venerdì 13 aprile 2018

PESCA SICURA, ULTIMATO IN PUGLIA IL PRIMO PROGETTO IN ITALIA - I RISULTATI PRESENTATI IN UN SEMINARIO TECNICO SVOLTOSI A BARI

PESCA SICURA, ULTIMATO IN PUGLIA IL PRIMO PROGETTO IN ITALIA -  I RISULTATI PRESENTATI IN UN SEMINARIO TECNICO SVOLTOSI A BARI

45 imbarcazioni di ogni tipologia di pesca sottoposte a verifiche del ciclo di lavorazione in tutte le 13 marinerie pugliesi, da Peschici a Marina di Leuca. 150 visite mediche condotte sui lavoratori, in particolare ortopediche e dermatologiche. 180 addetti con una età media di 49 anni e una anzianità lavorativa media di 28 anni che hanno partecipato agli eventi formativi con la raccolta di questionari. Sono solo alcuni dei numeri del progetto “Pesca Sicura” realizzato nell’arco di un triennio in Puglia grazie allo sforzo organizzativo che ha visto la collaborazione della Direzione Regionale dell’Inail e dell’Osservatorio Nazionale della Pesca, con il coinvolgimento delle Capitanerie di Porto e, soprattutto, degli stessi pescatori sensibilizzati alla problematica della salute e sicurezza a bordo con diverse attività per l’adozione di comportamenti corretti e una proficua gestione della sicurezza. 

In Puglia il settore della pesca rappresenta una delle principali attività economiche con più 6 mila addetti e il 13% dell’intera flotta e produzione peschereccia nazionale, seconda solo alla Sicilia. I risultati scientifici e gli studi condotti con lo svolgimento del progetto, il primo del genere in Italia, sono stati analizzati nel dettaglio nel corso di un articolato e approfondito seminario tecnico-scientifico svoltosi a Bari e rappresentano una fondamentale base per definire delle linee guida per il settore della pesca sul delicato fronte della salute e della sicurezza sul lavoro. 

“Creare una cultura sulla salute e la sicurezza del lavoro a bordo dei motopescherecci è da sempre una delle priorità - ha sottolineato nel suo intervento il presidente dell’Osservatorio Nazionale della Pesca Plinio Conte - ed è necessario integrare la normativa nazionale in materia sperando che con questo progetto la Puglia faccia da apripista anche in altre regioni”. 

“Nella gestione complessiva del fenomeno infortunistico e tecnopatico - afferma Fabiola Ficola, direttore regionale Inail Puglia – auspico che il settore navigazione per le sue innegabili peculiarità, sia oggetto di approfondimenti qualificati e specifici, sia da parte dell’Inail che delle altre istituzioni. Il presente progetto rappresenta un significativo contributo a questo obiettivo in un’ottica di tutela illuminata e sempre più evoluta della salute dei lavoratori marittimi”.   

Le relazioni dei tecnici hanno illustrato nello specifico le diverse tematiche affrontate nell’iniziativa: l’individuazione dei principali fattori di rischio sia di tipo infortunistico, legati all’uso delle attrezzature a bordo nave, che di natura tecnopatica, cioè connessi all’esposizione a rumore, alle vibrazioni, alle condizioni climatiche, alle sostanze chimiche e al sovraccarico bio-meccanico.

Tutti i fattori di rischio indagati sono stati diversificati per le varie tipologie di pesca e di allevamento e l’analisi dei dati ha evidenziato le principali patologie che caratterizzano i lavoratori del comparto ittico: osteoarticolari, ipoacusia, malattie cardio-vascolari e ipertensione.  

I dati raccolti in questo progetto possono costituire un valido contributo per realizzare adeguati protocolli di sorveglianza sanitaria, individuare idonee misure di prevenzione e protezione con l’applicazione di soluzioni tecniche innovative per ridurre i rischi e fornire linee di indirizzo per percorsi formativi anche alla luce degli elementi raccolti nel corso dei sopralluoghi a bordo nave. Altre attività del progetto “Pesca Sicura” hanno riguardato la costruzione di una anagrafe sanitaria sullo stato di salute dei lavoratori marittimi, con particolare riferimento alle patologie della pelle e problematiche muscolo-scheletriche. 
 
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