martedì 19 giugno 2018

BALLOTTAGIO BRINDISI. 6 DOMANDE A CUI ROSSI E CAVALERA HANNO IL DOVERE DI RISPONDERE - di Gianmarco Landi-

Con l’occhio di  un brindisino errante e le telefonate contrastanti di tanti parenti e amici, sto seguendo le effervescenze elettorali occorse tra i due candidati al ballottaggio. C’è una cosa che proprio non riesco a capire quando apprezzo il livello della dialettica politica parlata con cantilena brindisina, ed è come sia possibile concepire una competizione tal fatta rimanendo incuranti rispetto a quello che è accaduto nel Mondo negli ultimi anni.

Sembra quasi che nell’agone politico locale si pensi che Brindisi debba essere parte di un universo quantico a sé stante, in cui il massimo dell’interazione che si riesce a riconoscere, in senso positivo o negativo a seconda del lato da cui la si guarda, sia il rapporto con il vertice politico regionale di  Bari.

Io penso che la scelta del sindaco da parte di una Comunità debba poggiarsi senz’altro su considerazioni di carattere localistico, badando alla concretezza di proposte tangibili e allo spessore, professionale ed etico,  di uomini che si possono conoscere molto da vicino.  Ma quantunque io riconosca questo aspetto preminente,  ritengo fondamentale anche misurare il tutto  con il metro di lettura ricavabile da quello che è accaduto a prescindere da Brindisi negli ultimi anni.  Tutti dobbiamo riconoscere che l’interazione di Brindisi con l’esterno dispiegherà effetti  benefici o esiziali in maniera molto differente in ragione dell’indirizzo che la Comunità deciderà di imprimere al Palazzo Comunale.

La scelta è tra  un leader della Sinistra radicale appoggiato dalla Sinistra riformista, ed un professionista vicino al partito di CDX appoggiato  da elementi peculiari delle passate Amministrazioni i quali da certuni, con argomenti suggestivi o apprezzabili qualsivoglia, vengono ritenuti poco edificanti nell’ottica di uno smarcamento da  passate dinamiche. 

Tutto ciò è molto interessante ma forse poco importante se non si definiscono i concetti dietro al fumo delle parole. Io ritengo che non via solo il passato di ognuno a cui badare, perché c’è un presente, in Italia, in Europa, e Nel Mondo, che ha tutta una sua valenza da soppesare quando si è, come in questa settimana di giugno,  dinanzi ad un significativo bivio.

Giova considerare come in Italia stia prendendo forza un governo del cambiamento, alla luce di un processo di smaccata regressione  mondiale dei Democratici che ha investito pure il PD italiano,  appena uscito da un esito elettorale castigante i quasi 6 anni di egemonia del Politicamente corretto esercitati nel Parlamento e nei Consigli regionali. Tutti pensiamo con piena ragione che il Pd molto difficilmente riuscirà a confermarsi positivamente nel breve dei prossimi appuntamenti elettorali regionali ed europei,  e di questa cosa bisogna prenderne atto, sia che il governatore Emiliano possa considerarsi una presenza nefasta sotto le Colonne Romane,  sia che lo si giudichi un valore aggiunto, dato che la sua posizione è ormai quella emozionale di una stella cadente.

Come ha spiegato Steve Bannon, un cervello apicale dell’Amministrazione Trump  distaccato per esigenze di equilibrio del Senato americano qui in Europa, peraltro  proprio a Roma ultimamente, l’attuale presidenza Usa  ha segnato un capovolgimento totale di tutti gli indirizzi politici inerenti i temi della Globalizzazione, indirizzi che hanno ispirato negli ultimi  24 anni  l’Unione Europea, determinando confini ideologici e misure concrete a cascata sul nostro Stato, sulle Regioni e sugli enti locali.

Cosa deve fare Brindisi oggi, porsi sotto il vento del nuovo corso impresso dagli americani oppure rimanere ancorata ai 24 anni della globalizzazione predicata senza limiti e confini sull’altare del Politicamente corretto?

Dobbiamo riconoscere che entrambe i contendenti brindisini risultano mal allacciati al Governo del Cambiamento, una situazione che sebbene con intensità diverse riguarda tutti e due, anche se il candidato di sinistra sembra maggiormente spiazzato. 

Un’Amministrazione Rossi dovrebbe farsi  carico di amministrare Brindisini nel volgere di un quadro nazionale ed europeo particolarmente avverso al suo schieramento, mentre un’Amministrazione Cavalera potrebbe comunque ricercare la situazione di una Forza Italia molto ridimensionata ma ancorata ad un leader emergente del calibro di Salvini,  il quale  sarà particolarmente pesante nei prossimi anni.

E’ quindi doveroso  che entrambi i candidati, proprio perché si autoproclamano diversi rispetto al passato,  ci definiscano la loro diversità in cosa consiste con riguardo a temi fondamentali.  Eludere le domande trincerandosi nella illusoria buca di presunti ossequi istituzionali dovuti a chiunque sia il Sindaco di Brindisi, mi fanno davvero ridere,  perché anche un imbecille capisce che tutte le Istituzioni fanno sicuramente salva la forma ma non la sostanza di una Giunta il cui  colore non fosse gradito al vertice di Roma, ancora di più se  emergessero delle sensibilità personali percepite come ostili dai governanti statali e dai grandi interessi dell’Economia che sono in grado di mettere o meno i piatti a tavola.  

L’evenienza di questa mancanza di sintonia con chi conta nel Paese, più che le personali qualità o manchevolezze del sindaco o dei suoi accoliti, ritengo possa recare pregiudizio alla Città, checché ne dicano gli assertori del localismo e del personalismo come uniche chiavi dominanti la competizione in corso.

Ciò detto, perciò, il futuro sindaco  entro questa settimana deve  spiegare  a tutti i brindisini come vede la loro Brindisi  rispetto ai grandi temi del Governo Nazionale ed Europeo, esplicitando quali  posizioni intenda assumere nei confronti delle delicate situazioni che riguarderanno i suoi elettori in veste di cittadini dell’Italia, dell’Europa e del Mondo.

Invito dunque i due candidati ad articolare  6 risposte esaustive alle 6 seguenti domande, articolando riflessioni di alta onestà e respiro politico, che mi auguro entrambi sentano il dovere di sviscerare, chiarendo il carattere e le concretezze di rapporto esterno da dare alla Città per i prossimi 5 anni.

1  I FLUSSI DI MIGRANTI CLANDESTINI
 Come si dovrebbe porre Brindisi rispetto alle politiche di accoglienza messe in atto dai passati governi, e di converso  rispetto all’attuale Governo della Repubblica,  cioè rispetto alla necessità di favorire o meno le ONG permettendo che queste vadano a prendere masse di immigrati sulle coste libiche per portarle nei porti italiani, e poi depositarle in strutture gestite dalle coop? Atteso che questa modalità attuata dai passati governi sotto la regia delle Prefetture, quest’anno ha comportato un peso finanziario intorno ai 5 miliardi, cioè 5.000 milioni di euro, si ritiene che la Brindisi di domani  debba supportare l’attuale Governo del cambiamento nel senso della chiusura dei porti, della liquidazione dei ruoli delle ONG e delle coop, nonché di rivendicazionismo spinto nei confronti della UE, oppure si ritiene di dover favorire lo status quo supportando gli artefici dell’accoglienza  così come è stato fatto finora?

2 PROLETARIZZAZIONE DELLA SOCIETA’
I due sindaci devono spiegarci come debba porsi Brindisi rispetto al fenomeno di proletarizzazione delle società del Mediterraneo,  sortito dalla  decisioni guidate dal fronte globalista mitteeuropeo della UE di dover necessariamente precarizzare il lavoro accettando l’innesto di nuova forza lavoro, con provvedimenti favorenti ciò come, ad esempio,  il job acts?  Brindisi dovrebbe porsi accanto al governo del cambiamento riconoscendo all’attuale Ministro del Lavoro l’opportunità di agire nel senso avverso a quello dei passati Governi,  e quindi contro l’innesco della  concorrenza a ribasso del valore lavoro, oppure Brindisi dovrebbe approcciare il tema del lavoro  riconoscendo meriti ed equilibrio lungimirante nelle scelte adottate dai passati governi?

3 BRINDISI TRA  BATTAGLIE DEI DIRITTI CIVILI  e DIFESA DEI VALORI TRADIZIONALI
Come si porrà Brindisi rispetto alle introduzioni in materia di  riconoscimento, graduatorie e assegnazione di benefit alle famiglie di nuova concezione morale, allo ius soli o ai diritti genitoriali artificiali dei genderisti? Il Comune di Brindisi, in tutta l’ampia sfera di competenze,  favorirà in ogni modo l’applicazione delle nuove tendenze di sinistra radicale o si porrà in posizione di difesa  dei valori tradizionali?  Più in particolare, sul riconoscimento del diritto di concedere adozioni a coppie dello stesso sesso,  Brindisi  riterrà di dover favorire questo processo, oppure  lo avverserà ritenendolo una pretesa illogica e non virtuosa, atta a mitigare frustrazioni psicologiche a sfondo egoistico,  e perciò a cui negare l’attenzione pubblica del Palazzo comunale ?

4 L’ISLAM a BRINDISI
La questione dell’ Islam in  Occidente è una materia assai complessa, ma  è sempre frequente il verificarsi di situazioni di violenza e intolleranza sortite da vistose differenze culturali foriere delle più  variegate conflittualità.  Il sindaco di Brindisi ritiene che la predicazione della religione islamica in ampi spazi pubblici sia una situazione positiva e che non si possa precludere, e magari si debba finanche favorire,  oppure ritiene che il diffondersi di suddette comunità islamiche sia un fenomeno pregiudizievole, quanto meno in potenza,  della sicurezza dei brindisini nonché del carattere Libero e Democratico della Repubblica e perciò della Città di Brindisi?

5  LA NAUTICA E LE POSSIBILITA’ DEL WATERFRONT
E’ ampiamente noto che i Governi del PD sono stati caratterizzati dal permanere di  un'aggressione fiscale particolarmente insistente verso certi settori del luxury, come ad esempio le auto veloci, gli accessori di lusso e il settore delle nautica con annesso turismo. In questo alveo di scelte dettate da ideologie ben precise, che saranno sconfessate dall’Attuale Governo animato dall’intento di porre in essere drastici tagli alle aliquote (flat tax), sono stati  inflitti detrimenti alle relative economie, con particolare interessamento delle città dotate di sbocchi portuali a  vocazione turistica (waterfront), quasi del tutto sottoutilizzati nelle possibilità economiche. Trovandosi la città di Brindisi in scia rispetto ad una congiuntura del turismo regionale molto positiva, ed una domanda di turismo che sta man mano delineando un’offerta turistica  posizionata sempre più su fasce alte di reddito, il sindaco di Brindisi ritiene di doversi fare portatore a livello nazionale di un cambio di rotta ideologico nel senso  dell’attenzione verso i migranti del Luxury,  cioè perseguire  di riqualificare la città di Brindisi posizionandola in maniera attrattiva delle elite nautiche di ceto medio alto,  interessando proprio il Governo italiano per recuperare la grande vocazione marinara e portuale della città?  

6 LE INDUSTRIE TRADIZIONALI E LA RESTAURAZIONE DI TRUMP
Quest’anno l’Amministrazione Trump, ben appoggiata dal Senato, ha totalmente sconfessato il Global Warming sul clima per cause antropiche, ritenendo questa teoria una panzana ammannita in malafede dai Democratici americani per colpire la produzione basata su tecnologie consolidate,  e così attuare processi speculatavi  nelle trame dei sistemi finanziari, il principale centro di degrado e corruzione dell’era Dem.  L’Unione Europea non ha ancora recepito questa brusca inversione, che riporterà al centro dell’Economia gli idrocarburi riabilitandoli rispetto alle demonizzazioni ambientaliste e a tutti i vari allarmismi apocalittici che,  nel 99% dei casi, gli scienziati interessati dai repubblicani hanno rivelato essere del tutto insensati.  Tenuto conto che alla base della crisi economica e  lavorativa in cui versa l’Italia e le città del Sud in particolare, vi è sicuramente l’inefficienza del comparto energetico ed industriale appesantito da costosissime tecnologie sperimentali e antieconomiche, in essere solo per la cosiddetta vocazione verde, alla luce di questa suddivisione di sensibilità e possibilità in Occidente tra pro e contro la demonizzazione delle tecnologie tradizionali, come dovrebbe collocarsi Brindisi nei prossimi anni? 

Il sindaco  di una città con un back ground industriale come quello di Brindisi, dovrebbe rimanere in piedi sull’onda  del nuovo corso di ‘restaurazione’ aperto dall’Amministrazione Americana, oppure dovrebbe tuffarsi tra le onde delle tecnologie eoliche e solari, e magari assumere posizioni di belligerante rivendicazionismo ambientalista rispetto alle realtà del Territorio, attuando un atteggiamento di chiusura verso altre realtà eventuali?
 

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