mercoledì 23 gennaio 2019

Tassa di soggiorno, parliamone. Intervento del Prof. Domenico Greco - Presidente della Pro Loco Ostuni Marina

Si è svolto ieri sera a Cisternino, presso il Cinema Teatro Grassi, il convegno dal titolo: "Tassa di soggiorno, parliamone" organizzato dagli Assessori al turismo di Ostuni, Alberobello, Cisternino, Ceglie Messapica, Locorotondo e Martina Franca. 

Nel corso dei lavori sono emerse diverse valutazioni sull'argomento tassa di soggiorno e l'assessore regionale Loredana Capone ha riassunto in maniera encomiabile le varie posizioni delle parti coinvolte. 

Brindisisera.it riporta l'intervento del  Prof. Domenico Greco, Presidente della Pro Loco Ostuni Marina, che nel suo intervento ha evidenziato, a nome di quanti sono impegnati costantemente nell'ambito delle Associazioni del volontariato, che venendo meno la tassa di soggiorno, si negherebbe quel modesto contributo necessario ed indispensabile alla esplicazione delle attività promozionali e di valorizzazione del territorio.
 
di seguito il testo dell'intervento: 
In questo ultimo periodo si sta parlando tanto di tassa di soggiorno senza dare ai cittadini esatte informazioni su di essa. La tassa di soggiorno è stata introdotta con la legge sul federalismo fiscale del 2011 ed ogni Comune ne decide l’importo e le modalità di applicazione. Ogni Comune, per l’esattezza nel 2018 sono 845, può applicare questa tassa solo per alcune categorie di alberghi e solo per i periodi di alta stagione. Ogni città è libera di decidere e far pagare ai propri turisti un contributo , oppure no.

Naturalmente sono esenti dal pagamento delle tasse di soggiorno: i residenti, i bambini fino a 10 o 14 anni, i disabili, i malati  in gravi condizioni di salute e gli accompagnatori, il personale delle forze armate, gli autisti dei pullman e chi pernotta negli ostelli della gioventù. Ci sono città d’Europa dove la tassa di soggiorno viene pagata sul totale del pernottamento, ad esempio ad Amsterdam e Berlino viene pagata il 5% dell’intero importo del soggiorno.

Il Consiglio Comunale del Comune di Ostuni, in data 02/12/2013 con delibera n.29, istituì la tassa di soggiorno. Il D.L. 23/2011 stabilisce che il gettito derivante dall’imposta di soggiorno deve “essere destinato a finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali”.

Da un recente sondaggio nei circa 845 Comuni d’Italia che applicano la tassa di soggiorno, i Comuni hanno speso, mediamente, i proventi in questo modo:

– Eventi e manifestazioni 16%;
– Restauro e manutenzione Musei e Monumenti 13%;
– Strade e miglioramenti della viabilità interne 8,2%;
– Arredo pubblico 7,6%;
– Sostegno agli Uffici IAT 5%;
– Pulizia e decoro cittadino e verde pubblico 4,8%;
– Realizzazioni siti web 3,8%;
– Wi-Fi e Hotspot 3,6%;
– Aiuti alle associazioni di promozione e valorizzazione del territorio, eventi culturali, Fiere e promozione in generale 30,3%.

L’estate sta iniziando  e si comincia a discutere sull’utilità della tassa di soggiorno e su come utilizzare i ricavi del gettito fiscale. “Quel che è sicuro è che la tassa di soggiorno non può essere utilizzata per risanare il bilancio” .

Ci domandiamo a questo punto se la tassa di soggiorno può favorire o meno la crescita degli arrivi e presenze nel Comune di Ostuni e nei comuni limitrofi.

Sono sicuro che, se applicata nel modo giusto, il mondo del turismo esprime, nei confronti della tassa di soggiorno, una valutazione positiva ed allo stesso tempo deve fungere da ” Project financing ” per la realizzazione di azioni, iniziative e progetti strettamente finalizzati allo sviluppo dell’economia turistica e ricettiva.

Insomma , SI all’imposta di soggiorno, ma a condizione che l’ammontare del gettito sia destinato ad azioni direttamente ed effettivamente collegate alla promozione turistica e a quella del territorio (arredo urbano, pulizia e disinfestazione in generale).
L’obiettivo, quindi, dev’essere quello di far pagare l’imposta anche ai furbetti che la evadono e per questo ed altri motivi fanno concorrenza sleale a tutte quelle strutture che pagano regolarmente e puntualmente le tasse in generale.

Con una parte del ricavato dell’imposta di soggiorno si potrebbero realizzare una migliore accoglienza dei turisti presenti sul territorio, attraverso la realizzazione di specifiche iniziative promozionali e di informazione, Formazione degli addetti ai lavori e controllo e prevenzione del fenomeno di abusivismo nell’ospitalità alberghiera e complementare.

 
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