venerdì 22 marzo 2019

Cisternino. 22enne “graffitaro” del luogo denunciato per deturpamento e imbrattamento di cose altrui, nonché di beni immobili di interesse storico o artistico.

I Carabinieri della Stazione di Cisternino a conclusione delle indagini hanno deferito in stato di libertà un 22enne del luogo, ritenuto responsabile di deturpamento e imbrattamento di cose altrui, commesso su beni immobili anche di interesse storico o artistico nel Comune di Cisternino. 

Gli accertamenti sono scaturiti a seguito dell’imbrattamento con scritte del tipo “graffiti” effettuate con vernici spray di vari colori, sui muri esterni e sugli infissi sia di edifici privati che di proprietà del Comune, ricadenti nel centro storico di Cisternino. Tra gli edifici su cui l’indagato ha disegnato è da annoverare anche la Torre Civica sita in piazza Garibaldi all’ingresso del centro storico. L’identificazione dell’autore è avvenuta a seguito dell’esame delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati collocati all’interno del centro urbano, attività condotta con l’ausilio della Polizia Locale di Cisternino. Da un computo è emerso che i graffiti disegnati sia sugli infissi, sia sulle serrande che sulle pareti delle abitazioni sono in totale nel numero di 25 

La maggior parte dei graffiti sono stati effettuati nella notte del 3 febbraio 2019, pertanto alcuni tra i proprietari residenti si sono accorti del deturpamento la mattina seguente. Le parti offese proprietarie degli immobili hanno nei giorni successivi formalizzato la denuncia nei riguardi dell’autore dei graffiti all’epoca sconosciuto, ora individuato. Il giovane sarà chiamato a rispondere del reato previsto dall’art.639 del codice penale che punisce chi deturpa o imbratta le cose mobili altrui.

Comunque il reato è stato commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati si applica invece la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300,00 a 1.000,00 €, e se il fatto è stato commesso su cose di interesse storico o artistico si applica la pena della reclusione da tre mesi ad un anno e della multa da 1.000 a 3.000 €.

Importante è l’ultimo comma della norma, aggiunto dal decreto legge del 20 febbraio 2017 n. 14 in materia di sicurezza delle città, ovvero che con la sentenza di condanna per i reati commessi su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati o su cose di interesse storico o artistico il giudice può disporre l’obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero l’obbligo a sostenerne le relative spese o a rimborsare quelle a tal fine sostenute.
 
 
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