venerdì 31 agosto 2018

Il «Barocco Festival Leonardo Leo» approda a Cisternino

 BAROCCO FESTIVAL, LA GRANDE BELLEZZA DI UN NUMERO D’ORO

Il «Barocco Festival» sfoglia il suo programma e fa sosta a Cisternino, nell’atrio della Chiesa Santa Maria di Costantinopoli, domenica 2 settembre alle ore 21, con un programma, dal titolo «Matematica & Sensibilità», che presenta le sonate per violino e cembalo di Johann Sebastian Bach con una finestra aperta su Leonardo Leo: protagonista un duo d’eccezione formato da Victoria Melik (violino barocco) e Basilio Timpanaro (clavicembalo).

Numeri, frazioni, frequenze, risonanze. La musica è un’arte o una scienza? Viene da chiederselo se si pensa a quanto la matematica, la fisica, siano parte integrante del linguaggio universale delle note. Il genio dei compositori, i virtuosismi degli esecutori, l’abilità dei liutai e l’orecchio “inflessibile” dei loggionisti dicono che una partitura è prima di tutto un’opera della creatività e una «meraviglia», come l’ha definita Benedetto XVI. «Il legame fra musica e scienza è un affascinante dialogo tra due saperi che nel corso dei secoli si sono sviluppati su percorsi separati ma che si collegano in modo sempre più stretto», ha detto recentemente il fisico Gianni Zanarini. 

Per questo non si può non tornare a Pitagora e a quella sua idea - che non ha cessato di essere presente nella cultura occidentale fino ai giorni nostri - secondo cui la struttura del mondo è di per sé matematica. E anche la musica permette di comprenderla. A detta del filosofo greco, due corde suonano bene insieme quando i rapporti di lunghezza sono formati dai primi quattro numeri la cui somma è dieci. Su queste basi sono state create le scale musicali e sono stati costruiti gli strumenti. Rapporti che, per Pitagora, esprimono la bellezza del mondo.

La bellezza è dunque questione di matematica? Parrebbe risolto in questo modo il mistero della bellezza e della perfezione. I numeri hanno un peso decisivo nella musica e persino nelle composizioni: si pensi ai maestri che hanno utilizzato i rapporti della sezione aurea. I Greci, ad esempio, li utilizzavano nelle loro costruzioni architettoniche e nella scultura, gli Egiziani nelle loro piramidi, gli Indiani nelle loro costruzioni. In seguito, nel Rinascimento, Leonardo Pisano (detto il Fibonacci) mostrò la celebre sequenza di numeri correlata alla “proporzione aurea” che porta il suo nome (in cui ogni numero è la somma dei due precedenti: 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, ecc.).

Il rapporto tra un numero e quello che precede si avvicina sempre di più a “j”, ossia il numero d’oro 1,618. Le sue particolarità l’hanno fatto considerare durante i secoli un canone di bellezza assoluto; ancora oggi è diffusa l’idea che il rettangolo aureo sia il “rettangolo più bello”. Anche Leonardo da Vinci utilizzò l’insegnamento nelle sue opere e lo espresse soprattutto nel celebre «Canone Vitruviano». Nella musica queste proporzioni si ritrovano nelle opere di Bach, il quale ordinava le sue composizioni all’interno della sezione aurea, la numerologia in un incanto, numerico ed estetico.

Nel diciottesimo secolo, esisteva addirittura una società di scienze musicali che intendeva mostrare i legami tra musica e matematica, a essa aderirono musicisti come Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Händel. Il concerto è un omaggio alle composizioni che tendono alla bellezza attraverso i principi legati alla matematica e alle sue applicazioni. 

Domenica 2 settembre ore 21.00 - Cisternino, Chiesa Santa Maria di Costantinopoli 
MATEMATICA & SENSIBILITÀ
Le sonate per violino e clavicembalo di Johann Sebastian Bach

Victoria Melik violino barocco
Basilio Timpanaro clavicembalo
 
 
 
 
“E tu che Monumento sei?” è il titolo dell’iniziativa ideata dall’Associazione Le ...

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