Mingo… uno di noi!

domenica 19 giugno 2016
Mingo De Pasquale, dopo la maturità scientifica, frequenta Giurisprudenza all'Università di Bari. Nel 1985 partecipa a Roma al corso di recitazione diretto da Nino Scardina. Comincia come animatore, imitatore, attore in spettacoli di cabaret e lavora per il teatro, per la televisione e per il cinema. È stato (ed è ancora) protagonista di programmi televisivi su Telenorba (Zero a Zero con Toti e Tata, Attenti a quei due…) e Il Graffio (con Enzo Magistà).

Mingo è presente nei corti Lo spaventapasseri e Sali e Tabacchi, scritto e diretto da Tommy Dibari e Fabio Di Credico, e ha recitato nei cortometraggi Il Signor H, (insieme ad Alessandro Haber, diretto da Mirko Dilorenzo e prodotto da Alessandro Contessa) e Signor Gi Bi, (nel ruolo di Gino Boccasile, diretto da Nico Cirasola).  È protagonista di Gravi…danze, una commedia teatrale circa la fecondazione artificiale. Nel film Un eroe a Roma è con il regista greco Theo Angelopoulos, nel ruolo di un tassista.  È stato testimonial per tre anni della AABE, (Associazione per l'adozione a distanza dei Bambini Eritrei) e ha realizzato spot e spettacoli sociali.

Nato come volto della rete regionale Telenorba, nel 1997 diviene inviato per il programma quotidiano Striscia la notizia. Affiancato dal brindisino Fabio De Nunzio, detto Fabio, i due personaggi si spostano per i territori della Puglia, (e saltuariamente anche in Basilicata, Campania e Molise), evidenziando i piccoli problemi della popolazione locale. Il 9 aprile 2011 Mingo riceve dal Foggia Film Festival il Premio Figlio di Puglia.

Mingo e l’amico Fabio restano in Mediaset fino all'aprile 2015 esattamente da quando il Gabibbo li  aveva sospesi in onda, senza alcuna spiegazione. Per poi, nei giorni successivi, dichiarare che i due avrebbero realizzato falsi scoop. Il colmo per una realtà come quella di Striscia, che da decenni svela truffe e bufale televisive. Il conseguente allontanamento era inevitabile, così come la prudenza dei due ex inviati, che ancora oggi non hanno preso una chiara posizione pubblica sull’accaduto.

Solo Mingo, l’inviato parlante dei due, si fece scappare una frase sibillina (che sapeva di ammissione) mentre era ospite del Tg regionale pugliese: alla domanda immancabile del giornalista sulla faccenda legata a Ricci, disse: “Lei che lavoro fa? Il giornalista? Bene. Io no. Io nella vita recito”.

Il legale che rappresenta gli ormai ex inviati pugliesi di Striscia ha affermato pubblicamente: “Quello di Striscia è un comportamento aggressivo, sbilanciato rispetto alle capacità dei miei clienti. È un comportamento scorretto dal punto di vista processuale, perché l’attività di indagine deve essere svolta dalla polizia giudiziaria oppure a seguito di indagini difensive, anche queste regolate dal codice di procedura penale”.

A quanto pare questa lunga telenovela mediatico-giudiziaria ci accompagnerà ancora a lungo.
Dall’ottobre 2015, Mingo insieme al collega Fabio sono tornati a Telenorba al comando della conduzione di un Tg di satira e denuncia chiamato Luciano, l'amaro quotidiano. Una puntata della rubrica di satira, fu proprio dedicata al “buon Fabio”, suo compagno di avventura con cui ha realizzato in quasi venti anni più di mille servizi per la Striscia la Notizia di Antonio Ricci. Dalle parole di Mingo, i più attenti appresero qualche particolare inedito circa il loro licenziamento, avvenuto in diretta tv per mezzo del Gabibbo. Dalla roulette russa al provolone teste-chiave al riferimento a un Gran Capo che si crede... Dio. “In fondo la vita è un varietà” ha dichiarato Mingo.

Oscar Z., 37enne, pizzaiolo: “Mingo l’ho incontrato svariate volte dal vivo. E’ sempre stato gioviale e serio, non mi ha mai dato l’idea di essere uno falso. Mi dispiace moltissimo che sia stato espulso bruscamente da Mediaset. Chiunque gli abbia fatto del male ingiustamente dovrà pagare. Hanno rovinato la vita di un uomo onesto soltanto per gelosia. Mingo, essendo un professionista, è riuscito a trovare subito un nuovo impiego presso Telenorba che nulla ha da invidiare alle reti di Berlusconi”.
Virgilio B., 26enne, bagnino: “Ricordo che i mass media divulgarono la notizia che il licenziamento di Mingo e Fabio seguì le accuse di avere inventato le storie dei due servizi trasmessi nel 2013, che riguardavano un presunto finto avvocato ed una maga di origini sudamericane.  Secondo il Corriere della Sera, De Nunzio e De Pasquale sono stati denunciati per truffa sia da Mediaset sia da Antonio Ricci, ma nel comunicato loro dicono di non aver ricevuto alcuna comunicazione in proposito. Io credo che effettivamente un fondo di verità ci sia. Ad ogni modo, spero che la giustizia redima i due ex-inviati di Striscia e auguro loro solo cose belle d’ora in avanti”. 
 
Scritto da Ilaria Solazzo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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