Proposta concreta al neoeletto Presidente Michele Emiliano per il riciclo delle mascherine monouso in modalità sicura e sostenibile.

venerdì 30 ottobre 2020
Per proteggersi dal Covid-19 la popolazione sta utilizzando le mascherine di comunità lavabili ad alte temperature oppure quelle chirurgiche usa e getta. Purtroppo, la pandemia ha portato a un incremento nell'uso di materiale usa e getta in un Paese che già ha gravi problemi di smaltimento dei rifiuti a tutela dell'ambiente e, troppo spesso, a vantaggio delle ecomafie.

Secondo i dati del Ministero, agli studenti delle scuole di tutti gli ordini e gradi vengono fornite 11 milioni di mascherine al giorno, a cui si aggiungono le dotazioni distribuite a tutto il personale. Il rapporto dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) sulla presenza e i danni della plastica nel Mediterraneo, pubblicato il 27 ottobre scorso, denuncia come l'Italia risulti essere tra i Paesi del bacino maggiormente responsabile dell'inquinamento con ben 34 mila tonnellate, secondo solo all’Egitto.

La Federazione dei Verdi pugliesi aderisce alla mobilitazione proposta da Rifiuti zero e altre associazioni nazionali che si svolgerà per i giorni 30 e 31 ottobre “Mascherine usa e getta? Vogliamo spreco zero!” e, nell'augurare buon lavoro al neoeletto Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, vuole attirare la sua attenzione e quella della giunta costituenda sul fatto che le mascherine chirurgiche sono composte di polipropilene, materiale già abitualmente riciclato e venduto a 355 euro a tonnellata.

Il polipropilene è lavorato a quasi 200 gradi Celsius che sono sufficienti a sanificare il ciclo di produzione che lo utilizza e riutilizza. Pertanto, non sembrano esserci problemi tecnici per il suo riuso tranne che gli aspetti logistici legati alla sua raccolta in sicurezza.

La Federazione dei Verdi pugliesi propone, dunque, al Presidente Emiliano che venga attivato un tavolo di confronto con le aziende del settore ed un altro con i rappresentanti dei Comuni e l’ANCI per organizzare una raccolta separata e specifica che preveda l'identificazione di luoghi opportuni presso aziende, scuole, uffici pubblici, farmacie, isole ecologiche.

Nei casi, invece, delle mascherine di comunità si può scegliere di attivare i canali si comunicazione noti per illustrare le tecniche più opportune per la loro sanificazione come da indicazioni del Ministero della Salute.

In entrambe le ipotesi, la filiera produttiva del riciclo e del riuso delle mascherine può creare ulteriori opportunità di impiego e, quindi, nuovi posti di lavoro. La green economy è un'opzione concreta e anche la sola gestione ecosostenibile di un problema comune ne è una dimostrazione.

Fulvia Gravame - Co-portavoce Federazione dei Verdi Puglia
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