martedì 12 gennaio 2021

Subsidenza: una mappatura globale

Uno studio condotto dall'Università di Padova e dagli Istituti del Consiglio nazionale delle ricerche  per la protezione idrogeologica (Cnr-Irpi) e di geoscienze e georisorse (Cnr-Igg), evidenzia per la  prima volta che l’abbassamento della superficie terrestre dovuto allo sfruttamento del sottosuolo  può causare impatti ambientali e socio-economici rilevanti. L’86% della popolazione mondiale  interessata dal fenomeno vive in Asia. In Italia le regioni più coinvolte sono Emilia-Romagna,  Veneto, Puglia, Toscana, Campania e Calabria. Il lavoro, pubblicato su Science, è stato svolto  nell’ambito dell’Iniziativa LaSII dell’UNESCO 
 
La subsidenza è un abbassamento della superficie terrestre dovuto al prelievo di solidi o fluidi dal  sottosuolo, che si sviluppa lentamente e gradualmente e che di solito interessa i suoli compressibili  quando  vengono  prelevate  dalle  falde  le  acque  sotterranee.  Anche  se  il  processo  fisico  è  stato  studiato  in  tutto  il  mondo  sin  dal  secolo  scorso,  i  ricercatori  si  sono  solitamente  concentrati  sull’analisi  e  sulla  risoluzione  del  problema  a  scala  locale.  I  risultati  di  uno  studio,  condotto  dall'Università di Padova e dagli Istituti per la protezione idrogeologica (Cnr-Irpi) e di geoscienze e  georisorse (Cnr-Igg) del Consiglio nazionale delle ricerche, evidenziano per la prima volta che la  subsidenza che accompagna lo sfruttamento delle risorse idriche sotterranee è un fenomeno globale  che può causare impatti ambientali, sociali ed economici rilevanti. Il lavoro è stato pubblicato su  Science ed è stato svolto nell’ambito di una collaborazione di esperti dell’Iniziativa internazionale  sulla subsidenza dell’UNESCO (LaSII).  

“Sebbene  la  subsidenza  sia  un  processo  lento  e  graduale,  può  ridurre  in  modo  permanente  la  capacità  di  immagazzinamento  d’acqua  dei  sistemi  acquiferi,  danneggiare  edifici  e  infrastrutture,  aumentare il rischio di inondazione nelle aree alluvionali e nelle pianure costiere. Una subsidenza  maggiore  di  25  cm/anno  si  sta  verificando  in  diverse  regioni  del  mondo,  tra  cui  Iran,  Messico  e  Indonesia  dove,  a  Jakarta,  l'impatto  è  così  grave  che  il  governo  sta  progettando  di  spostare  la  capitale  nell'isola  del  Borneo.  La  subsidenza  interessa  molte  aree  costiere  anche  in  Italia,  più  precisamente  in  Emilia-Romagna,  Veneto,  Puglia,  Toscana,  Campania,  Calabria”,  afferma  Pietro  Teatini dell'Università di Padova, presidente dell'UNESCO-LaSII. “Si tratta di un processo lento e  silenzioso che coinvolgerà sempre più la vita delle persone che vivono in diverse aree del mondo,  soprattutto  nei  centri  urbani  più  poveri  dei  Paesi  in  via  di  sviluppo,  del  quale  quindi  bisogna  acquisire maggiore consapevolezza”. 

I risultati di questo studio sono rilevanti: “Le potenziali aree di subsidenza coinvolgono 1,2 miliardi  di persone e il 21% delle principali città del mondo, con l'86% della popolazione esposta che vive in  Asia.  La  ricerca  stima  inoltre  che  l'attuale  esposizione  economica  alla  subsidenza  potenziale  ammonti a 8,17 trilioni di dollari, il 12% del prodotto interno lordo mondiale”, commenta Mauro  Rossi del Cnr-Irpi, esperto di modellazione dei rischi idrogeologici. “Una simulazione predittiva al  2040,  che  prende  in  considerazione  anche  gli  effetti  del  cambiamento  globale  in  termini  di  innalzamento del livello medio del mare, mostra che circa 635 milioni di persone vivranno in aree  dove  la  subsidenza  aumenterà  il  rischio  di  inondazione.  È  stata  prodotta  una  mappa  globale  per  aumentare  la  consapevolezza  e  informare  le  autorità  pubbliche:  abbiamo  utilizzato  un  metodo  statistico per indagare come la subsidenza sia correlata a variabili geologiche, geomorfologiche, di   uso  del  suolo  e  climatiche;  la  metodologia  può  aiutare  nell’individuare  nuove  aree  interessate  e  guidare azioni di mitigazione”. 

La subsidenza è particolarmente impattante nelle zone costiere, dove l’innalzamento del livello del  mare  dovuto  al  cambiamento  climatico  è  aggravato  dall'abbassamento  della  superficie  del  suolo.  “Quasi  200  km  della  costa  adriatica  settentrionale  sono  caratterizzati  da  una  quota  inferiore  al  livello medio del mare o appena sopra di esso. In queste aree, anche pochi centimetri di subsidenza  aumentano  la  probabilità  di  inondazione",  conclude  Luigi  Tosi  del  Cnr-Igg.  “Pianificatori  territoriali,  urbanisti  e  autorità  di  gestione  dei  corpi  idrici  superficiali  potrebbero  utilizzare  le  informazioni  fornite  da  questo  studio  per  prevenire  o  mitigare  l’impatto  della  subsidenza,  soprattutto nel contesto del cambiamento globale”.  
 
Immagine:  Mappa globale di pericolosità (a sinistra) e della suscettibilità (a destra) alla subsidenza focalizzata  sulla penisola italiana (da Herrera-García et al., doi: 10.1126/science.abb8549). 
 
Fonte: Cnr-Irpi, Cnr-Igg, Università di Padova. 

Mappa  del  pericolo  globale  dalla  subsidenza  per  emungimento  di  acque  sotterranee  pubblicato  su  Science  371,  Issue  6524,  pp.  34-36, 
doi:  10.1126/science.abb8549.  
 
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