mercoledì 31 agosto 2016

Nomine e designazioni presso le Partecipate non siano ostaggio delle logiche di spartizione dei Partiti.

L’amministrazione Carluccio continua ad operare esattamente nel solco della/e passate  amministrazioni, ignorando sistematicamente le opposizioni e alle volte, come con le recenti dichiarazioni dell’Assessore Miggiano, sulle critiche mosse in merito al progetto presentato per il bando sulla riqualificazione delle periferie, anche irridendole.

La gestione senza alcuna soluzione di continuità con il passato, sbugiardando se stessa rispetto a tutte le belle parole spese in campagna elettorale, prosegue con la spartizione delle poltrone disponibili, alle varie anime (inquiete) di una maggioranza priva di un’identità, concentrata esclusivamente a batter cassa, rivendicando le proprie “quote” in seno alla giunta e non solo.

E già, perché “passi” l’applicazione del Manuale Cencelli - per “premiare” (tener buoni) i fidi compagni di coalizione - nella composizione della giunta, dove ovviamente mancano totalmente le voci competenze e merito, perse irrimediabilmente nella notte del successo elettorale; ma, per puntellare la sua friabile maggioranza, la Sindaca, ove fossero confermate le indiscrezioni di stampa, è già all’opera per la distribuzione delle poltrone delle partecipate.

Se così fosse, la Sindaca, nonostante il corposo staff e l’indomito Notaio Enrico come nocchiero ineffabile a traghettarla in questa avventura, mantenendola nell’alveo della legalità e della trasparenza, starebbe agendo in barba allo Statuto del Comune.

Infatti, proprio nella mozione che il Movimento 5 Stelle ha depositato il 26 Agosto, avente ad oggetto: “Linee guida nomina amministratori e componenti Enti e Società partecipati o controllati”; si suggeriva di adottare il merito, ovvero le competenze curricolari, inerentemente alle nomine in oggetto, utilizzando come strumento una manifestazione d’interesse ed applicando la totale trasparenza nella valutazione dei profili dei candidati.

La mozione, al netto della sua bontà - su quella si esprimerà il Consiglio Comunale - nasce in ossequio a quanto espressamente scritto nello Statuto all’art. 59 comma 1: ”Il Sindaco provvede alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende, Istituzioni, Società di capitali e altri organismi, di sua spettanza, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio, a norma dell’art. 32 dello Statuto”.

Dunque, se è vero che il Sindaco ha potere di nomina, è altrettanto vero che queste debbano avvenire a seguito degli indirizzi stabiliti dal Consiglio e comunque non prima di 45 giorni dall’insediamento di quest’ultimo qualora non esprimesse alcun indirizzo. Allora è opportuno che il Garante della Sindaca, la renda edotta sul fondamentale ed irrinunciabile rispetto per le regole e quindi per le Istituzioni; perché se è chiaro che nessun atto ufficiale è stato prodotto in tal senso (e ci mancherebbe), includere già da ora, nei colloqui interni alla maggioranza, eventuali nomine, evidenzia abbondantemente ed ancora una volta quanto nulla sia cambiato rispetto al passato.

Stefano Alparone ed Elena Giglio
 Consiglieri Comunali M5S Brindisi
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