lunedì 14 gennaio 2019

Brindisi, lavori per il porto. M5S: “No non motivati e proposte irrealizzabili. Così il sindaco Rossi affonda la città”

“Il futuro e definitivo fallimento del nostro porto e della nostra città può essere addebitato solo al Sindaco Rossi e alla sua maggioranza”. 

Così il consigliere regionale del M5S Gianluca Bozzetti e i consiglieri comunali Gianluca Serra, Tiziana Motolese e Paolo Le Grazie:  

“Quanto ancora bisognerà raschiare il fondo del barile - continuano -  prima di tornare a sperare in una ripresa della città, partendo ovviamente dal suo Porto, luogo storicamente deputato per la (ri)nascita e/o per la morte della nostra Brindisi? Restiamo sgomenti di fronte alle decisioni di un'amministrazione comunale e di un PD sempre più succube dell’incompetenza del suo sindaco.” 

I pentastellati brindisini criticano le posizioni contrarie assunte dal Sindaco Rossi durante l’incontro in Autorità Portuale in cui si è discusso delle opere da realizzare nel porto e per lo sviluppo del sistema portuale. 

"Dal voler provare a violare le leggi dello stato attraverso una “disobbedienza civile” - incalzano i cinquestelle - avocando magicamente a sé competenze ministeriali, al non voler più ascoltare la cittadinanza, pare che l’investitura a Sindaco abbia dato alla testa a Rossi, che sembra ricalcare lo stile Emiliano dell’uomo solo al comando. Si continua, ad esempio, a non volere la cassa di colmata a Costa Morena sud, proponendo però alternative irrealizzabili da un punto di vista tecnico se collegate ai dragaggi programmati (dall’Autorità di Sistema Portuale hanno precisato che portare a Capobianco le sabbie dai dragaggi porterebbe banchine alte tre metri al di sopra del livello del mare, bloccando di fatto l’attracco di numerose navi tra cui quelle della Marina Militare), economico (il costo di realizzazione salirebbe dai 40 milioni attuali agli oltre 80 milioni) e procedurale (bisognerebbe riaprire l’iter procedurale di verifica, tra cui anche la VIA). 

Parlare poi di “delocalizzare” il comprensorio Marina collegandolo a queste vicende è mera propaganda per suggestionare i meno informati. Si continua a tergiversare sulla realizzazione di nuove banchine e di una nuova stazione di rifornimento di gas naturale liquefatto, investimenti per oltre 100 milioni di € finanziabili e cantierabili e che probabilmente permetterebbero al porto di Brindisi e di ripartire e tornare competitiva. No detti senza offrire alternative realizzabili ed economicamente sostenibili, e che dimostrano zero visione e programmazione e che rischiano di portare dal porto di Brindisi a quello di Bari numerosi investimenti. A questo punto viene da domandarsi dove fosse il Sindaco Rossi quando, dai banchi dell’opposizione, venivano discussi questi progetti, vista la loro genesi lunga oltre 10 anni. O ancora viene da chiedersi come mai, a fronte del banchinamento di Sant'Apollinare, non si sia ritenuto opportuno sfruttare l’occasione per chiedere la salvaguardia dell'importanza storica/archeologica di quell'area attraverso il finanziamento di campagne di scavo e di studio, il restauro e recupero di palazzo Monticelli, la sua musealizzazione con i ritrovamenti della campagna e l’allestimento di un'area con i racconti storico/fotografici della spiaggia che fu. Il tutto trovando ovviamente il modo di renderla nuovamente fruibile ai cittadini. 

Insomma - concludono - programmare oggi il futuro anche in funzione della istituenda ZES Adriatica, vuol dire muoversi riprogrammando l'occupazione di chi rischia di rimanere a casa con la fine dell’era del carbone e la chiusura della centrale Enel da tutti auspicata. Non avere un'idea politica, palesare saccenza mista a incompetenza e non avere il coraggio di decidere, vuol dire affossare definitivamente Brindisi favorendo palesemente altri territori. Ed è  grave che a farlo sia il primo cittadino, colui che dovrebbe pensare solo al bene della città”.
 
Lunedì 18 febbraio 2019. LVIII Colloquio di studi e ricerca storica. Brindisi. Palazzo Granafei-Nervegna. ...
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