mercoledì 23 gennaio 2019

Vicenda Tap. Michele Emiliano: “Non è possibile fare l’ impianto senza applicare la Direttiva Seveso, senza garantire la sicurezza e la vita dei pugliesi. Noi non ci fermeremo”.

Vicenda Tap, incidente probatorio al Tribunale  di  Lecce, presente Michele Emiliano:  “Non  è possibile fare l’ impianto senza applicare la Direttiva Seveso, senza  garantire la sicurezza e la vita dei pugliesi. Noi  non ci fermeremo”.

Vicenda Tap, possiamo dirlo, una delle  “eterne vicende italiane e pugliesi”  in cui a rimetterci è soprattutto la comunità. Ma ad  esempio, ufficialmente, oltre  ai  comitati NO TAP, movimenti che si sono via via costituiti, continua nella propria posizione di contrarietà il  Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, presente presso il Tribunale di Lecce per l’ incidente probatorio.

L’udienza dinanzi al  Gip,  fissata  per l’esame  dai periti  nominati nell’ambito, appunto, dell’ incidente  probatorio sul  gasdotto  Tap, vicenda che rimane contraddittoria,  tra responsabilità,sottovalutazioni, ambiguità. Emiliano presente come  legale  rappresentante della  Regione, persona offesa nel procedimento.

Abbiamo raccolto le dichiarazioni di Michele Emiliano: “non capisco proprio  perché  bisogna  andare al risparmio sull’ applicazione della Direttiva Seveso, vorrei che  i cittadini capissero questa  situazione.  Faccio  un esempio: se  a casa vostra dovete montare  un impianto che  è sicuramente pericoloso  e quindi dovere applicare delle cautele particolari nel  caso in cui  andasse ad un regime di massima potenza, voi che cosa  fareste  se non applicare in sostanza le maggiori precauzioni ? Non capisco  quindi  perché  lo Stato  abbia tanta  fretta  di  chiudere questa  partita. Lo Stato  dovrebbe  pretendere, nei casi limite, l’applicazione   della  direttiva  per   il famoso  principio di precauzione  che  rappresenta  uno degli elementi  fondamentali  dell’ Unione  Europea.  L’Unione  Europea  dica che, nel dubbio,  non si toglie  una cautela ma la si aggiunge”.

E  poi  parte  la polemica  verso i periti: “I periti stavano  praticamente tentando di  interpretare la legge al posto dei giudici.  Un errore grave, perché  avrebbero solo dovuto  descrivere  la situazione  di fatto dagli impianti  per stabilire se si dovesse  dunque importare  l’applicazione della Direttiva  Seveso. Invece, hanno voluto  portare  avanti, dobbiamo ribadirlo,  quella   cultura  industriale  che non tiene  assolutamente  conto delle tutele ambientali, dei  rischi che sotto  questo profilo si possono correre. Per carità, nessun dubbio sulla valenza professionale di questi periti, ma bisogna  prima effettuare  esami preliminari sull’ impianto che tengano conto di  elementi cardine come la salvaguardia  ambientale e la sicurezza”.

Segue  l’appello   ai ministri   Costa  e Luigi  Di  Maio:  “e’  un  concetto  che i  due  rappresentanti del  Governo  devono  capire  e subito.  Non devono  pensare  che  noi  ci fermeremo  e  vorrei che  una cosa fosse chiara.  Sia  Di  Maio  che il Ministro  Costa  possono  ancora  intervenire, non devono  lasciare  ai giudici  il compito  di  decidere. Come  possono intervenire?  Pretendendo l’applicazione della Direttiva Seveso, rivalutando  dal punto di  vista  della  VIA  tutta  la vicenda ed eventualmente  introducendo  una  norma  che dato la vicinanza  dell’ impianto  all’ abitato, estenda  la  direttiva Seveso. La vita dei cittadini pugliesi deve essere tutelata, noi non ci fermeremo”.

Articolo  di  Ferdinando  Cocciolo.    
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