venerdì 3 agosto 2018

BRINDISI SIA ARTEFICE DEL PROPRIO FUTURO, PERCHÉ NON SI E’ ALL’ANNO ZERO! -di Antonio Castellucci – Segretario generale CISL Taranto Brindisi-

La folta serie di criticità produttive che caratterizzano Brindisi città ed suo il territorio da qualche tempo, quasi vero e proprio stillicidio di natura sociale, economica ed occupazionale diretta e indotta, vede il suo epicentro nei comparti tradizionalmente floridi, in particolare dell’aerospazio, della meccanica, dell’edilizia, fino a quello dell’energia, della chimica, della farmaceutica, con tutto il settore di servizi collegati a relativi appalti e indotti, a fronte di un ruolo della politica, ai vari livelli, per nulla incisivo, ancor meno lungimirante.

Il risultato più visibile, considerate le vertenze in atto, è nelle difficoltà in cui si dibattono le piccole e medie imprese dei suddetti comparti e non solo, come nel ricorso spinto - che non risolve la crisi di mancanza di lavoro - alla cassa integrazione, fino alle cessazioni come nel caso di Tecnomessapia, atteso il fatto che specie nel Mezzogiorno quando un’azienda piccola o grande chiude e licenzia il personale, si consuma una crudele sconfitta per l’economia e la socialità non solo del territorio di riferimento ma, a ben guardare, anche del Paese.
Come venirne fuori?

Di certo non attraverso finanziamenti – per esempio -  una tantum o a pioggia che non scongiurano i rischi delle delocalizzazioni bensì mediante investimenti commisurati all’opportunità di occupazione stabile, alla conseguente creazione di sviluppo, soprattutto superando da parte di troppe imprese rapporti di mono committenza ed investendo sui giovani con l’alta formazione. 

Le Associazioni degli industriali, degli artigiani, del commercio, l’Asi, la Cciaa, il sistema del credito, l’Università, la politica, favoriscano, dunque, processi di aggregazione tra imprese che probabilmente, viste le attuali forti criticità,  fino ad oggi non hanno attenzionato sufficientemente il valore correlato a sinergie strategiche ed operative che tanta fortuna registrano in altre parti del Paese a più alta densità produttiva.

Insomma, come Cisl riteniamo ormai indifferibili i tempi per individuare e condividere percorsi nuovi di dialogo sociale per dotare Brindisi di un moderno sviluppo industriale e manifatturiero.  Qui coesistono potenzialità produttive peculiari “probabilmente” mai messe a rete e meno che mai valorizzate in un rapporto di interdipendenza strutturale, sia materiale che immateriale, funzionale ad un nuovo sistema di sviluppo che autorizzi nuove speranze produttive ed occupazionali.

Il recente incontro, con il neo sindaco Riccardo Rossi, a Palazzo di Città, ha avuto il pregio di individuare elementi positivi condivisi e funzionali ad un nuovo inizio di rapporti tra Ente locale e sindacati confederali, che potranno concretizzarsi, prossimamente, a nostro avviso, in una sorta di Protocollo di relazioni e, a seguire, nella costituzione di un tavolo permanente di concertazione, pensando anche ad un Patto sociale territoriale per assicurare il lavoro e rassicurare maestranze, ipotizzando l’istituzione di una clausola sociale o di garanzia territoriale. Percorso, questo, che dovrà essere condiviso ed aperto al sistema delle imprese, alla Provincia, agli Enti locali e strumentali del territorio, nonché a tutti gli stakeholder territoriali con l’obiettivo di implementare un visione condivisa di futuro.

E’ appena il caso di ricordare che solo un anno fa, era il 20 luglio 2017, venne per la prima volta convocato ed insediato al Mise il Tavolo interistituzionale, di cui purtroppo abbiamo perso ogni traccia, sulle prospettive di sviluppo delle infrastrutture e dell’area industriale di Brindisi, dall’allora Ministro, successivamente all’incontro da questi partecipato presso l’Asi a fine maggio, quando il Presidente del Consorzio presentò gli otto progetti cardine.

Progetti per garantire alla Zona industriale servizi all’avanguardia come anche interventi al porto, alla Cittadella della Ricerca, altri in tema di collegamento ferroviario, di banchinamento e dragaggio dei fondali di Costa Morena Est con realizzazione della cassa di colmata ed inoltre di piastra logistica integrata retro portuale, di utilizzo di siti produttivi nell’area Sin, ecc.

Si trattava di interventi volti allo sviluppo e al potenziamento delle infrastrutture portuali e logistiche, dei servizi alle imprese industriali già localizzate o che potessero essere attratte, anche altre aziende, ad investire nell’area (bonifiche, rete per i servizi energetici) e dove il sindacato confederale unitariamente aveva chiesto di essere parte attiva di quel tavolo.

Ecco: questo per dire anche, che non siamo più all’anno zero, in funzione di un auspicato confronto, nelle prossime settimane, serio, concreto, progettuale su obiettivi condivisi da intraprendere come noi auspichiamo con il nuovo Governo nazionale e con il neo ministro Luigi Di Maio ma anche per riaffermare che la ripresa dell’iniziativa per lo sviluppo di Brindisi è in capo alla politica, alle istituzioni, alle organizzazioni sindacali e datoriali di Brindisi. E da qui che a nostro avviso bisognerà ripartire.

Ripartire, per venir fuori dalla trappola della disoccupazione oggi al 45% circa  (era il 38,9% nel 2013) dei giovani brindisini con meno di 24 anni, per invertire il trend negativo dello sviluppo che a Brindisi segna quasi la metà di quello nazionale, per bloccare definitivamente il numero delle imprese cessate, per fermare l’aumento della disoccupazione complessiva media passata dal 16,8% del 2017 al 18,6% del 2018 (Fonte: Istat).

Ripartire per determinare scelte oculate che sono di interesse tanto territoriale quanto nazionale, come quelle sul futuro della Centrale Enel di Cerano, atteso l'impegno assunto dal nostro Paese a Parigi per superare l'utilizzo del carbone che, evidentemente è un problema non risolvibile semplicisticamente con convegni o con l'utilizzo di un'altra fonte fossile.

Ripartire, non ultimo, per ottimizzare le opportunità, correlate alla Zes, alla implementazione o completamento di infrastrutture materiali e immateriali ed alle opportunità ancora tutte da scoprire costituite potenzialmente anche per il futuro dalla messa in rete del territorio di Brindisi con quelli di Lecce e di Taranto. 
La Cisl con tutte le proprie Federazioni di categoria è già pronta a confrontarsi sul nuovo percorso cui invita tutti a partecipare corresponsabilmente.

 Antonio Castellucci
 
 
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