giovedì 26 gennaio 2017

LO “SFREGIO AMBIENTALE” DEL PILONE E’ UN CASO NAZIONALE

Il  “Comitato  per  la  salvaguardia  della  spiaggia  del  Pilone”  prende  atto  con  soddisfazione  che  la Commissione  Ambiente  del  Senato  ha  deciso  di  portare  a  termine  l’indagine  su  quell’autentico sfregio  ambientale  ch’è  l’ubicazione  di  un  impianto  di  sollevamento  fognario  letteralmente  sulla spiaggia del Pilone di Ostuni. L’esecuzione di tale opera, progettata dall’AQP ed irresponsabilmente assentita dalle precedenti Amministrazioni Comunale e Regionale, è al momento sospesa proprio  per l’intervento del Senato. 

La  Commissione  Ambiente  del  Senato,  in  data  24  gennaio  u.s.,  su  sollecitazione  della  senatrice Moronese del M5S, ha deciso all’unanimità di far luce sul suddetto sfregio ambientale sulla costa di  Ostuni, attivando  un  Affare  Assegnato  e  cioè  un’indagine  diretta  del  Senato  ed  affidando  lo  specifico incarico al suo vice-presidente, il senatore Zizza. 

Il   fatto  è   di   particolare   rilievo  per   la   soluzione   del   problema,   perché   mentre   la   nuova Amministrazione Coppola ha cancellato la decisione della precedente Amministrazione Tanzarella,  la nuova Amministrazione  Regionale,  dopo  l’impegno  pubblicamente  assunto  dal  presidente  Emiliano a riconvocare la Conferenza dei Servizi per la riconsiderazione dell’ubicazione della vasca,  non solo non ha convocato la Conferenza, ma ha ufficiosamente riaffermato l’intenzione di ubicare  l’impianto fognario esattamente sulla spiaggia. 

Questo  atteggiamento  della  Regione  è  inspiegabile  e  contraddittorio,  considerato  che  essa,  qualche settimana  fa,  ha  assunto  l’impegno  a  cancellare  un  altro  sfregio  ambientale  dell’AQP,  questa  volta sulla  costa  jonica:  lo  scarico  in mare  dei  reflui  del  depuratore  di  Manduria-Sava.  La  Regione   in   questo   caso   ha   finito   con   l’accettare   la   richiesta   del   Comitato   di   Manduria,  impegnandosi ad apportare una variante al progetto ed assumendosi l’ulteriore onere di circa 12  milioni di Euro. Invece l’atteggiamento della Regione nel caso di Ostuni è davvero incomprensibile.  Infatti non si riesce a capire per quale misterioso motivo la Regione accetti un salasso di 12 milioni  di euro per correggere lo sfregio di Manduria e si rifiuti di correggere lo sfregio di Ostuni a costo  zero. 

Le diverse motivazioni addotte sono paradossali, consistendo nelle tesi insostenibili che o non sia  possibile procedere  a varianti  (ma  per Manduria  è  stata  fatta),  o  che  ci  sia  il  rischio  di perdere  il finanziamento  (impossibile  visto  che  si  è  già  proceduto  all’appalto  delle  opere),  o  peggio  ancora per  impedire  il  tentativo  del  Comitato  di  bloccare  la  canalizzazione  della  costa.  Al  contrario,  il Comitato per la salvaguardia della spiaggia del Pilone, sin da quando è sorto, ha sempre attribuito  grande valore  alla  canalizzazione  fognaria  della  costa  Nord  e  si  è  solo  battuto  per  il  semplice spostamento della  vasca  di  raccolta  delle  feci  dalla  spiaggia  ad  un’area  lontana  dal  mare  di  circa  300 metri. Uno spostamento, economicamente a costo zero per la Regione, messo nero su bianco  da uno studio di ingegneria idraulica e fatto proprio dal Comune di Ostuni. 

Pertanto il Comitato, confidando che la Commissione Ambiente del Senato concluda i suoi lavori in  termini favorevoli allo spostamento della vasca, invita l’Amministrazione Comunale ed il Parco delle  Dune  a continuare,  presso  l’AQP  e  la  Regione,  la  loro  battaglia  a  favore  dello  spostamento  della vasca per evitare un inutile e devastante danno alla costa di Ostuni e dell’intera Puglia. Il Comitato,  da  parte  sua, s’impegna  ad  organizzare  un’altra  pubblica  manifestazione  di  sostegno  per    la  cancellazione dell’imminente sfregio ambientale della spiaggia del Pilone. 
 
Giancarlo Scalone  - Comitato di Salvaguardia Spiaggia Pilone 
 
 
 
 
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