mercoledì 20 dicembre 2017

Comuni Ricicloni. Menzione speciale al Comune di Brindisi

Start up (menzione speciale al Comune di Brindisi nel rapporto di Legambiente Puglia e riqualificazione del ciclo dei rifiuti a Brindisi) Il 20 dicembre, nel corso di una conferenza è stato presentato l'annuale rapporto sui “Comuni Ricicloni” in Puglia.

Fra i comuni capoluogo di provincia, come al solito si distinguono quelli della BAT, ma Legambiente   ha   voluto   riconoscere   con   una   menzione   speciale   (start   up)  il   risultato conseguito dal comune di Brindisi che è passato da un desolante 19 % di raccolta differenziata di   inizio   anno   (con  punte   ancora   più   basse   in   seguito)  ad un più  che  lusinghiero 51% raggiunto alla fine di novembre ed in costante crescita in questi giorni.

Legambiente ha legato la menzione speciale, anche alla scelta di una raccolta differenziata porta a  porta spinta  che in  questi ultimi  mesi si va  diffondendo anche  nel più  popoloso quartiere della città  (Commenda),  dopo un periodo iniziale di difficoltà della nuova ditta Ecotecnica nel raccogliere la disastrosa eredità di Ecologica Pugliese.

Legambiente ha sempre considerato capisaldi fondamentali di un virtuoso ciclo dei rifiuti e di una conseguente ed altrettanto virtuosa economia circolare, la riduzione della produzione dei rifiuti   (dagli sprechi ai materiali non riciclabili), il ruolo che ognuno di noi può e deve esercitare (da questo punto di vista c'è ancora molto da fare), la raccolta differenziata porta a porta, il corretto conferimento agli impianti di selezione e trattamento ed ai consorzi a cui consegnare le materie recuperate e da riciclare e quel mondo in continua evoluzione che chiamiamo economia circolare.

Più volte   Legambiente   ha sottolineato   che  Brindisi  si avviava   ad  essere  uno  dei  comuni capoluogo di provincia in grado di raggiungere l'obbiettivo regionale del 45% nel giugno 2015 ma , proprio quando la società Monteco aveva raggiunto nell'ottobre 2014 circa il 38% di   raccolta   differenziata,  l'allora  Amministrazione  comunale decise inopinatamente di cambiare gestore  e  la  percentuale  raggiunta  precipitò  rapidamente: emersero  le cattive abitudini dei cittadini e si aprì una sempre più grave emergenza (costellata da scelte di dubbia legittimità  e di indubbia gravità  sul piano ambientale),  che sfociò in provvedimenti della Regione Puglia e soprattutto giudiziari di blocco o di sequestro degli impianti di trattamento esistenti in città.

Legambiente ha più volte evidenziato che il manto isolante di polietilene della discarica di Autigno era acclarato che fosse perforato sin dal 2001 e che impianti fondamentali per una corretta ed economicamente vantaggiosa gestione del ciclo dei rifiuti, erano assolutamente inidonei e non a norma (da quello di compostaggio a quello di produzione di CDR per la  cui sorveglianza pur in attivo, l'Amministrazione comunale ha pagato migliaia di euro al mese).

Legambiente ha sempre  manifestato  profonde perplessità rispetto alla gara  d'appalto  per l'affidamento dei servizi di gestione dell'impianto, perché era compito dell'Amministrazione comunale, preliminarmente metterli a norma e certificarne la perfetta efficienza, senza aprire quel nebuloso rapporto venutosi a creare con la ditta Nubile, che da un lato,  ha reclamato il pagamento dei lavori sugli impianti direttamente realizzati e, dall'altro è stata coinvolta in vicende giudiziarie che hanno portato all'emissione di provvedimentied allo scioglimento del Consiglio comunale.

Oggi è essenziale sbloccare, adeguare, innovare e mettere in rete gli impianti esistenti, in primo luogo attraverso un  corretto  e  controllato  processo  di biostabilizzazione  (con motivazioni legate all'emergenza si è autorizzato il ricorso a sistemi ed impianti quali quello di Formica  ambiente, che legittimano  perplessità), attraverso il  trattamento della  frazione organica in anaerobiosi ed areobiosi, attraverso il revamping   di impianti programmato  e finanziato  ed  attraverso  il   riavvio  della  discarica  di  Autigno  che  però,  nel  ciclo   virtuoso richiamato, avrebbe sempre più una funzione marginale, anche per le possibilità di ulteriore selezione o di trattamento a freddo possibili sull'indifferenziato e sulla frazione secca o di destinazione a recuperi ambientali (ad esempio in cave dismesse) di materiali così ricavati ed
inertizzati.

Ciò   che   va   però   fortemente   sostenuto,   con   campagne   informative,   di   promozione   e   di incentivazione,   e   un   ricorso   combinato   ad   una   riduzione   dei   rifiuti   e   dalla   raccolta differenziata  porta a porta spinta, che salendo rapidamente e progressivamente,  ci eviterà nuove gabelle legate all'ecotassa.

La  Regione  Puglia  ha  offerto  ai  comuni   una piccola  scappatoia,  consentendo  di  valutare positivamente un semplice aumento del 5 % in autunno rispetto allo stesso periodo del 2016, ma è chiaro che è la percentuale di raccolta differenziata a far fede rispetto al ricorso o meno all'ecotassa; il 51 % di fine novembre e l'attuale incremento, sono un viatico importante.

Accanto a tutto ciò rimane aperto il capitolo della revisione della erronea deliberazione della precedente   Amministrazione   comunale   concernente   la   TARI,   che  Legambiente   ha   posto all'attenzione del Commissario Prefettizio Dott. Giuffrè.

La raccolta differenziata spinta, parte ovviamente dalla completa eliminazione dei carrellati sulle   vie   cittadine,   dall'utilizzo   di   pattumelle   monofamiliari   o   di   pattumelle   e/o   carrellati multifamiliari e condominiali a seconda delle esigenze, dal rispetto rigoroso di orari, regole e modi di conferimento su cui va migliorata nei contenuti e nella grafica l'informazione, dalla individuazione di interventi efficienti che rispondano a chiamate dirette, che risultino rigorosi e più elastici, in casi particolari (si sta avendo una evoluzione positiva nelle aree mercatali, ma vanno valutate esigenze specifiche e soluzioni che consentano sempre la copertura giornaliera in aree periferiche, ivi incluse le litoranee).

Legambiente ha apprezzato la rapida attivazione del centro comunale di raccolta (innanzitutto riservato ai materiali non conferibili nella raccolta ordinaria), al quale va abbinato il secondo centro   Comunale   di   Raccolta   e   possono   aggiungersi   più   piccoli   e   più   diffusi   centri   di prossimità in alternativa o in parallelo rispetto alla raccolta su chiamata. E' una buona soluzione il ricorso ad isole ecologiche mobili, ferma restando l'esigenza di attivare o riattivare le isole ecologiche fisse, anche per dimostrare che il denaro pubblico è stato ben speso.

Va  infine   realizzata   una   campagna   informativa   in   merito   ad   essenziali   punti   di   raccolta concernenti rifiuti pericolosi (si pensi soltanto a pile e batterie), farmaci scaduti, oli esausti, deiezioni canine ecc. 

Il 51 % al momento raggiunto a Brindisi e giustamente oggetto della start up di Legambiente, non è un obiettivo, ma una tappa intermedia verso il raggiungimento di quel 65% che per legge   avremmo   già   dovuto raggiungere   e   che   ha   un   risvolto   non   soltanto   di natura ambientale, ma più generale per tutti i brindisini oggi tartassati da una TARI iniqua.

 Lorenza MASTRORILLI  Legambiente Brindisi Circolo “Tonino Di Giulio”
                                                                                                          
Cultura e Speranza. Mi piace che il viaggio di Dior in Puglia si sia compiuto con questa doppia premessa, mi piace ...

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