martedì 30 gennaio 2007

La Borsa Internazionale del Turismo (B.I.T.) a Milano

Brindisi.  Siamo ormai prossimi all’annuale edizione della Borsa Internazionale del Turismo (BIT), che avrà svolgimento a Milano nei giorni dal 22 al 25 febbraio di quest’anno. E come accade da molti anni, anzi da sempre, in occasione di tale importante rassegna internazionale riservata al turismo, gli enti pubblici (Comuni, Province, Camere di Commercio, ecc.) si ritrovano, improvvisamente, ad avere tutti uno scopo comune : quello di  promuovere il territorio di competenza sotto l’aspetto turistico.
               
Posta tale premessa, quindi, sono numerose in questo periodo le riunioni fra i vari rappresentanti istituzionali che, come ogni anno, affermando all’unisono che, contrariamente a quanto accaduto nel passato in cui ogni ente pubblico ha partecipato autonomamente con singole iniziative promozionali fine a se stesse, è giunto il momento di partecipare alle grandi fiere internazionali del turismo, come quella milanese, con un coordinamento delle istituzioni locali e delle rappresentanze produttive con il preciso scopo di attuare un’azione comune mirata alla promozione turistica del territorio brindisino.   
                
Si tratterebbe, a questo punto, di tradurre le buone intenzioni in fatti concreti con l’impegno di tutti. Ma, non è così. Perché ogni anno, nonostante le buone intenzioni, si verifica che ogni rappresentante istituzionale, sia esso assessore di un comune o della provincia o un presidente di un qualche ente pubblico, dopo aver dichiarato che occorre fare sistema per promozionare il territorio nella sua globalità, si presenta poi alle importanti fiere turistiche con una qualche iniziativa promozionale isolata e quindi priva di qualsiasi efficacia. Come dire che, a dispetto delle opportune dichiarazioni di circostanza, per ogni rappresentante istituzionale ciò che conta è  il proprio spirito di protagonismo.   
                
Infatti, anche per quest’anno pare che assisteremo alla solita frammentazione di iniziative che da sole, cioè non integrate in un sistema a rete di offerta turistica, saranno presentate alla BIT di Milano. L’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Brindisi, alcuni giorni addietro, ha dato notizia alla stampa di aver realizzato un cortometraggio sull’olio DOP prodotto nella nostra terra dal titolo “La Strada dell’Oro”, da presentare in anteprima mondiale alla imminente BIT di Milano per pubblicizzare l’immagine del territorio brindisino presso i mercati turistici nazionali ed internazionali.
       
Ancora, sulla stampa del 28 gennaio scorso è apparso un articolo con il quale l’Assessorato al Turismo della Provincia di Brindisi, in occasione di una conferenza stampa cui ha partecipato l’Assessore Regionale al Turismo Ostillio, ha comunicato di aver prodotto un cortometraggio (un altro) della durata di 12 minuti relativo ai tesori della provincia di Brindisi da presentare (anche questo) in anteprima mondiale alla prossima BIT di Milano “con l’obiettivo di richiamare l’attenzione dei turisti italiani e stranieri sugli angoli più belli della provincia di Brindisi” (testuale citazione riportata nell’articolo di stampa).
           
Il Comune capoluogo, presumibilmente, come accaduto nelle edizioni precedenti si presenterà con alcuni pacchetti di depliant della città di Brindisi.
           
Altri comuni della provincia saranno presenti alla rassegna milanese, come sempre, con propri stand dislocati non nell’ambito della stessa area dov’è ubicato lo stand della Regione Puglia, ma in aree diverse, magari  posizionandosi adiacenti allo stand della Lombardia o del Piemonte, come già accaduto nel passato.  
         
Purtroppo, pare proprio che non si possa operare per far sì che l’offerta turistica della provincia di Brindisi si presenti in maniera omogenea e con strumenti promozionali significativi ed efficaci sui mercati nazionali ed internazionali. Evidentemente si ritiene ancora oggi, da parte dei nostri amministratori, che per fare promozione turistica sia sufficiente pubblicizzare che il nostro territorio produce un ottimo olio o che vi sia qualche “angolo bello” da visitare.
 
Chi ritiene che la proiezione di un breve documentario sulle tipicità gastronomiche o su qualche bel paesaggio di un territorio  possa costituire un motivo di attrazione per i grandi flussi di clientela turistica italiana e straniera, evidentemente non conosce il variegato e complesso mercato turistico che oggi, data l’agguerrita e competitiva concorrenza di altre realtà geografiche, richiede più che mai l’impiego di strumenti di comunicazione al passo con i tempi. 
           
Un forte motivo di attrazione di una località non può essere costituito dalla sola pubblicità di  un prodotto o da qualche bel paesaggio. Qualsiasi località di una qualunque regione possiede queste peculiarità, cioè ha le proprie tipicità gastronomiche, il proprio patrimonio artistico, culturale e paesaggistico altrettanto meritevoli di interesse.  Si tratta, invece, di elaborare un’offerta di mercato contenente un prodotto turistico, il quale deve risultare allettante per le sue componenti che vanno dalla fruibilità di beni naturali e culturali alla ricettività, alla ristorazione, alla professionalità degli operatori del settore, il tutto coniugato con la qualità e con la competitività dei costi dei servizi. In sintesi, il prodotto gastronomico, il sole, il mare, il bel monumento e il bel paesaggio sono cose che si trovano ovunque, ma per orientare la clientela turistica verso il nostro territorio sarebbe necessario effettuare azioni mirate di “marketing turistico” che dovrebbero essere elaborate congiuntamente dagli operatori privati e dagli Enti pubblici.
         
Sino a quando, pertanto, la promozione turistica del nostro territorio sarà effettuata autonomamente, da questo o da quel singolo Ente pubblico, con la produzione di un documentario o con la distribuzione del solito depliant, senza coinvolgere direttamente gli operatori privati, che sono poi coloro i quali accolgono i turisti nelle loro strutture e che determinano anche i costi dei servizi, risulta inutile partecipare alle importanti rassegne turistiche dove i grandi tour operator presenti, provenienti da ogni parte del mondo, si aspettano di incontrare non l’assessore pro-tempore pinco pallino ma gli operatori dell’offerta turistica (titolari di alberghi, di villaggi, di agenzie di viaggio, di vettori aerei e marittimi, di  aziende della ristorazione, ecc.), con i quali instaurare rapporti di collaborazione mediante la sottoscrizione di appositi accordi e contratti. 
            
Nel corso delle passate edizioni, chi ha avuto occasione di visitare la BIT di Milano, ha potuto osservare che tale rassegna turistica internazionale ha costituito una passerella per stuoli di sindaci, assessori, consiglieri comunali, presidenti di Enti pubblici, evidentemente tutti con il solo scopo di consolidare la loro visibilità a fronte, per contro, della inspiegabile totale assenza degli operatori turistici di  Brindisi. E se in qualche edizione della BIT si è registrata la presenza di  qualche agente di viaggio brindisino, lo stesso lo si è visto impegnato per promuovere, non la propria città, ma una qualche località della vicina Grecia.
             
Ritengo opportuno, infine, precisare che tali considerazioni scaturiscono non da opinioni personali, ma dall’esperienza professionale acquisita dallo scrivente durante la sua quarantennale attività nel settore turistico pubblico, che gli ha consentito, fra l’altro,  per motivi inerenti il suo incarico, di essere presente per molti anni all’importante rassegna milanese.          


Brindisi, 30 gennaio 2007
                                                                 
                                                                                   
                  Dott. Bruno Storella
                                                          
Direttore Centro Mediterraneo per il Turismo - Brindisi

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