lunedì 29 gennaio 2007

Brindisi. I Politici indipendenti

Brindisi, 29 gennaio 2007.  Un tempo era tutto facile. Coloro i quali, per la loro attività politica nei vari partiti venivano designati a ricoprire incarichi pubblici, erano dotati di una certa etica comportamentale e di appartenenza a questo o a quell'altro schieramento politico, sì da consentire ai cittadini amministrati di essere sempre facilmente riconosciuti quali rappresentanti di una certa area politica.

Oggi, tutto è cambiato. Messa in soffitta ogni forma di etica e di rispetto nei confronti dei propri elettori, ogni personaggio politico, eletto nella lista di un partito politico a ricoprire una carica pubblica di consigliere comunale, provinciale o regionale, improvvisamente decide di pronunciare una propria dichiarazione ufficiale con la quale prende le distanze dal partito politico di appartenenza per dichiararsi indipendente. Ma, indipendente da che cosa ?    Non si sa !

E' quanto sta accadendo nell'amministrazione comunale di Brindisi. Leggendo, infatti, la stampa di questi ultimi giorni,  si è appreso che tre consiglieri comunali della maggioranza si sono dichiarati indipendenti.  Per non sentirsi evidentemente da meno, anche dall'opposizione quattro rappresentanti della stessa si sono dichiarati indipendenti.

Tutti insieme, però, i sette consiglieri, animati da un comune spirito di abnegazione, hanno fatto sapere che manterranno l'incarico di consiglieri comunali per continuare ad appoggiare dall'"esterno" (ma, che cosa significa ?) i propri partiti politici (perché, dopotutto, avranno pensato i sette, indipendenti sì ma all' indennità di carica non si rinuncia).

Non comprendendo i motivi che hanno indotto i consiglieri “indipendenti" a tali decisioni, ho provato, data la mia inesperienza su questioni di “alta" politica, a chiedere un po' in giro che cosa ne pensassero alcuni amici in merito a tali decisioni di “indipendenza" che, oltre a provocare una certa instabilità al governo della città, probabilmente costringerà il Consiglio Comunale  non a risolvere (ci mancherebbe altro !) ma nemmeno ad affrontare i tantissimi problemi che interessano la popolazione brindisina. 

Alcuni mi hanno risposto che i consiglieri che si sono resi “indipendenti" sono giunti a tali decisioni perché,  essendo animati da puri ideali tesi al bene della collettività, non hanno più ritenuto di dover essere condizionati nelle loro azioni dalle direttive dei loro partiti. Altri, invece, mi hanno risposto che tali comportamenti di dissenso sono da addebitare non ai “fuoriusciti" ma ai partiti politici che non hanno riservato loro una più giusta considerazione, ovvero una certa “visibilità".

Finalmente ! Forse ho capito che cosa è accaduto. Il termine “visibilità",  in gergo politico, non ha lo stesso significato che viene riportato su qualsiasi dizionario della lingua italiana. Infatti, per l'uomo politico, essere “visibile", non ha lo stesso significato di qualunque altra persona, cioè essere vista per strada o al cinema o in fila all'ufficio postale, no, ma significa ricoprire un incarico di assessore, presidente, commissario, ecc., che comporta, com'è noto, ben altra indennità rispetto a  quella corrisposta ad un semplice ed ignoto componente di un qualsiasi consiglio.

Circola in città la voce che molti nostri politici locali siano persone di scarsa cultura. Io, personalmente, non sono d'accordo, anzi, ritengo che siano particolarmente colti dal momento che essi, con i loro comportamenti pubblici, dimostrano di conoscere bene i grandi personaggi storici quali, per esempio, Talleyrand (1754-1838), uomo di grande ingegno politico, riconosciuto quale campione assoluto di camaleontismo per aver servito prima la monarchia di Luigi XVI, poi la Rivoluzione francese, successivamente l'impero di Napoleone ed infine di nuovo la monarchia di Luigi XVIII.  Cioè, era un uomo, come si dice oggi, buono per tutte le stagioni.
Celebre fu il suo motto : “All'uomo è stato donato il linguaggio perché possa nascondere i propri pensieri".

A questo punto, mi sorge una domanda spontanea : Vuoi vedere che anche i nostri amministratori pubblici quando parlano ai cittadini non dicono ciò che pensano ovvero non pensano  ciò che dicono ?
             
Meditate, cittadini di Brindisi. Meditate.     
        
Bruno Storella

Nell’ambito della rassegna culturale “Il mio libro va in Biblioteca-Dialogo dell’Autore con ...

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