lunedì 22 agosto 2016

Carito: non sia tutto un "Club di Amici", si riscoprano competenze e professionalità -

Il fare ricadere sugli ambulanti tutti costi che l’amministrazione comunale  sostiene nella organizzazione e svolgimento  della Festa Patronale   può essere un principio su cui si può anche discutere, ma il principio deve valere per tutti e così non è . Infatti,  non si comprendono le ragioni per le quali agli ambulanti vengono richiesti esosi pedaggi mentre il Comune è prodigo di contributi pubblici (soldi) verso associazioni che parimenti organizzano eventi,  eventi  nei quali operano attività commerciali, quindi non vi è chi non veda una palese ingiustizia e disparità di trattamento. Il puerile tentativo di giustificare i “contributi” pubblici con la motivazione che trattasi di “eventi” culturali o di promozione turistica è davvero un prendere in giro la gente, è di tutta evidenza che taluni “eventi!” altro non sono che misere operazioncine clientelari di basso profilo.

Il marketing territoriale è ben altra cosa, richiede preparazione, competenza, programmazione, una visione che vada quantomeno un tantino oltre i ristretti confini della nostra città.

E’ necessario realizzare un piano strategico per il turismo volto ad azioni “mirate” sulla promozione, il controllo qualitativo della offerta e l’identificazione di una cabina di regia che svolga il ruolo di interlocutore per tutte le realtà che si occupano di turismo e che invece attualmente risultano scoordinate con quella che dovrebbe essere una offerta integrata e multisettoriale. Parliamo di multi settorialità in quanto non esiste un unico tipo di turismo, ma esistono tanti diversi tipi di turismo: il balneare è diverso dal culturale, il congressuale è diverso dal religioso, lo sportivo dall’enogastronomico, e così via. Ciascuno ha un diverso potenziale e un diverso grado di interesse.

La premessa è ovviamente quella di essere in grado di rendere fruibili tutti i beni artistici, monumentali (oggi così non è) di affidarne la gestione a persone professionalmente preparate, fermo restando che il primo passo è in ogni caso quello di essere una città “normale” in termini di vivibilità e servizi (oggi siamo ben lontani dall’esserlo) .

Un politica, una amministrazione responsabile deve quindi smetterla (in nome di una malintesa promozione turistica) con elargizioni che nulla producono se non un momento “ricreativo” (per altro alquanto opinabile)  finalizzato per lo più ai residenti, spesso svolti in location che meriterebbero maggiore rispetto (vedi lungomare), che deprimono gli sforzi compiuti  e che talvolta contrastano con tipi di turismo su cui gli operatori da tempo investono (vedasi il turismo da diporto, mega yatch) . Si ha necessità di interventi di Qualità, che abbiano una loro reale specificità e valenza legata al territorio, opportunamente coordinati e promossi su scala nazionale ed internazionale.

Se così non sarà, continueremo a parlarci addosso, continueremo ad esaltarci per il nulla, continueremo sulla strada del “c’è una sagra per  tutti (bene inteso gli amici)” , oppure potremo proporci quale “Capitale Europea dell’Amicizia” visto che da noi oramai è tutto un “Club di Amici” . 

Antonio Carito
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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