprese titolari di concessione per il mantenimento delle piattaforme estrattive, le quali, a differenza di quelle demaniali  avevano  un termine pre-definito.

Una disparità di trattamento sarebbe letale per la nostra categoria, non garantire la prosecuzione, al pari delle multinazionali, significherebbe privare un’impresa di  garantirsi un reddito. In caso non  siano recepite le suddette considerazioni, auspico  un’azione legale nei confronti del Governo, impugnando la decisione di prorogare le concessioni sino ad esaurimento. A questo punto vanno giocate tutte le carte per difendere le nostre aziende, le concessioni demaniali Italiane vanno considerate allo stesso modo della Spagna, Portogallo, Croazia, delle concessioni Autostradali, delle concessioni per l’estrazione di idrocarburi. La partita non è ancora chiusa.

In fase referendaria, riportiamo quanto espresso  dalla Corte Costituzionale: Infine, si osserva che garantire a tempo indeterminato per uno stesso concessionario l’estrazione di idrocarburi sarebbe in contrasto con la direttiva 30 maggio 1994 del Parlamento europeo e del Consiglio n. 94/22/CE (Direttiva relativa alle condizioni di rilascio e di esercizio delle autorizzazioni alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi), attuata con il decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625 (Attuazione della direttiva 94/22/CEE relativa alle condizioni di rilascio e di esercizio delle autorizzazioni alla prospezioni.


Salvatore Lanzilotti  - Comitato Balneari Puglia
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