martedì 5 febbraio 2019

Carella (Senso Civico): i partiti di sinistra riscoprano le potenzialità del "civismo di protesta"

Scrivere un commento sull’attuale situazione politica in cui versa il nostro Paese potrebbe risultare particolarmente facile. In questo momento, infatti, il Governo giallo-verde a guida Salvini-Di Maio sta lentamente (ma inesorabilmente) trascinando l’Italia verso un baratro fatto di recessione e di perdita di autorevolezza nello scacchiere internazionale. 

Un “paesicchio”, tanto per intenderci, ben diverso da quello che – pur tra mille difficoltà – aveva un peso sulle decisioni nel nostro Continente.

Ma la colpa non può essere attribuita ad improbabili colpi di testa dei cittadini-elettori. Se si è andati a finire addirittura a personaggi come Salvini e Di Maio è solo perché il mito del partito del leader – rappresentato negli anni scorsi da Renzi e da Berlusconi – ha dimostrato sino in fondo i suoi limiti, escludendo da ogni fase del processo decisionale proprio i cittadini che questi personaggi li avevano creati. 

E allora, da dove ripartire? A noi interessa un processo di rifondazione (e quindi di recupero di consensi) del centro sinistra. Ed il punto dello start è senza dubbio legato alla capacità di organizzazione dell’azione politica sulla base delle idee da porre alla base di un progetto di governo del Paese. 

Il “renzismo” – dobbiamo dirlo a voce alta – è fallito prematuramente anche perché l’assurda politica delle epurazioni ha privato le nostre case (partiti) di esperienze insostituibili ed ha ristretto la cerchia degli aventi “diritto di parola” a pochi intimi. Una politica ad escludendum che ha fatto scendere repentinamente l’asticella del consenso verso il basso ed ha fatto salire chi (attraverso i social) ha parlato alla pancia del Paese, vendendo per gioielli delle patacche arrugginite. 

Molta gente ha pensato che forse dietro c’era un trucco, ma nel frattempo ha apprezzato che gli veniva restituito il diritto di parola, la facoltà di scegliere la classe dirigente, di far parte di quest’ultima pur non avendo alcuna esperienza. 

Insomma, un minestrone di falsità, promesse irrealizzabili e incompetenze che ha conquistato milioni di voti a fronte dell’incapacità di dialogo con uomini e donne dei “partiti del leader”, ossia di Renzi e Berlusconi. 

Oggi – e torniamo alla sinistra – il Partito Democratico tenta di tornare in prima linea, ma le sue miopie e le sue lacerazioni interne gli impediscono di trasformarsi in catalizzatore di consensi per dar vita ad un campo politico ampio.
Se si parte da questa considerazione, diventa certamente più semplice comprendere i motivi che hanno spinto tanti militanti in partiti di sinistra e progressisti a riscoprire le potenzialità di un “civismo di protesta”, finalizzato prima di tutto a restituire dignità all’Italia ed a creare un argine contro scelte razziste che mirano a cancellare valori fondanti come quelli della solidarietà e della democrazia.
 
Se si compierà uno sforzo per comprendere questa scelta, forse diventerà più semplice rideterminare le condizioni ideali perché il grande popolo della sinistra torni a credere che questo Paese non può continuare ad essere lasciato nelle mani giallo-verdi.

Valentina Carella – Senso Civico per la Puglia

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