martedì 18 giugno 2019

Livia ANTONUCCI FI. -Endometriosi, dare applicazione alla Legge regionale n. 40/2014.

Tre milioni sono le donne affette da endometriosi in Italia. Nel 2014 la Regione Puglia si è dotata di una Legge specifica a tutela delle donne affette da questa patologia, rimasta inapplicata. 

La legge avrebbe previsto l’istituzione dell’Osservatorio regionale sull’endometriosi, con l’obiettivo di determinare una precisa stima dell'incidenza patologia, raccogliere dati e statistiche sulle azioni tese ad agevolare la prevenzione, la diagnosi precoce e il miglioramento delle cure ed anche l’istituzione di un Registro regionale dell’endometriosi la cui finalità è “la raccolta e l’analisi dei dati clinici e sociali riferiti alla malattia al fine di stabilire appropriate strategie di intervento, di monitorare l’andamento e la ricorrenza della malattia, di rilevare le problematiche connesse e le eventuali complicanze”. 

L’endometriosi è classificata oggi come una patologia cronica invalidante, molto diffusa, difficile da diagnosticare e che colpisce le donne soprattutto in età produttiva. Si tratta di una patologia che implica forti ripercussioni sulla sfera familiare, sociale e lavorativa delle donne che ne sono affette, con un impatto estremamente negativo sulla qualità della vita. Basti pensare che molte di queste donne non riescono a svolgere una normale attività quotidiana. 

Oltretutto, questa patologia risulta estremamente costosa: circa 3.000 euro il costo stimato per le spese di assistenza sanitaria, mentre a 6.000 euro circa ammonterebbero i costi stimati per la perdita di produttività, per un costo totale a carico di ciascuna donna di circa 9.000 euro. 

In questo scenario, così complesso, si rende urgente l’applicazione della Legge per affrontare opportunamente il problema. 

Come già sottolineato dal Consigliere regionale di FI Domenico Damascelli nella sua interrogazione rivolta al Governo regionale, la Legge 40/2014, per motivi ai più sconosciuti, non ha trovato applicazione. 

Il Presidente Emiliano pare non sia interessato all’argomento, tant’è che anche l’interrogazione di Damascelli è rimasta senza risposta.

Diventa davvero fondamentale istituire l’Osservatorio regionale sull’endometriosi e il Registro regionale dell’endometriosi al più presto, come peraltro già avviene in numerose regioni italiane. 

Bisognerebbe individuare i centri regionali di riferimento, attuare un piano d’azione che preveda un maggior coinvolgimento delle associazioni che si occupano di tale patologia, promuovere campagne di informazione in grado di educare pazienti e cittadini sulla patologia, predisporre corsi di formazione per medici, infermieri, psicologi e tutti gli operatori sanitari coinvolti nel percorso di cura di queste donne. 

Dal 2014 ad oggi sono trascorsi 5 anni e nulla è stato fatto. 5 anni di occasioni sprecate. 

A quanto pare al Presidente Emiliano nulla vale il miglioramento della qualità di vita di pazienti affette da endometriosi e nulla vale la dignità di queste donne.
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