mercoledì 1 luglio 2020

Legambiente Brindisi sul dramma xylella

6 milioni di ulivi infetti, 1,2 miliardi di euro di danni e 5 mila posti di lavoro persi. Agricoltori in ginocchio, frantoi svenduti.

Foglio 46 particella 346: abbattuto l’ulivo meglio conosciuto come il Principe di Carovigno, zona Serranova al limite della Riserva di Torre Guaceto. Il su citato ulivo, è in agro di Carovigno, cioè zona infetta, dove non c’è più l’obbligo all’ estirpazione: infatti la DDS24/19 definisce l’agro di Carovigno” ricadente nella nuova ex zona di contenimento”, definizione non prevista nella Decisione (UE)2018/927, e con DGR 548 del 21 aprile2020 tale  zona non è più definita.

Un pastrocchio ...inventando di sana pianta la nuova zona infetta ex contenimento, il risultato è stato l’abbattimento di ulivi secolari con provvedimenti illegittimi.

Il decreto di abbattimento di questi alberi è del 7 aprile 2020, e fa riferimento alla DGR del 2018, gli abbattimenti sono iniziati il 18 maggio, dopo  il nuovo DGR del 21 aprile che, di fatto, non prevede l’espianto. La cura del territorio e degli alberi affetti non solo da Xylella ma anche da altri patogeni, nella zona infetta, va lasciata fare dai proprietari.

Si impegnino invece le risorse per la nuova zona contenimento e cuscinetto, dove si. le piante malate vanno tagliate per il contenimento del patogeno, se questo è quanto la scienza dice.... La lotta va fatta anche e specie al vettore, seguendo le buone pratiche, come da sempre, suggerisce Legambiente.

Nella confusione totale della programmazione e della gestione della lotta alla Xylella, la cui presenza ormai è stata accertata anche nel barese e più precisamente a Locorotondo si è inserito un episodio nell’abbattimento di ulivi secolari a ridosso di Torre Guaceto: agricoltori, assegnatari di terreni da parte dell’Ente riforma fondiaria e cittadini fra i quali Maria Filomena Magli già componente della segreteria regionale di Legambiente hanno manifestato pacificamente il loro dissenso, sottolineando che nessuna notifica era stata trasmessa prima dell’intervento da realizzare e fatto presente che quest’ultimo non poteva avvenire senza la presenza dell’ispettore ARIF.

Tutti i presenti, identificati sul posto sono stati invitati a recarsi in questura, laddove hanno ricevuto la comunicazione di iscrizione nel registro degli indagati per interruzione di pubblico servizio, malgrado i rappresentanti della ditta incaricata avessero deciso autonomamente di interrompere gli abbattimenti, sicuramente a causa dei rilievi mossi in riferimento alla regolarità e legittimità dell’intervento.

Sin dal suo inizio, la storia della Xylella in Puglia è stata caratterizzata da pressapochismo, omissioni, ritardi, contraddizioni e contrasti nell’azione della Pubblica Amministrazione ed a pagarne le conseguenze sono stati paesaggi rurali devastati, quali la piana degli ulivi secolari, produzioni agricole di altissimo pregio e agricoltori e contadini che garantiscono queste produzioni e da esse ricavano il sostentamento della loro famiglia e dell’intera filiera dell’olio d’oliva. 

L’iscrizione nel registro degli indagati citata, ulteriormente aggiunge al danno la beffa. Legambiente Brindisi seguirà con attenzione gli sviluppi della vicenda e riconferma il pieno appoggio a chi ha ricevuto e continua a ricevere danni ed a chi è stato raggiunto da provvedimenti giudiziari che giudica immotivati e in particolare sostiene l’impegno di Maria Filomena Magli, socia del circolo brindisino, che recentemente è stata eletta componente della giunta del Parco delle Dune Costiere che grazie soprattutto all’opera del suo ex direttore Gianfranco Ciola è oggi uno dei pochi esempi assolutamente virtuosi dei parchi regionali.

Legambiente Brindisi circolo Tonino Di Giulio
Il presidente Doretto Marinazzo
 
Anche quest’anno, così come avvenuto nel 2019,  il Museo Archeologico “F.Ribezzo” di ...

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