mercoledì 25 gennaio 2017

Opportunità di migliorare la "qualità della vita" e attivare i processi di "green economy"

Francesco Magno. Vi è una concreta possibilità di migliorare la qualità della vita e puntare alla “green economy”. 

Nella confusione in cui versa la classe politica locale, destinata a governare questa nostra martoriata città, emerge la nota del nuovo segretario generale della CGIL, Antonio Macchia, relativa alle possibilità offerte ai Comuni di accedere a risorse finalizzare che tendono a ridurre le criticità ambientali ed a proporre interventi di qualificazione energetica. 

Il Segretario della CGIL, dimostra la concretezza con la quale è necessario operare per puntare concretamente sia alla “bonifica” delle aree compromesse che a reali programmi di “sviluppo sostenibile”;  altro che i programmi blaterati nella recente campagna elettorale e neppur minimamente accennati in ben sette mesi di amministrazione!

E’ questo il modo di operare, in mancanza di iniziative endogene, per stimolare la classe politica e quella dirigenziale dei Comuni, a saper cogliere le opportunità che si presentano. Bene ha fatto il Segretario della CGIL, così come anche Confindustria che non lesina informazioni ai propri iscritti, in merito alla possibilità di attivare progetti concernenti in particolare la “bonifica” dei siti contaminati ed indicando, ad esempio, le discariche di Autigno e Formica. 

Con il medesimo spirito, colgo l’opportunità di rammentare che è questo il momento di programmare concretamente la “bonifica” delle matrici ambientali suolo, sottosuolo e falda freatica dell’area agricola interclusa fra la zona industriale e la centrale di Cerano; tutto ciò a prescindere dalle responsabilità di chi ha prodotto il “danno ambientale” che, ove individuato, dovrà rispondere ai dettati della L. 68/2015 relativa agli “ecoreati” ed alla connessa “bonifica” di quanto contaminato. 

Oggi è necessario puntare al disinquinamento delle matrici ambientali contaminate, per far si che si possa tornare a rendere produttiva un’area agricola capace di far pervenire, nel ciclo della catena alimentare umana, prodotti in grado di non arrecare pericolo alla salute e di ridurre la morbilità accertata!! 

E’ necessario puntare, con le opportunità proposte, a raggiungere gli obiettivi che hanno costituito il progetto di trasformazione e riqualificazione di gran parte di quell’area agricola, nel Parco regionale delle Saline e di Punta della Contessa e ridare slancio operativo a questa porzione del Settore primario. 

Per ciò che concerne la “bonifica” della zona industriale, ho avuto modo di riportare, in altra nota concernente l’Accordo di Programma relativo ai 25 M€ (Del. CIPE n. 66/2015), che la caratterizzazione chimica, effettuata dal Consorzio ASI (per delega) con fondi pubblici, ha interessato ben 733 Ha di cui, come riportato dalla stesso Consorzio, ben 638 Ha di privati ma di “pubblico interesse” e solo 95 Ha di “pubblica proprietà”; inoltre sono solo 91 i punti di suolo e sottosuolo contaminati e per i quali è previsto, nell’Accordo, la realizzazione della “analisi di Rischio” sito specifiche, per l’importo di circa 2 M€. 

Successivamente all’Analisi di Rischio sarà necessario effettuare la “bonifica” dei punti contaminati e, per esperienza, ritenendo che solo pochi dei 91 punti possano essere esclusi dalla “rimozione-bonifica”, varrebbe da subito utilizzare i 2 M€ disponibili per effettuare gli interventi di “rimozione-bonifica”; ciò permetterebbe di recuperare, in pochi mesi, non solo una parte dei 678 Ha di terreni della zona industriale già caratterizzati, ma di evitare non meno di 2 anni di perforazioni, campionamenti, analisi, conferenze, ecc. del tutto inutili! 

Sarebbe questa una grande opportunità per restituire i terreni al legittimo uso e rilanciare la zona industriale, parte integrante del Comune di Brindisi, verso quegli auspicati interventi di “green economy”, necessari e prodromici a quel tanto impropriamente citato “sviluppo soste-nibile”.

Quanto riportato e proposto è direttamente connesso ad un’altra possibilità di rilancio della Z.I. offerta dal rifinanziamento, da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, della vecchia Legge 181/1989 e relativa agli interventi di riconversione e riqualificazione produttiva per le aree interessate da situazioni di crisi industriale, fra le quali ricade anche la zona industriale di Brindisi. 

A tal proposito la Regione ha già provveduto (D.G. n. 1682 del 02/11/16) a trasmettere al Ministero l’elenco dei territori candidati alle agevolazioni, fra i quali NON risulta Brindisi, ma che prevede, per la stessa Brindisi, la possibilità di riattivare le risorse connesse nel vecchio “Accordo di Programma per l’attuazione coordinata dell’intervento nell’area di crisi industriale di Brindisi”. 

Ritengo, considerate anche le novità riportate dal Decreto e relative ai beneficiari, alla tutela ambientale, al finanziamento agevolato, al contributo in conto impianti, ecc. che questa sia un’opportunità da non perdere per fornire un imput concreto alla “green economy” che passa anche attraverso i progetti proposti da Confindustria e da Legambiente, questa ultima con le proposte di APEA (Area Produttiva  Ecologicamente Attrezzata) e di PA.T.E.R. (Parco Tecnologico delle Energie Rinnovabili). 

Spero vivamente che si sappiano cogliere le opportunità di crescita e di miglioramento della qualità della vita che, in questo momento, vengono concretamente offerte al nostro territorio. 

 prof. dott. Francesco Magno
 
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