lunedì 3 febbraio 2020

CRISI DEL PORTO DI BRINDISI, D’ATTIS (FI) INTERROGA IL MINISTRO DE MICHELI

L’on. Mauro D’Attis (Forza Italia) ha presentato un’interrogazione diretta al ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, sullo  in cui versa il porto di Brindisi.

“A causa di un’incomprensibile presa di posizione del Provveditorato Interregionale per le opere pubbliche –dichiara D’Attis- è bloccata ogni realizzazione infrastrutturale nello scalo brindisino. Sul punto, presentai già un’interrogazione, 
il 18 novembre scorso, rivolta al presidente del Consiglio e al ministro dello Sviluppo Economico senza ottenere alcuna risposta.

Mi auguro che il ministro De Micheli venga a rispondere nella sede deputata, ovvero il parlamento, anche perché nell’incontro previsto per oggi a Brindisi, il Sindaco Rossi non ha avvertito la necessità di invitare parlamentari e consiglieri regionali (o almeno non ha invitato me).  Una circostanza strana e spiacevole, soprattutto se si considera che per un’analoga iniziativa, programmata per oggi a Taranto con il ministro, ho ricevuto un invito da parte del presidente della Autorità portuale jonica.

La situazione del porto di Brindisi è davvero preoccupante perché non è ancora stato definito un processo di trasformazione dell’economia industriale da attuare in contemporanea con la fase di ‘decarbonizzazione’. Occorrono investimenti infrastrutturali per favorire il passaggio da scalo asservito prevalentemente alla grande industria ad un porto dotato di quanto occorre per inserirsi a pieno titolo nel mercato della logistica.

Tutto questo – conclude D’Attis – rischia di essere vanificato da posizioni inaccettabili di organismi tecnici che, di fatto, hanno determinato un vero e proprio conflitto istituzionale a danno del porto e di tutta la città di Brindisi”.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

presentata dall'On. MAURO D'ATTIS il 03/02/2020 11:07

Al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti - Per sapere - premesso che:

- Già in data 18 novembre 2019 i sottoscritti avevano presentato interrogazione a risposta scritta al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dello Sviluppo Economico rappresentando la grave crisi in atto nel porto di Brindisi dovuta essenzialmente all’insistente attuazione della trasformazione dell’economia industriale del territorio legata essenzialmente al processo di “decarbonizzazione” delle centrali termoelettriche in corso;

ï­ Una possibile, parziale, risposta potrebbe giungere da una adeguata programmazione di investimenti infrastrutturali volta ad accompagnare la transizione di cui sopra, mirata ad affrancare lo scalo dal prevalente servizio alla grande industria in favore di un più congeniale e sostenibile assetto multifunzionale dedito alla logistica, in linea peraltro con la grande vocazione storica del porto di Brindisi;

- Detta azione, in parte posta in essere dalla competente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, sconta nell’ultimo periodo una notevole difficoltà nella definizione dei procedimenti di approvazione dei progetti che impedisce evidentemente la concretizzazione degli investimenti, finanziati peraltro da fondi dell’Unione Europea (Interreg, POR FESR, PON) la cui stretta temporalità, dettata dai rispettivi programmi, è già ampiamente se non definitivamente compromessa;

- In particolare, da ultimo, il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche Campania Molise Puglia e Basilicata, ha sospeso, di fatto, ogni procedimento autorizzativo alla esecuzione dei lavori fino alla approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale a termini dell’art.5 della L.84/94 e ss.mm. e ii. (o di varianti al PRP vigente), condizionando i detti interventi alla stesura di una nuova pianificazione i cui tempi, notoriamente ampi e non definibili a monte, annullerebbero ogni aspettativa di breve termine, pur non ricorrendone le fattispecie poiché ritenuti coerenti con l’assetto funzionale vigente;

- Non appare rispettosa delle previsioni di legge la posizione assunta dal competente Provveditorato di poter ritenere un piano regolatore portuale non più vigente e di chiedere dunque per la realizzazione di qualsivoglia opera, anche la più minima (come ad esempio il potenziamento di infrastrutture già esistenti) il ricorso a preventive procedure di variazione degli atti pianificatori;

- Il comma 3 dell’art. 27 della L.84/94 e ss. mm. e ii., effettivamente, recita “I piani regolatori portuali vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge conservano efficacia fino al loro aggiornamento, da effettuare secondo le disposizioni di cu all’art. 5”.

- La impostazione del Provveditorato risulta quanto meno discriminatoria per il porto di Brindisi, visto che esso non è affatto in situazione differente rispetto a tanti altri porti nazionali retti tuttora da piani riferiti a leggi antecedenti la L. 84/94 e dove, ordinariamente, vengono realizzate opere pubbliche, sebbene non previste puntualmente nei detti piani, senza cioè che le stesse vengano condizionate dall’obbligatorietà di nuova pianificazione;

- se è a conoscenza di detta siffatta situazione e quali iniziative il Governo ha predisposto o intenda predisporre al fine di sbloccare concretamente il grave conflitto istituzionale venutasi a creare.

On. MAURO D'ATTIS

 

 


 
 
 
 
Nell’ambito delle iniziative organizzate per l’anno in corso dal Museo Archeologico “F.Ribezzo” ...
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