giovedì 7 novembre 2019

La vicenda dell’ inquinamento della Discarica di Autigno e delle condanne, esempio di “giustizia ambientale “, dopo diversi anni di lotte e denunce .

Martedì 5  novembre,  è stato  sicuramente un giorno molto importante per chi, da  anni, si batte  per la tutela  dell’ ambiente  e la salute dei cittadini, per tutte  quelle  associazioni, movimenti,  comitati  che  hanno creduto, continuano  a credere  in una giustizia che  tuttavia  non sempre  è in linea con le aspettative.
 
“Chi inquina paga“, non è  più  utopia, mere  parole  solamente  propagandate  ma  mai attuate.    La  vicenda   dell’ inquinamento  (da anni….) della Discarica  di   Autigno,  con  due  condanne  per violazioni  in materia  ambientale,  rappresenta  un esempio  di  “giustizia  ambientale”,  dopo   diversi  anni  di lotte  e denunce.
 
Una vicenda (che il nostro giornale  on line  ha puntualmente  seguito e raccontato) in cui,  se parliamo  di errori, strafottenze, sottovalutazioni, anche la  politica ha fatto  la sua  parte.   Discariche, impianti,  rifiuti,  si  sa… problemi  grandi  in un  Paese  dove  c’è  ancora gente senza  scrupoli che  traffica, viola, specula  sull’ ambiente e  la  salute, non  rispetta  leggi  e normative.

Ma  ora, come  detto, si  fa  un grosso passo  in avanti, basta  continuare  sulla strada  giusta, quella della giustizia, della legalità.  Due  condanne (per  cui  solo  una prescrizione  ha  praticamente  portato all’ estinzione di una parte dei reati):  l’ imprenditore Luca Screti  condannato  a cinque  mesi  di  arresto in  qualità  di  ex  amministratore unico  della società  Nubile  s.r.l. (che aveva  in gestione l’ impianto),  e  Giuseppe Masillo   (ex  Direttore  Tecnico)  alla pena  di un  mese  di arresto.
 
Le  accuse nei loro confronti, confermate  dal Tribunale, sono  pesanti  e inequivocabili:  violazione dell’ Autorizzazione Integrale  Ambientale  (AIA), elemento  del resto denunciato  e rimarcato non solo  dagli organi  inquirenti  ma  anche  da  quei comitati, associazioni, movimenti  che si sono costituiti  parte civile  nel  processo penale.

Dunque,  Screti e Masillo  sono stati  riconosciuti   colpevoli  per  “reati  contestati  in epoca  successiva  al  5 novembre  2011“.   Pene  sospese,  ma  questo  non cambia  assolutamente  la  “sostanza”  di un provvedimento  che deve  essere  un punto di riferimento .
 
Dicevamo delle  parti  civili, che  nel processo  penale, in questa vicenda, non rappresentano  solo “se stesse”, ma  anche la comunità  che in tutti questi  anni  ha subito solo danni, in termini  di tutela  dell’ ambiente e della salute.  Comune  di San  Vito dei Normanni  (costituitosi  con  l’ avv.   Pasquale Angelini ) ,  l’ associazione  Italia  Nostra onlus  (con  l’ avv. Cosimo  Manca), Comitato   Salute  Ambiente e  Territorio (presieduto  da diversi  anni  da  Maurizio  Tamborino)  rappresentato  dagli avvocati  Francesco  Monopoli  e Giuseppe  Durano, Lega  Ambiente   Comitato regionale Pugliese (che si è costituito con l’ avv. Stefano Latini) .
 
“I danni  sono stati liquidati equitativamente  in cinque mila euro”  per ciascuna di queste  realtà, ricordando che  tra  l’altro  il Comune di  Brindisi non si è costituito. 
 
La Discarica  di  Autigno,  che  in tutti questi  anni  ha  operato  in una porzione di territorio  tra  Brindisi e San Vito  dei  Normanni, praticamente abbandonata  a se stessa  e  inquinata  (con  le Contrade  Autigno, Formica, Mascava, Serranova).  Persone, famiglie  che  in questa  zona   hanno  o hanno avuto case e sono state danneggiate   dalla presenza delle  discariche.  Come  il  Presidente  del  Comitato Salute  ambiente  e Territorio Maurizio  Tamborino a cui, in solido, Screti, Masillo e  Nubile s.r.l.,  sono stati  condannati  a  pagare  quale  risarcimento  “una  provvisionale  di 10 mila euro ciascuno “,  “ in separato  giudizio civile “. Tamborino (dunque, persona offesa  designata  dal Tribunale  di Brindisi, ex  Maresciallo  della Guardia  di Finanza Nucleo  Speciale  Polizia  Valutaria) e il suo  Comitato, da  anni conducono una battaglia  per  quella zona  ed ora  ottengono un risultato importante.
 
I difensori  di Screti  e Masillo  hanno già  preannunciato  il ricorso  in appello, dopo che saranno depositate  entro  90 giorni  le  motivazioni  della sentenza. Intanto, chi ha sbagliato (come in tutti i settori della vita) deve pagare, soprattutto quando  si tratta di danni arrecati  all’ ambiente e alla  comunità. E’ stato deciso il dissequestro  dell’ impianto,  ma questa  è un’ altra storia …..  e, spesso,  la  giustizia  trionfa …..
 
di Ferdinando Cocciolo .    
 
 
Domenica 10 novembre, alle ore 18.30, presso la Feltrinelli point Brindisi in corso Umberto I n. 113, si terrà ...
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