giovedì 25 aprile 2019

Xylella: risposta No TAP Brindisi alla Regione Puglia, direttore Nardone, articolo del 24 ottobre sul Quotidiano di Puglia

Xylella: risposta No TAP Brindisi alla Regione Puglia, direttore Nardone, articolo del 24 ottobre sul Quotidiano di Puglia

Il Movimento No TAP di Brindisi sottolinea che i 160 ulivi trovati infetti e da abbattere secondo la determina regionale n.37 del 18 marzo 2019 non sono “nell’attuale zona ex contenimento”, ma attualmente in zona infetta, e il direttore del Dipartimento Regionale all’Agricoltura Gianluca Nardone dovrebbe riconoscere che tale zona, dopo la Decisione UE del 27/06/2018 e dopo la delibera della sua giunta n.1890, di ottobre 2018, è   infetta, e non con giro di parole ossimorico, “nell’attuale zona ex contenimento”. E dato che la determina stessa cita tali norme come riferimento, sono le più recenti norme a prevalere a livello temporale. Inoltre ogni matricola iscritta al primo anno di Giurisprudenza sà che esiste una gerarchia delle fonti giuridiche e una Decisione Europea prevale su qualsiasi norma regionale….

E dichiarare, come fa il direttore Nardone, che “la Regione potesse contemplare ispezioni anche nella zona ex contenimento” non ha corrispondenza con nessuna delle norme citate in determina che richiamano il concetto di emergenza e di diffusione del batterio: se, come riconosciuto dal decreto Martina prima e poi dal disegno di legge Centinaio in approvazione al Senato, la sputacchina, l’insetto vettore, può percorrere un raggio di 100 metri dall’albero infetto in una annata, ci vorrebbero almeno 40 anni prima che il nostro insetto infetto brindisino possa arrivare ai limiti della provincia nella zona di contenimento che dista almeno 40 km da Contrada Mascava. Quale emergenza e quale pericolo di diffusione rappresentano i 147 ulivi brindisini?  Intanto 13 ulivi, peraltro verdi e vegeti, sono già stati abbattuti fuori dai termini. La Regione non farebbe meglio a svolgere i monitoraggi nella attuale zona di contenimento invece di spendere soldi inutili per le analisi ELISA, molto costose, nella zona infetta o chiamatela pure “attuale zona ex contenimento”?

In ogni caso, i termini prescrittivi di estirpazione, fissati in 20 giorni dalla determina regionale del 18 marzo 2019, da effettuare a cura dell’ARIF, sono scaduti: e la determina prevede ““che chiunque non adempie alle disposizioni impartite ovvero provoca ritardi nella loro applicazioni è perseguibile ai sensi degli artt. 500 e 650 c.p.”. 
Chiediamo di nuovo alla Regione di annullare la delibera per scadenza dei termini e diffidiamo l’ARIF a procedere con ulteriori abbattimenti illegittimi, pena denuncia ex. Art. 500 e 650 c.p.

Movimento No TAP Brindisi
 
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