Democratici per Brindisi: riflessioni sul documento dei 15

lunedì 27 giugno 2016
Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota fatta pervenire da Luciano Loiacono e Salvatore Brigante  per democratici per Brindisi    

A seguito della nota apparsa sugli organi di stampa a difesa della commissaria cittadina del PD
Le motivazioni dei quindici firmatari candidati nella lista del Partito Democratico nella ultima consultazione elettorale, per spiegare le ragioni di una sconfitta, meritano alcune considerazioni e riflessioni.

I sottoscrittori dimenticano di dire che la loro appartenenza ai democratici è solo di tipo elettorale. La loro storia politica, ad eccezione di due,  è costellata  da diverse appartenenze a seconda degli appuntamenti elettorali e che nulla hanno a che fare con la nascita del Partito Democratico del 2007 e con la sua successiva evoluzione storica. Il trasformismo e l'opportunismo l'ha fatta da padrona. Noi che abbiamo fondato il PD non vogliamo e non  possiamo confonderci con costoro. Gli stessi, vorremmo ricordare, sono quelli che fino alla fine hanno votato delibere in consiglio comunale in sintonia con il resto della maggioranza che sosteneva l'ex Sindaco Consales. Fatta eccezione per un voto di astensione di un singolo componente sulla famigerata  delibera TARI loro hanno sempre avuto un ruolo di rilievo sia in Giunta che con deleghe speciali di notevole importanza. Assessori che hanno votato delibere  per poi pentirsi ed appoggiare il candidato scelto dalla commissaria del partito democratico di Brindisi. Assessori candidati nelle liste del presidente della regione nel 2015 e che fino alla fine hanno sostenuto l'ex amministrazione con la loro presenza ed atti di giunta. Ora salgono in cattedra e vorrebbero dare lezione di coerenza ed affidabilità. Tutto questo è ridicolo e patetico. Sarebbe opportuno un analisi più attenta delle ragioni della  sconfitta della loro proposta o meglio della disastrosa dirigenza della commissaria. Commissaria scelta senza avere esperienza e conoscenza di una città e di un territorio che meritava maggiore approfondimento dei vari problemi, attraverso, una persona, di maggiore spessore magari scelto nella nostra provincia. I valori originari del PD da un lato e l'organizzazione del partito dall'altro sono due punti da recuperare per una organizzazione di massa che vuole essere protagonista della vita politica futura e non  un outsider
Il rapporto con le fabbriche, le periferie con le loro emergenze sociali, la presenza attiva di militanti sul territorio sono temi che devono far riflettere per una prossima campagna congressuale che ci auguriamo sia il più presto possibile. Ai firmatari ed alla dott.ssa Antonica consigliamo di fare una lunga e proficua riflessione dando voce finalmente alla base. Quella base che motivata e coinvolta traguarda qualsiasi obiettivo(vedasi le primarie) per il bene della nostra comunità.

Luciano Loiacono e Salvatore Brigante  democratici per Brindisi    
 
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