giovedì 26 novembre 2020

Due episodi di gatti abbandonati a Brindisi, situazioni non più accettabili: ci vogliono interventi immediati e una maggiore sinergia e condivisione.

Quante volte abbiamo sentito dire “l’ animale è il miglior amico dell’ uomo e va  amato”. Dichiarazioni su cui (tranne qualcuno…..  perché  le eccezioni  ci sono sempre  nella vita) siamo tutti d’accordo, ma  il fatto che  “questo grande amore”, poi deve  essere  dimostrato con i  fatti.

E quello che, ormai da diverso tempo, sta avvenendo a Brindisi, nel territorio, è  vergognoso, inaccettabile, offensivo per quella parte sanadella comunità che, invece,  con i fatti, ama gli animali, segnala, denuncia, cerca (spesso, in alcuni casi  trovando  purtroppo “muri”)  condivisione.

Due episodi, avvenuti nella giornata odierna, che denunciamo con tutte le nostre forze  e naturalmente  lo strumento dell’ informazione e la comunicazione, con  la speranza  che non capitino più, siano accertate le responsabilità, ci sia  anche (e lo affermiamo  senza alcuna polemica ma con istanza appunto di sinergia e condivisione) una  maggiore  attenzione  istituzionale e da parte degli organi preposti verso queste  problematiche.

Una  donna brindisina, in  Viale  San Giovanni  Bosco, che praticamente  abbandona  un gattino in un’  aiuola, non passata  inosservata  da  testimonianze che  la  “inchiodano” di fronte alle sue responsabilità. Il  felino  dunque  trattato come “un’ immondizia”. 

Peccato  però (come spesso accade) che, almeno per il momento, la  “donna bestia”  non sia stata individuata e fermata, ma  intanto la vicenda è stata segnalata agli organi preposti, e non vogliamo proprio che  finisca qui.

Alcuni  cittadini, insieme alla volontaria Antonella Brunetti (sempre presente quando si tratta di salvare e tutelare i gatti e non solo), hanno subito allertato telefonicamente  la Polizia Locale che, lo ricordiamo (parallelamente ad una serie di iniziative messe in atto  dall’ Amministrazione  Comunale  di Brindisi ), ha  attivato proprio una Task Force  composta da alcune unità, per occuparsi del randagismo, le coloniefeline, i loro curatori  e le diverse  problematiche.

Ma i  diretti  interessati, interpellati, affermano che “la Polizia Locale ha risposto negativamente alle diverse sollecitazioni di intervento, che miravano a sincerarsi  immediatamente delle condizioni di salute delgatto”.   

Prendiamo  atto di  queste  testimonianze, in attesa, eventualmente, di  risposte da  parte di chi è stato chiamato in causa. Intanto il felino è stato accudito da  una signora  in un condominio e  poi portato presso un veterinario (naturalmente ci terremo aggiornati  sulle sue condizioni di salute).

Ribadiamo,  non è un articolo - polemica  (chi vi scrive ha sempre inteso tra l’altro    fornire contributi affinchè le istituzioni preposte risolvano le varie situazioni  denunciate e segnalate  soprattutto  dai cittadini),  ma  rimane  la gravità  di  un  episodio che  condanna  in primo luogo  persone che di umano  hanno poco o nulla.

Emblematico, spregevole, come un altro episodio di  abbandono di  un  gatto  fuori  dal cimitero di  Brindisi, che  “certifica” i gravi comportamenti di  “pseudo cittadini – bestie”  che  vanno subito stanati.

Ma per fare questo, e  continuare  sicuramente  anche un percorso virtuoso già  avviato dalla stessa Amministrazione Comunale (su cui  ci  ritorneremo), c’è  bisogno, appunto, di azioni e fatti concreti, interventi tempestivi, una grande sinergia (tra  Amministrazione Comunale,Istituzioni, volontari e volontarie,associazioni di volontariato,  Polizia  Locale  e forze  dell’ ordine)  che  lasci da parte  differenti vedute  o appartenenze  o  chissà cosa,  per traguardare  il bene comune, soprattutto quelli dei nostri gatti e animali.

Intanto, noi  ringraziamo  la volontaria  Antonella  Brunetti  per  il suo (ennesimo)  impegno – segnalazione, insieme  ai  cittadini.  E continuiamo  a credere nell’ operato  delle Istituzioni, ma invitandole, ulteriormente, a  non abbassare la guardia sul randagismo felino e altre problematiche  legate  ai nostri  “ amici animali  “.  

Articolo di Ferdinando  Cocciolo      
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