giovedì 2 giugno 2016

“Brindisi ha nel DNA il codice dell’accoglienza”: incontro pubblico con Michele Bruno e “La Puglia in più” a Palazzo Virgilio.

Presso Palazzo Virgilio in Brindisi si è tenuto l’incontro pubblico dal titolo “Brindisi ha nel DNA il codice dell’accoglienza”, fortemente voluto ed organizzato dal dott. Michele Bruno, candidato alla carica di consigliere comunale del comune di Brindisi nelle file del Movimento “La Puglia in più” (soggetto politico nato, come noto, su iniziativa del Senatore Dario Stefano), alla presenza del candidato sindaco al comune di Brindisi, Nando Marino, nonchè dello stesso Dario Stefano. Alla pubblica discussione, moderata da Antonio Stornaiolo, hanno partecipato anche Teo Titi, noto operatore turistico ed agente marittimo, oltre al dott. Pierangelo Argentieri, presidente del MICExperience Valle d’Itria.

Con questo incontro, il dott. Bruno ha voluto spiegare ad un folto ed attento uditorio le ragioni dell’adesione al programma elettorale di Nando Marino, parlando un poco di sé, a partire dal suo legame speciale con la terra di Brindisi e la Puglia tutta.

Dopo aver brevemente presentato i relatori, Antonio Stornaiolo ha evidenziato il proprio personale gradimento per la campagna “minimal” e dal garbo singolare che il dott. Bruno ha voluto intraprendere sui social network, “caratteristica che riflette la sincerità e sobrietà tipica dei pugliesi”. Ha quindi introdotto l’intervento del dott. Pierangelo Argentieri, che ha ricordato brevemente che il Club di Prodotto MICExperience Puglia sia un “nuovo modo di stare insieme e concepire l’impresa turistica, che mette insieme operatori accomunati dalla medesima cultura della qualità e dell’orientamento al cliente”, un progetto innovativo che punta a mettere in connessione il mercato locale con i mercati dei paesi “focus,” mediante la partecipazione ad eventi di rilievo, ricorrendo a strategie di comunicazione centrate sul territorio e le imprese (una quindicina ormai) coinvolte nel progetto. 

Tale progetto, che ha una “destinazione” che comprende un territorio che spazia dalla Valle d’Itria al Salento, vede Brindisi come “hub logistico”, grazie alle potenzialità di un porto naturale di ottime dimensioni in grado di assicurare collegamenti con i Paesi transfrontalieri, un aeroporto che offre voli di linea e low cost da tutta Europa ed una stazione ferroviaria in pieno centro città. Le aziende committenti sono le prime a beneficiare del miglioramento nell’esperienza della partecipazione all’evento in quanto i partecipanti vengono incentivati ad impegnarsi nel sentiero della tipicità e della qualità, durante attività di team-building ed apprendimento. Un percorso altamente emozionale ed esperienziale, non concorrenziale nei confronti delle tradizionali mete del “turismo business”, che ha un punto di forza nella forte interconnessione tra eventi e destinazione. 

La Puglia diviene infatti parte integrante dell’evento, assieme alla sua natura, alle sue tradizioni ed alla sua popolazione, in un progetto per la qualità (presentato recentemente nel corso di un evento al Circolo della Stampa a Milano e che sarà a breve proposto anche a Londra) che ha ulteriormente rinvigorito l’incontro tra Argentieri e il dott. Bruno, conosciutisi già all’epoca dell’impegno di quest’ultimo per Slow Food, nota Associazione internazionale non profit della quale egli è stato anche presidente per la Puglia. Tale collaborazione, ha ricordato Argentieri, è proseguita utilmente con l’organizzazione del “Premio Chez Vous Giovani Cuochi”, un concorso culinario che si svolge presso il Grand Hotel Tenuta Moreno di Mesagne (Br) rivolto agli studenti delle ultime classi degli Istituti Alberghieri pugliesi, che culmina nella premiazione finale, nell’ambito di un forum - organizzato da Slow Food Puglia - su tematiche relative alla cultura enogastronomica ed alle sue prospettive.

Concretezza e contenuti innovativi sono le caratteristiche salienti riscontrabili, a dire di Argentieri, anche nella campagna elettorale di Bruno e del movimento de “La Puglia in più”, una scelta di sobrietà e responsabilità che impegna tutti i sostenitori a dare effettività ai contenuti ed alle professionalità messe a disposizione del territorio. Perché Brindisi diventi una destinazione e non un semplice punto di passaggio obbligato, secondo Argentieri,  occorre creare percorsi di interesse che rendano il territorio una significativa opportunità percepita, in un framework concettuale teso alla promozione di un modello di “slow tourism”, che mira a contrastare le esternalità negative del turismo di massa attraverso la valorizzazione di un’identità che punti su sostenibilità e convivialità, sulla unicità dei luoghi, su ritmi di vita e di consumo del prodotto turistico più lenti e sapienti. Un modello socioculturale ma anche un investimento economico destinato a crescere e configurarsi come alternativa concettuale agli schemi di business tradizionale, al sistema manifatturiero ed alle industrie energetiche fortemente impattanti e sempre meno capaci di generare reddito e benessere.

E’ poi intervenuto nella discussione Teo Titi,  titolare di una nota agenzia marittima nonchè presidente del Circolo della Vela Brindisi, organizzatore della Regata Internazionale Brindisi-Corfù, ed operatore oltre che nello shipping anche nel settore dello yachting. Titi, già assessore tecnico in una delle giunte di Domenico Mennitti, ha sostenuto che il turismo è un’attività di fondamentale importanza nello sviluppo di un territorio. Pianificare tale fenomeno in ottica sostenibile, che garantisca redditività salvaguardando le risorse ambientali e culturali e che determini le condizioni per creare un vantaggio diffuso nella popolazione locale, è imperativo che tutti gli attori impegnati nell’attività turistica devono tenere presente, ma che la politica sembra aver negletto. Una oculata pianificazione turistico-territoriale, politiche di infrastutturazione, adeguate decisioni strategiche, investimenti lungimiranti dovrebbero costituire gli obbiettivi prioritari, in grado cioè di vincolare l’esecutivo tutto al massimo impegno in vista del conseguimento del risultato migliore, superando la dispersività dell’operare per “compartimenti stagni”. 

Dal turismo ambientale a quello archeologico, dal turismo balneare a quello rurale ed enogastronomico, sino al turismo cultural-folcloristico, il segreto sta nel concorso di tutti i settori alla definizione di un prodotto da promuovere: “ma la città tutta deve diventare un bene culturale”, ha oculatamente sostenuto Titi. Volontà, determinazione e capacità non mancano, ma solo se sostenuti da un’azione di governo efficiente potranno essere il viatico per pianificare efficacemente il prodotto turistico e ridare a Brindisi quel primato di eccellenza che negli ultimi decenni è andato inesorabilmente scemando.

Il senatore Dario Stefano ha ricordato come egli nutra un amore viscerale per il mondo agricolo e l'enogastronomia e, pertanto, non ha mancato di ricordare come Brindisi sia storicamente da considerarsi una terra d’eccellenza a tutti gli effetti in materia di produzione e cultura agricola e vitivinicola, in particolare. In tale contesto, una manifestazione come il Negramaro Wine Festival, tenutosi nella nostra città sino allo scorso anno e che tristemente non sarà più riproposto nel 2016, costituiva un evento di alto valore simbolico, a prescindere dal colore politico dell’amministrazione in carica. Eppure, la Puglia agricola è nelle condizioni migliori per aumentare le linee di produzioni delle sue eccellenze vitivinicole e riaffermarle su piani di nobiltà qualitative ancor più elevati ed estesi, essendo oramai alle spalle le stagioni durante le quali la vitivinicoltura nella nostra regione era vista come semplice fornitrice di prodotto ad elevato tasso alcolico. Una significativa quota dei vini prodotti, specialmente nel brindisino, è costituita da vini a “denominazioni di origine”, ovvero da eccellenze vitivinicole ambite dai mercati esteri, in grado di vincere le sfide aggressive dei mercati mondializzati. 

Secondo il Sen. Stefàno queste condizioni fanno della vitivinicoltura nel nostro territorio il settore trainante dell’economia agricola e sono premessa per azioni innovative che ammettono il settore ad ulteriori salti di qualità, portatori di effetti moltiplicativi di redditi da impresa e da lavoro, anche nelle sfere produttive extragricole, oltre a contribuire ad alimentare i molteplici turismi che possono vedere in Brindisi una meta a sé. “Lo sforzo della politica e di tutti gli stakeholder” - ha auspicato Stefano – “..sia quello di riportare Brindisi ad essere il polmone della Puglia; perché la regione possa viaggiare ad una velocità superiore a quella attuale, essa deve potersi giovare delle risorse del territorio brindisino”. In capo agli amministratori corre l’obbligo, di credere che ci sia una chance di riscatto per un territorio lacerato da quel falso mito della modernità che ha considerato – troppo a lungo – l’ambiente una risorsa infinita e le esigenze della produzione industriale priorità irrinunciabili e mai discutibili, coniugando ambiente e industria, salute ed occupazione. Rivolgendosi al candidato sindaco Marino, il senatore de “La Puglia in più” ha indicato nella candidatura del dott. Michele Bruno e dei suoi colleghi di lista una risorsa di cui l’amministrazione può e deve giovarsi nell’azione di governo, per portare a compimento l’auspicato processo di cambiamento, per rispondere alle esigenze dei cittadini e dare una prospettiva certa e positiva alla città di Brindisi.

L’intervento di Nando Marino è stato breve (il candidato si è scusato, dichiarandosi comprensibilmente oberato da impegni pregressi) ma incisivo. Parafrasando il senatore Stefano, tra le eccellenze presenti nel territorio ha inteso ricomprendere anche le risorse umane e le competenze che la squadra che lo supporta sta riversando nella competizione elettorale e nella preparazione della nuova vita amministrativa del capoluogo brindisino. Ha ringraziato infatti Michele Bruno per l’impegno suo e di tutte le eccellenze che saranno senz’altro in grado di cambiare la storia della città, sì da consentirle di sedersi ai tavoli più prestigiosi dopo esser stata svilita da errori epocali, ascrivibili anche e  soprattutto alla politica. Citando Martin Luther King ed il suo celebre discorso sul senso della vita e dell’impegno sociale ha ricordato che senza lo sforzo indefesso e  l’operato di uomini di buona volontà al servizio della causa comune il tempo diventa esso stesso alleato delle forze della stagnazione sociale. Un impegno che dia a tutte le frazioni sociali ed al territorio tutto pari dignità, servizi equilibrati e una miglior relazione tra comune e cittadini. Cose concrete: obiettivi da raggiungere.

Le conclusioni sono state affidate al dott. Michele Bruno, che ha simpaticamente mostrato alcune slide colorate che narrano del suo impegno nella (per lui) inedita veste di candidato al Consiglio Comunale con la Puglia in Più. “La Politica chiede chi sei e da dove vieni? Sono un medico ospedaliero ma vengo dal mondo enogastronomico e turistico della cui promozione mi occupo da ben 25 anni...” Il medico, cui è stata affidata la direzione dell'U.O.C. della “Medicina Nucleare” del P.O. di Brindisi, lavora nella nostra città da oltre venti anni, ed è nativo di San Giovanni Rotondo. Dopo attenta meditazione, supportato dalla famiglia, ha infine deciso di scendere in campo con la Puglia in Più, complice l’amicizia con il Senatore Stefano, nata per caso al di fuori degli ambienti politici, durante la collaborazione con l’Associazione “Slow Food” prima e con l’Associazione “Puglia Expo” (di cui è attualmente presidente ed anima) poi, sì che l’adesione al movimento del senatore salentino è parsa da subito la collocazione più appropriata. “Scegliere di votare "La Puglia in più" vuol dire investire in dinamismo, relazioni umane, incontri, movimento, vuol dire avere a cuore la nostra città e le persone che ci abitano o lavorano, senza compromessi”, ha sostenuto Bruno, che ha rimarcato come “non sia utile sventolare bandiere o ideologie, ma stendere idealmente i panni, tutti insieme, come in una famiglia allargata, per dare colore e forma alle idee: scriviamo insieme le cose da fare subito per far crescere e sviluppare le risorse del nostro territorio, coordinando sforzi, idee, obiettivi comuni.”

Il medico ha ceduto per una sera la ribalta al narratore appassionato di enogastronomia e di turismi, alla sua voglia di raccontare la storia di questi luoghi incantati, della città dagli approdi millenari e naturali, le sue spiagge e la macchia mediterranea, gli ecosistemi marini ed il cospicuo patrimonio archeologico. “Wine, oil, food sono parole che nel mondo globale e della nuova comunicazione fanno tendenza, sì che tutti cercano di interpretarli al meglio. Ma sono anche valori che Brindisi ha già nel suo DNA, in quanto storicamente la città ha rivestito un ruolo importante in termini produttivi e di cultura territoriale. Oltre che in senso commerciale, in forza della posizione geografica di Brindisi, ponte verso Oriente e quindi porto di collegamento naturale. Città dove il vino, l’olio e la cucina hanno rappresentato importanti valori fortemente identitari, di comunità, valori da recuperare perchè fonte di crescita e sviluppo, da consegnare ai giovani”. 

Il settore agricolo negli ultimi decenni si è sempre più strutturato e specializzato per favorire un’agricoltura d’eccellenza legata alla peculiarità del prodotto e quindi anche del territorio e dell’ambiente. Vi è stato quindi un passaggio dal “settore agricolo” al “sistema agroalimentare”, che ha segnato l’evoluzione di una visione settoriale del produrre in agricoltura in una visione colta ed integrata, capace di coniugare lo sviluppo produttivo delle aree rurali con il turismo ambientale e i beni culturali, in una prospettiva che miri ad integrare la tutela del territorio e le risorse presenti in esso, valorizzando e proteggendo l’originalità e la tipicità. “Se le nuove parole d’ordine sono sostenibilità, salute, prodotti a chilometri zero, dobbiamo coltivare l'ambizione di far conoscere al mondo intero le nostre peculiarità, fatte di patrimonio paesaggistico ed eccellenze agroalimentari con una biodiversità straordinaria. Pensiamo ai nostri ulivi secolari, connessione tra passato e futuro, che da soli caratterizzano il paesaggio agrario pugliese essendo allo stesso tempo storia, natura, agricoltura, mutazioni climatiche, economia. 

Brindisi puo' cambiare: guardando verso il mare, valorizzando il litorale e i suoi approdi millenari e naturali, per avvicinarli alla città ed inserirli nei circuiti economici del turismo sostenibile”. La tutela del nostro passato, delle nostre risorse, materiali e umane, se affidate nelle mani giuste, potranno essere una delle chiavi per uscire dalla crisi, ha evidenziato il dott. Bruno. Il consumo del paesaggio, le crisi ambientali, il depauperamento delle risorse sono vere e proprie ferite ad un bene comune che la storia ci ha affidato. “Con buona pace di chi aveva idee in un'altra direzione, con la cultura si mangia, si può creare sviluppo, si può creare indotto e futuro per i giovani”, ha simpaticamente ed argutamente sostenuto Bruno, che ha aggiunto come sia giunto oramai il momento di “accendere i fuochi su Brindisi ed illuminare di energie positive la nostra città”. Perché le idee possano diventare fatti “ognuno di noi dovrà fare qualcosa, proporre, coinvolgere, remare insieme per il bene comune e dare una svolta al nostro futuro”, ha concluso il dott. Bruno.

Andrea Solimini
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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