giovedì 9 maggio 2019

Brindisi. Art. 1 Mdp: opportuno sospendere il bando per la gestione dei beni monumentali

L’approvazione del bilancio è stato l’avvio di quell’opera di risanamento non solo perché promessa dalle forze che compongono l’attuale maggioranza di centrosinistra ma necessaria per rimettere in sesto le finanze comunali per molto tempo gestite in maniera irresponsabile e disordinata. La rottura con il passato non può essere solo uno slogan.

E proprio per rompere con il passato sono necessari atti conseguenti, coerenti e condivisi. La polvere sotto il tappeto nel corso degli anni è stata messa e coperta da una struttura amministrativa che per le continue crisi politiche interrotte ha preso il sopravvento sulla politica condizionandone scelte e indirizzi. Si è creata una commistione che non aiuta la rottura con il passato.

Oltre alla vecchia gestione del bilancio di cui si pagano le conseguenze, ci sono settori dove i legami con la struttura amministrativa rischiano di pregiudicare ogni volontà e propositi di cambiamento e innovazione. Vanno pertanto recisi con coraggio e determinazione per ripristinare gli indirizzi della giunta e del consiglio comunale.

Le gestioni commissariali hanno contribuito a questa commistione e l’ultima ha introdotto sistemi, rapporti che invece di riportare a certezza e a trasparenza le gestioni di vari settori hanno ulteriormente creato precedenti e hanno ulteriormente contribuito ad un sistema di affidamenti discrezionali in cui la struttura apicale ha avuto il suo ruolo così come i rapporti extraistituzionali costruiti in qualche cerchio magico creatosi attorno alle gestioni commissariali.

Ci sono dirigenti e bellimbusti fuori dalle istituzioni che con il loro invadente e opportunistico trasversalismo, rafforzatosi durante la gestione commissariale, ne hanno ricavato incarichi e coperture. Convenzioni e affidamenti che questa amministrazione si è ritrovata in conseguenza di questo sistema hanno bisogno non solo di rottura con il passato ma anche di procedure diverse e più trasparenti che non possono essere gestite con i vecchi sistemi. La città nella crisi in cui si trova ha bisogno di tanta aria pulita da far respirare a tutti.

La vicenda del bando per la gestione dei beni monumentali e per la loro fruizione turistica è apparso come figlio un vecchio sistema che è duro a morire. I soldi pubblici, pochi o molti che siano, non devono essere  utilizzati per far lavorare qualcuno ma  per offrire servizi di qualità. La gestione dei beni monumentali, culturali, e la loro fruizione turistica richiede più di ogni cosa, un salto di qualità per le potenzialità che la città ha.

Per questo ci sarebbe bisogno di una riflessione condivisa sulle esperienze fatte e in atto a seguito delle vecchie impostazioni, sui risultati, sulle forme di rendicontazione delle spese sostenute e sui costi dei servizi, prima di decidere. Il bando di cui si parla non ha dato questa sensazione ai più.

Una amministrazione che è del cambiamento non può permettersi nemmeno di apparire legata a logiche del passato. Brindisi ha bisogno di professionalità riconosciute e all’altezza per aiutarla a farla uscire dal pantano in cui è stata portata. Se può servire come esempio e metodo per affrontare in piccolo le nostre potenzialità culturali, storiche, monumentali e i beni che le rappresentano (da non confondere con collezioni private di basso valore) può essere utile l’esperienza del ministro Franceschini quando per rilanciare i più importanti musei italiani fece ricorso alle migliori pratiche e professionalità europee. Non si fece condizionare dall’esistente e volò alto. Il successo di quelle scelte hanno rilanciato il sistema museale italiano.

Sarebbe opportuno sospendere il bando e che le forze di maggioranza assieme al sindaco si incontrassero per definire meglio obiettivi, strumenti e procedure per la individuazione di soggetti in grado anche in questo settore così ricco ma sempre trascurato ci si possa avvalere delle necessarie professionalità e competenze. 

Il coordinamento cittadino di Art. 1 Mdp
 
 
 
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