giovedì 29 dicembre 2016

La TAP a Brindisi. Francesco Magno: futtuti, vattuti e cacciati ti casa!!

La notizia che il Comitato Tecnico del Ministero dell’Ambiente ha dato “giudizio positivo di compatibilità ambientale”, con prescizioni (non ancora rese pubbliche), al metanodotto della TAP, era del tutto prevista e prevedibile, non fosse altro per gli interessi di SNAM ad una commessa aggiudicata da TAP per oltre 200 Milioni di euro; è superfluo ribadire che SNAM è lo Stato, tramite la Cassa Depositi e Prestiti.

Noi Brindisini, fatte salve le giuste “osservazioni” avanzate dalla Provincia e relative solo alle proprie competenze istituzionali, siamo stati inermi spettatori di un braccio di ferro fra la società TAP ed in Presidente Emiliano, senza che il Comune abbia mai espresso alcun razionale e fattibile “pensiero” in merito!!

Il Presidente Emiliano ha fatto di tutto per teorizzare il processo di “decarbonizzazione” delle centrali di Cerano e dell’ILVA di Taranto ma, pur apprezzandone lo spirito ambientalista, le motivazioni sono sempre apparse “deboli” e non riconducibili, in particolare, alla realtà della centrale termoelettrica di Cerano; questa, infatti, non è più produttiva come ai tempi del sindaco Mennitti, allorquando, a far data dal 2004 si è passati da un quantitativo di carbone combusto di circa 2 milioni di tonnellate/anno a punte di oltre 8 milioni di tonn/anno. 

Nel più assordante silenzio del Comune, completato in tutti i propri organi politici, decisionali ed ancor più di “verifica della legalità”, si è sviluppato il “braccio di ferro” fra la Regione Puglia ed il Governo circa l’approdo del gasdotto della TAP che, comunque ed a prescindere, vede Brindisi ed il suo territorio quale punto nodale del terminale gassiero.

In altro intervento ho evidenziato che Brindisi è per Snam, Tap, Poseidon e Stato,  l’“hab”, il fulcro, il punto d’arrivo e di smistamento di tutto il metano proveniente dall’est e di parte di quello riveniente dalla dorsale africana; ben 35-40 Miliardi di mc, di metano transiteranno sul territorio comunale, in contrada Conella-Mataciola.

Ho più volte ribadito, con convinzione e fermezza, che per un impianto industriale è essenziale conoscere la “impronta ambientale” e quindi tutto ciò che l’insediamento comporta in termini di impatto, di contaminazione, di inquinamento sulle matrici ambientali e sulla salute pubblica; nota l’impronta ambientale è essenziale definire i “controlli” che vanno fatti e che risiedono, per competenza territoriale, sul Sindaco del comune interessato.

Nel caso della TAP ed in particolare dell’Hab di Conella, previsto in ampliamento, il Sindaco avrebbe dovuto evidenziare al Comitato Tecnico del Ministero dell’Ambiente, la pericolosità sociale ed ambientale della stazione di “lancio e ricevimento” del gas metano in Contrada Conella e della totale assenza di “monitoraggio atmosferico” dedicato alle “emissioni fuggitive” che di certo si avranno; monitoraggio necessario per un impianto che opera a 75 bar di pressione e con un gas naturale che contiene ancora tracce di contaminanti pericolosi ed odorigeni quali: mercurio, acido solfidrico, ecc, oltre che i mercaptani. 

Nessun Comitato tecnico, ritengo ed ove sollecitato dal Comune, avrebbe negato nell’impianto di Conella ed anche nei due Punti di Intercettazione di Linea (P.I.L.) corrispondenti all’attraverso della ferrovia S, Pietro V.–Brindisi (kilometrica 45+520 e 44+320), l’installazione di un “presidio ambientale, costituito da “sensori” tarati sui contaminanti caratterizzanti le emissioni fuggitive del gas naturale, il tutto per l’irrisorio costo di poche decine di migliaia di euro!!  Il comune, invece è ASSENTE non ha chiesto NULLA!!

E siccome la devo dire tutta, esasperato dal non essere rappresentato come cittadino, a questo punto ritengo anche che il Presidente Emiliano avesse anche una certa ragione nel volere l’approdo della TAP a Brindisi!! (escludendo l’impossibile riconversione della centrale di Cerano a metano)

Infatti, al Comune di Brindisi, guarda caso, è sfuggito il fatto che il 12 ottobre 2016 sono scaduti i termini per la presentazione delle “osservazioni” al progetto della centrale offshore (a mare) presentato dalla TG Srl – Energie Rinnovabili e che prevede, fra Brindisi e S. Pietro V., l’interdizione alla navigazione ed alla pesca di un’area di mare pari a 539 ettari e la realizzazione di ben 36 pale eoliche alte mediamente, ciascuna, 100 m.

Tale “centrale eolica offshore” prevede anche il collegamento delle 36 pale con 4 cavidotti che avranno un recapito finale nella sottostazione elettrica in contrada “Pignicedda” (sempre a Brindisi), a poche centinaia di metri dalla sottostazione dell’hab metanifero di Contrada Conella; tale realizzazione comporterà la posa in opera di ben 57,5 Km. di cavi a mare e 16 km di scavi per raggiungere la sottostazione di trasformazione a Pignicedda, a poche centinaia di metri anche dal Quartiere di S. Elia. 

E’ evidente che per tutti gli scavi, in area agricola SIN, dovranno farsi le bonifiche dei terreni contaminati e ciò costituisce un “beneficio ambientale”; se a questo si aggiunge che la produzione media oraria dell’impianto offshore è di circa 25 MW/h e può essere detratta da quella oraria prodotta dalla centrale a carbone di Cerano, allora il “benefico ambientale” sarebbe notevole in termini di riduzione delle emissioni. 

A questo punto è lecita la domanda: in ben 539 ettari di mare interdetti alla pesca ed alla navigaione, cosa avrebbe cambiato un “tubo” di un metro di diametro con gas metano (TAP)?   
Razionalmente credo proprio nulla!  Ed allora dobbiamo continuare a essere territorio di “servizio”, senza alcun “beneficio sociale”?

Il comune di Melendugno ottiene, per il transito della TAP, ben 12 milioni di euro per i 4 anni di costruzione e 500 mila euro …… a vita!!
Noi cosa otteniamo?   NULLA!! 
Insomma, “futtuti, vattuti e cacciati di casa”!!! Beh MO BASTA!!

Purtroppo soffro per non poter far nulla e restare inerme davanti a cotanta ingiustizia ed incapacità di gestione del nostro territorio!! Ma poi mi chiedo: con chi parlo al Comune??
Con chi del Comune va da ENEL a chiedere la riapertura della procedura di AIA, quando questa è aperta da circa 2 anni e Brindisi è sempre assente nelle Conferenze di servizio?

Far rispettare il Nostro territorio è un obbligo morale, oltre che istituzionale e il “servizio” prestato dal nostro territorio a TAP, TG Srl, SNAM, ecc. HA, come a Melendugno, UN COSTO che deve produrre benefici ambientali e sociali che, in termini di massima, si possono individuare: nella costruzione del nuovo palazzo dello sport, nella riduzione della TARI, ecc., ecc. ecc. 

In un bilancio sommario di “dare ed avere”, ritengo che Brindisi, anche per una classe politica di cui è complesso definirne anche l’aggettivazione, sia fortemente in credito di rispetto della dignità di un territorio che è anche rispetto dei propri abitanti; credito che va quanto prima compensato con opere sociali!!

prof. dott. Francesco Magno
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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