sabato 18 gennaio 2020

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LE VERITA’ NEGATE – REPRESSIONI E RAPPRESAGLIE NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE”

Lunedì 20 gennaio alle ore 18,00 presso la sede della Società di Storia Patria in piazza di Portici

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LE VERITA’ NEGATE – REPRESSIONI E RAPPRESAGLIE NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

Ospiti gli autori Mario Gianfrate e Nicola Colonna con i quali dialogherà il giornalista Franco Lisi

 

Nuova iniziativa della sezione di Fasano della Società di Storia Patria per la Puglia che presso la propria sede (sala dell’affresco in piazza dei Portici) presenta alle ore 18,00 di lunedì 20 gennaio il libro “Le verità negate”.

Si tratta di un libro contro la guerra. Con un linguaggio senza fronzoli, duro, efficace, Mario Gianfrate racconta una guerra diversa – parliamo della prima Guerra Mondiale -, la guerra vera con la crudezza della realtà che ha poco di patriottico: racconta di ingenti masse di contadini mandati al massacro, di una generazione ingoiata dalle fauci di uno sterminio come “carne da macello”. E il racconto si fa denuncia delle rappresaglie spietate e inumane ordinate contro i soldati, i fanti-contadini, che, come si esprime l’autore, “mostravano titubanza in faccia al nemico”.

Denuncia puntuale, peraltro, con documenti inediti, trovati nel lavoro di ricerca storica che, narrando di fucilazioni di massa nei confronti di chi si ribellava alle angherie, di condanne comminate senza uno straccio di processo, punta l’indice contro i vertici militari italiani e lo stesso Governo.

Sul campo della gloria e dell’onore, secondo l’assurda logica di Cadorna,- scrive Gianfrate – è reato mostrare codardia “in faccia al nemico”. Se a questo si aggiunge che sottufficiali e carabinieri, protetti nelle trincee, avevano il compito di sparare addosso ai soldati italiani che, nell’attacco, indugiavano perché presi dal panico nell’avanzare, il quadro evidenzia quanto cinico e inquietante fosse il regime di disciplina imposto da Cadorna. Ma la denuncia va ancora oltre, si addentra nelle menzogne e nelle ritorsioni riservate ai soldati presi prigionieri a Caporetto, considerati “traditori”, un’altra pagina nera che non fa onore né a chi le mise in atto, né a chi le ha coperte.

Un saggio, dunque, che si inserisce a pieno titolo nel filone del revisionismo storico sul conflitto mondiale che sconvolse l’Europa intera e che prepara le condizioni per quello successivo degli anni 1940/45, preceduto da una pregevole e dettagliata introduzione di Nicola Colonna, tra gli intellettuali più lucidi della nostra terra, che ricostruisce con una precisa analisi le cause reali del conflitto.

Dunque, un saggio che si legge tutto d’un fiato sulla guerra vista dalla parte dei soldati per i quali la guerra si può riassumere in un breve scritto trovato nelle tasche di un soldato morto sulle Dolomiti: “Tutti avevano la faccia del Cristo, nella livida aureola dell’elmetto. Tutti portavano l’insegna del supplizio nella croce della baionetta, e nelle tasche il pane dell’ultima cena, e nella gola il pianto dell’ultimo addio”.

 

 “Dio è morto e neanch’io mi sento tanto bene” è il titolo del nuovo spettacolo ...

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