venerdì 21 ottobre 2016

BRINDISI: GRAVITA’ DELLA SITUAZIONE SANITARIA E INADEGUATEZZA DELLA RISPOSTA POLITICA

lo scopo principale del piano di riordino ospedaliero  della Puglia dovrebbe essere la riqualificazione  del sistema sanitario  nelle sue componenti principali. In virtù di tale assunto è difficile accettare quanto previsto dalla Riforma Regionale Sanitaria per la provincia di Brindisi. 

Infatti la riorganizzazione  prevede drastici tagli  per il nostro territorio: in concreto si passa da sei ospedali già esistenti e operanti  soltanto a tre; la trasformazione del “Perrino” in ospedale di II livello; l’ospedale di Francavilla Fontana in ospedale di I livello e l’Ospedale di Ostuni in ospedale di base. 

Gli ospedali di Fasano, Mesagne e S. Pietro Vernotico saranno trasformati in presidi territoriali.  Per quanto riguarda il numero dei posti letto  Brindisi occupa l’ultimo posto in Puglia con un rapporto di 2,7 per mille abitanti, quando gli standard regionali  prevedono 3,4 posti letto per mille abitanti.  Ebbene, nonostante questa situazione di precarietà il nuovo piano prevede una ulteriore contrazione di posti letto per la provincia di Brindisi .

Di fronte a questa sconfortante prospettiva la città è preoccupata e si chiede se è mai possibile ridurre  un piano di riordino ospedaliero in una pesante contrazione di strutture e di posti letto, senza  una serena ed obiettiva analisi sulla attuale situazione della sanità brindisina, partendo dalla tutela della salute dei cittadini in rapporto alle emergenze sanitarie e ambientali. Aspetto questo quanto mai importante dal momento che Brindisi è dichiarata area ad elevato rischio ambientale con una significativa incidenza di malattie tumorali e respiratorie che colpiscono sia la popolazione maschile che quella femminile. 

Per giustificare il taglio di posti letto pubblici si demonizza l’ospedalizzazione e si dice che molte patologie si possono curare a domicilio. Inoltre per evitare il sovraffollamento dei pronto soccorso si promette una medicina del territorio di cui non si vede l’ombra. La verità è che la gente non si ricovera in ospedale per diletto e non va in pronto soccorso per passare una giornata diversa: non ci sono altre risposte al di fuori dell’ospedale e in molti casi non possono essercene. La riduzione dei posti letto non genera per incanto una alternativa assistenziale. La medicina generale non rappresenta spesso un’alternativa al pronto soccorso perché il malato richiede una risposta specialistica che trova prontamente solo in ospedale. La distinzione tra medicina ospedaliera, territoriale e della prevenzione è puramente teorica e nasce in un contesto estraneo ad una visione unitaria della persona ammalata. La riduzione dei posti letto, propagandata come superamento di una medicina vetusta, è solo necessaria per ridurre la spesa pubblica, perché storicamente invece la nascita dell’ospedale, rinnovato e multidisciplinare, è il frutto più maturo della medicina moderna

Non chiusure o riduzione, quindi, di strutture, beni e servizi ma garanzia di adeguato potenziamento di assistenza sanitaria con il completamento di quei requisiti corrispondenti  al secondo livello dell’Ospedale Perrino di Brindisi che si traducono  nella necessità di un pronto adeguamento delle piante organiche in tutte le figure professionali di personale medico, infermieristico e tecnico;  trasferimento del reparto di pneumologia dall’Ospedale di S. Pietro Vernotico a quello di Brindisi, istituzione delle unità di cardiochirurgia, chirurgia toracica e di gastroenterologia, terapia intensiva respiratoria, hospice oncologico e per le malattie croniche. E potenziamento delle attività di prevenzione in genere e nei luoghi di lavoro in particolare. 

Ma vi è un modo di guardare alla sanità che non riesce a far breccia nella politica della nostra Regione, quello secondo cui la sanità non rappresenta un peso economico da tagliare, ma piuttosto  un elemento di sviluppo alla stessa stregua di turismo, ricerca e  cultura. Lo hanno ben capito invece gli imprenditori privati della sanità, anche stranieri, che intorno alle loro attrezzate strutture fanno crescere centri di accoglienza, accordi con aziende di trasporti e molti altri servizi. Una sanità attrezzata costituisce quindi un motore di sviluppo economico come già avviene nelle regioni del centro nord che attraggono molti nostri ammalati.

I dati di salute  emergenti in questi ultimi tempi su Brindisi (in realtà sono anni che vi sono dati sanitari negativi su questa popolazione) possono far intraprendere due strade, non necessariamente alternative: quella consistente nel richiedere più servizi per curare l’aumentato numero di malattie, e quella della prevenzione vera che non chiede un di più di atti medici, bensì atti politici (urbanistici, economici, industriali, impiantistici ecc) per ridurre le malattie e quindi gli ammalati.  Bisogna intraprenderle entrambe: ridurre i rischi per la salute e migliorare le cure. 

Tre sono le cause in ordine di importanza della cattiva salute: la povertà, l'ignoranza e l'inquinamento. Gli studi epidemiologici di coorte su Brindisi e Taranto commissionati dalla Regione Puglia ci dicono che a Brindisi il 38% della popolazione ha un reddito medio basso. Secondo una indagine condotta sulla mortalità per quartieri a Brindisi dal 2002-2014, su oltre 3000 decessi registrati quasi 90 in più della media cittadina  si sono verificati nei quartieri con un livello socio-economico basso e più esposti all’inquinamento industriale. Per contrastare questi “nemici” della salute non serve  un eccesso  né di  medici né di  ospedali  ma solo coraggiose e fattive politiche economiche, urbanistiche e sociali.

Mettere, quindi, al centro la persona sempre e comunque. La riforma deve partire da qui, tenendo presente questa priorità. Chi di dovere si liberi da posizioni di parte,  ascolti con animo sereno le richieste dei cittadini e decida, c’è ancora tempo per farlo, tenendo presente che quanto sarà stabilito  oggi condizionerà la sanità brindisina per i prossimi anni. 
Brindisi 21 ottobre 2016
                                      
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