Bolle e balle.

giovedì 18 settembre 2008

Se una azienda non riesce a stare sul mercato è condannata al fallimento. Questo è successo alla quarta banca di investimenti degli USA, la Lehman Brothers. Un big bang da 600 miliardi di dollari.
Se una azienda non riesce a stare sul mercato e il suo crollo implica il disastro economico per interi settori dell’economia, lo stato ha il dovere di intervenire per sostenere l’impresa. Così funziona la democrazia solidale. Il fatto è che non si capisce più quale di queste due grandi verità sia quella giusta, che nello stesso luogo, nei medesimi giorni, si usano entrambe e contemporaneamente.


I pennivendoli che popolano i media del nostro benedetto e assurdo Bel Paese hanno elevato plausi di giubilo al crac della Lehman Brothers inneggiando alla funzione selettrice del dio mercato e alla fortuna che hanno gli USA ad avere questa regola. Il giorno dopo, l’ombra del fallimento ha lambito la AIG e la Federal Reserve è pesantemente intervenuta per tenerla in piedi con i soldi dei contribuenti. I medesimi “maître à lécherh di casa nostra hanno elevato plausi di giubilo alla scelta del Governo USA di sostenere una grande azienda momentaneamente in crisi.


Per la verità, in precedenza, il Governo aveva salvato Freddie e Funny, la Jp Morgan aveva acquistato Bear Stearns. Sembra che, il 16 settembre, Barclays abbia acquistato Lehman Brothers aspettandosi gli aiuti dello Stato, ma, caduti questi, ha abbandonato l’affare.


Insomma questo capitalismo americano somiglia sempre di più a quello italiano: se hai una azienda vai a competere sul mercato, se ti va bene sei a buon diritto membro dell’estabilishment, altrimenti puoi tranquillamente affondare o essere preda degli “shrank”. Ci sono invece i membri dell’estabilishment a prescindere, direbbe Totò. Essi sono membri, se le cose vanno male non falliscono, ma paga il contribuente, sicché il ceo di Aig, ovvero colui che ha la massima responsabilità dell’azienda e la ha portata sull’orlo del fallimento riceverà una liquidazione di una decina di milioni di dollari mentre il Governo Bush distribuirà sulle tasse dei cittadini le perdite di Aig, naturalmente con le proteste populiste del Sen. Mc Caine, candidato alla presidenza Usa con lo stesso partito di Bush.


Noi siamo abituati al “capitalismo straccione”, ai manager scelti per la propria capacità di portare aziende al dissesto per poi regalarle agli amici e agli amici degli amici, magari raccontando che la colpa è “del costo del lavoro” e “dei sindacati”. Certo, la corruzione alligna ovunque e ovunque ci possono essere quelli che sono li ad aspettare piatti di lenticchie o i trenta denari di rito, ma trovo singolare condannare solo Giuda o Esaù e, magari, assolvere Erode o Pilato, magari premiandoli con scintillanti buonuscite. Come si fa a non rammentare del sig. Cimoli, fulgido esempio di grande professionista del fallimento. Ha sempre raggiunto il suo scopo: in cambio di fior di milioni ha massacrato il sistema dei trasporti in italia, lasciando ai successori il compito di continuare e terminare il lavoro. Eppure, la voce comune di oggi, è “scurdammoce ’o passato”, la colpa è di tutti, e tutti dobbiamo pagare. E tutti pagheremo tranne quelli che hanno incassato e che continueranno ad incassare.


Va detto però che non è solo colpa di questo o quel paraculo che riesce a fare il parassita. Il sistema capitalista si è finanziarizzato e le bolle speculative si creano. Dopo un po’ le bolle scoppiano, da Enron a Worldcom, dalla Cirio alla Parmalat, dai fondi argentini ai più ruspanti “furbetti del quartierino”. Quando la bolla scoppia qualcuno si bagna. Roberta Amoruso, una giornalista del messaggero, ha illustrato con grande maestrìa e linguaggio comprensibile la bolla statunitense. Alle bolle bisogna abituarsi, è il capitalismo ragazzi, se ti piace ingoiarti le albicocche intere sappi che il giorno dopo ti tocca soffrire per il nocciolo!!!.


”Volareweb




Le bolle vengono ideate da mani esperte e menti raffinate, qualcuno disse che ci sono due tipi di criminali, quelli di serie A e quelli di serie B. I criminali di serie B rapinano le banche.
Le bolle poi vengono gonfiate da grandi spacciatori di minchiate a grandi masse di beoti attratti dall’affare con il solito trucco del “compare”, vecchio quanto il mondo. E allora alcune  questioni  rimangono aperte: per gonfiare una bolla, quante balle bisogna raccontare?


E’ troppo chiedere che i raccontatori delle balle che gonfiano le bolle, quando le bolle scoppiano, se ne vadano fuori dalle balle?


Pino De Luca (pino_de_luca@virgilio.it)


p.s.
Qualcosa di buono si vede all’orizzonte: nei prossimi mesi sarà molto più difficile andare a puttane, però, in compenso, sarà molto più facile votarle. Ma questa è un’altra storia...

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