giovedì 13 settembre 2018

Ostuni. Emergenza sangue: Gianfranco Coppola chiede ai vertici ASL di Provincia e Regione rendere fruibili alcuni locali presso l’Ospedale di Ostuni, per la creazione di un centro trasfusionale permanente

Ostuni.  Emergenza sangue: Gianfranco Coppola chiede ai vertici ASL di Provincia e Regione rendere fruibili alcuni locali presso l’Ospedale di Ostuni, per la creazione di un centro trasfusionale permanente

Dopo un’estate caratterizzata da una grave mancanza di sangue presso gli ospedali di tutta la Provincia e a quasi sei mesi dall’inaugurazione del nuovo Pronto Soccorso presso il nosocomio ostunese, il sindaco Gianfranco Coppola scrive ai vertici ASL provinciali e regionali per chiedere vengano resi idonei alcuni locali, peraltro precedentemente individuati, utili alla creazione di un centro trasfusionale permanente. 

È indirizzata a Giuseppe Pasqualone, direttore generale dell’ASL BR/2; a Giuseppe Ruscitti, direttore del dipartimento regionale per la salute; ad Antonella Caroli, funzionario del dipartimento regionale per la promozione della salute; al Presidente Michele Emiliano e al Prefetto di Brindisi Valerio Valenti, la missiva sottoscritta dal primo cittadino con cui, in riferimento alla grave emergenza protrattasi per tutta l’estate e ancora in corso negli Ospedali di Brindisi e provincia, si ricorda la disponibilità dei locali adibiti sino al 24 marzo scorso ad accogliere il vecchio Pronto Soccorso. Qui il sindaco Coppola ritiene possa essere collocato il nuovo centro trasfusionale permanente per la raccolta di sangue, utile a tutto il territorio provinciale, e anche il servizio di pronta emergenza del 118, il cui trasferimento viene considerato importante e improcrastinabile. 

«Si ritiene che un idoneo sopralluogo congiunto – scrive Gianfranco Coppola – possa servire all’individuazione di idonei spazi e soluzioni che consentano l’attività importantissima della raccolta sangue, oggi garantita precariamente attraverso l’utilizzo dell’autoemoteca. Il centro permanente di raccolta sangue, anche previsto nel dissennato Piano di riordino ospedaliero, diventa elemento imprescindibile in un territorio come quello di Ostuni, dove è storicamente radicata la disponibilità dei cittadini alla donazione».

«Chiuso da circa due anni per far sì che venisse realizzato l’attuale Pronto Soccorso – afferma Martino D’Amico, Presidente della locale sezione AVIS – il Centro Raccolta Fisso di Ostuni è stato per lungo tempo un solido punto di riferimento per la Provincia e la Regione. Da allora il supporto dell’AVIS non è mai mancato; nel 2017 abbiamo totalizzato quasi 1000 sacche di sangue raccolte, che corrispondono ad 1/12 del sangue reperito nell’intera Provincia di Brindisi. Anche in questo 2018 si sta raccogliendo tanto, superando la media dello scorso anno. Ostuni è una città solidale, che può fare ancora di più, ma c’è bisogno di mettere i donatori nelle condizioni più ottimali possibili. 

Per questo motivo, a nome di soci e donatori, mi unisco all’appello del sindaco Coppola per sollecitare l’adeguamento di locali che possano ospitare il nuovo Centro di Raccolta Fisso».
 
 
 
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